STOCZNIA/CANTIERE NAVALE: MICHAL SZLAGA IN MOSTRA A TRIESTE

STOCZNIA/CANTIERE NAVALE: MICHAL SZLAGA IN MOSTRA A TRIESTE

TRIESTE\ aise\ - Inaugura oggi pomeriggio a Trieste “Stocznia/Cantiere Navale. Documenti di perdita”, la personale dell’artista Michal Szlaga promossa da Trieste Contemporanea, Istituto Polacco di Roma e Istituto Adam Mickiewicz. La mostra rimarrà aperta al pubblico presso lo Studio Tommaseo (via del Monte 2/1) fino al 20 febbraio.
Con “Cantiere Navale”, Michal Szlaga cattura la desolazione e lo stato di abbandono degli edifici, dei padiglioni e delle infrastrutture di quello che era un tempo un importante sito industriale polacco: la mostra raccoglie 32 fotografie scattate dal fotografo polacco tra il 2004 e il 2013, che documentano lo smantellamento dei cantieri navali di Danzica.
La raccolta fotografica “Stocznia/Cantiere Navale” costituisce un tentativo di preservare l’immagine del cantiere che, costruito nel diciannovesimo secolo rappresenta ancora oggi uno tra i lasciti industriali più vasti d'Europa. Michal Szlaga ha inoltre pubblicato nel 2013 il libro Stocznia (Shipyard), che raccoglie 300 fotografie scattate nel cantiere.
Il cantiere, una volta enorme piazza di lavoro per oltre 15.000 lavoratori, ha visto nascere nel 1980 il sindacato Solidarnosc, che avrebbe dato origine al movimento democratico in Polonia e contribuito alla caduta del blocco sovietico.
Negli anni 2000 il cantiere divenne luogo d’incontro per artisti, tra cui lo stesso Szlaga che si trasferì in uno degli edifici del cantiere sede della Kolonia Artystów (colonia degli artisti). Il lavoro di Szlaga è stato un tassello della successiva protesta che si è sviluppata contro la politica urbanistica neoliberale che ha coinvolto lo scalo di Danzica in un progetto speculativo che consisteva nella demolizione della maggior parte degli edifici presenti e nella conversione di alcuni di essi in complessi residenziali.
La mostra è accompagnata dalla proiezione video “Dal ciclo CANTIERE NAVALE” (2010-2012, 10’28’’), dallo slideshow con le fotografie 1999-2013 e da una serie di diapositive dei luoghi prima e dopo la demolizione degli edifici.
La scelta di avere la mostra di Szlaga a Trieste si collega al progetto “Harbour for Cultures” che Trieste Contemporanea sta svolgendo dal 2017 (con workshop, approfondimenti di studio, mostre d'arte, eventi multidisciplinari e questionari mirati) e che parte dal caso reale del Porto Vecchio di Trieste per immaginare dei possibili luoghi di incontro fra culture diverse.
Michal Szlaga (1978) si diploma all'Accademia di Belle Arti di Danzica dove oggi insegna. La sua attività di fotoreporter lo vede collaborare con numerose riviste polacche quali “Malemen”, “Przekròj”, “Newsweek”,” Twòj styl” e “Viva!”. Fin dagli inizi della sua carriera si interessa all’utilizzo ed al riuso degli spazi pubblici e decide di documentare questa realtà in Polonia con un blog photography (Reality, 2007) ed una raccolta di fotografie (Prostitutes, 2010). Dal 2000, inizia a concentrarsi sul tema del cantiere navale di Danzica e sulla sua importanza storica. Molte delle immagini presenti nel progetto fotografico Stocznia/Cantiere Navale sono diventate icone del cambiamento polacco e la serie fa oggi parte della collezione fotografica del Centre Pompidou di Parigi. La collaborazione con il Wyspa Institute of Art, situato negli spazi del cantiere, ha permesso al fotografo di presentare le sue opere in importanti mostre d'arte contemporanea in sede internazionale (Dock Guardians, 2005; Again and Again 1989-2009, 2009). Nel 2007, Szlaga è stato premiato in Polonia con l’International Photo Award 2007. (aise) 

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