GLI SVIZZERI ALL'ESTERO SI MOBILITANO PER IL VOTO ELETTRONICO – DI CAMILLE BOUR

BERNA\ nflash\ - “Oggi, quando uno svizzero all'estero desidera votare, lo fa tramite posta, ma i tempi di invio e ricezione delle schede sono spesso molto lunghi. In un paese con quattro lingue ufficiali, capita inoltre che i documenti inviati agli espatriati siano nell'idioma sbagliato. E spesso è troppo tardi per rimediare. La procedura può dunque scoraggiare facilmente gli svizzeri all'estero. Attualmente quasi l'11% della popolazione svizzera vive all'estero e il numero di espatriati continua ad aumentare. Anche per questo, l'Organizzazione degli svizzeri all'estero insiste affinché siano introdotti nuovi sistemi di voto. Quasi l'11% della popolazione svizzera abita all'estero. Su 752'000 cittadini elvetici registrati alla fine del 2017, circa il 62% vive in Europa. "Si vogliono mettere delle barriere al voto degli svizzeri all'estero? No. Un altro elemento è il tasso di partecipazione che supera raramente il 50% dato che si vota ben quattro volte all'anno. Non sarebbe meglio fornire alle giovani generazioni l'accesso al voto online, così da promuovere la loro partecipazione? Io credo di sì". Sono le parole di Ariane Rustichelli, direttrice dell'Organizzazione degli svizzeri all'estero, intervistata lunedì durante la trasmissione "64 minutes" di TV5Monde”. L’inchiesta della rete francofona è alla base di questo articolo che Camille Bour (TV5) firma per swissinfo.ch, che lo pubblica anche nella traduzione in italiano a cura di Zeno Zoccatelli. (nflash)

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