IN MEMORIA DI MARIO MIGNONE: IL SANNITA CHE SI PRESE IL MEGLIO DELL’AMERICA - DI LUIGI TROIANI

NEW YORK\ nflash\ - "Non bisognerebbe mai scrivere di un personaggio pubblico, quando con lui si ha una frequentazione privata, fatta di condivisione di amici, ideali, iniziative culturali, memorie, affetti famigliari. Ciò che si scrive rischia di essere influenzato dall’esperienza personale, con il risultato che non ci sarà il distacco e l’obiettività che sempre si devono al lettore". Si apre con queste riflessioni l’articolo pubblicato in primo piano da La Voce di New York, giornale on line bilingue diretto da Stefano Vaccara. A firmarlo è Luigi Troiani, che così ricorda Mario Mignone, professore della prestigiosa State University of New York at Stony Brook, appena scomparso. Emigrò da Benevento nel 1960 e Troiani spiega perché è diventato "un simbolo dell'Italia all'estero". "Eppure", argomenta l’autore riprendendo il filo del discorso, "ci sono circostanze eccezionali, o drammatiche, come quella di oggi, con il funerale del professore emerito e direttore del Centro Studi Italiani di Stony Brook, Mario Mignone, che chiedono di violare la regola, in nome del rispetto e del ricordo che si devono a chi è già in quel sentiero definitivo che noi umani, tutti, siamo destinati a percorrere". (nflash) 

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