LAUREATI: PERCHÉ IL RIENTRO DEGLI EXPAT NON È UNA POLITICA DI SVILUPPO - DI GIULIA PASTORELLA E FABIO MIGLIORINI

ROMA\ nflash\ - ““Nostalgia” è nel significato letterale greco il dolore (“algos”) per il ritorno (“nostos”), un po’ come la “mialgia” indica il dolore muscolare. Certo è un sentimento presente nella vita degli italiani emigrati, che sono sempre più numerosi e qualificati, come spesso viene lamentato sui media e nel dibattito pubblico. Il dolore del migrante italiano si manifesta sia sotto la forma di negata speranza di poter tornare, sia come una rassegnata analisi costo-beneficio che, nonostante generose politiche di incentivi fiscali, risulta perdente. Quindi se a questa nostalgia si può cercare di porre rimedio con politiche che favoriscano il “controesodo”, non le si può presentare come politiche di sviluppo per il paese. Invece il rientro, soprattutto dei cosiddetti “cervelli in fuga”, viene presentato spesso come una ricetta per la crescita italiana, come per esempio nel post “I giovani laureati italiani: tanto talento al servizio di altri Paesi pubblicato su Econopoly””. Questo il pezzo di Giulia Pastorella e Fabio Migliorini pubblicato da Econopoly, ripreso anche da “Il Sole 24 Ore”. Pastorella, esperta di digital policy, vive e lavora a Bruxelles. È stata candidata nella circoscrizione Europa alle elezioni del 2018 e sta ultimando un libro sugli expats. È responsabile per la strategia digitale di Azione. Migliorini: analista di dati, ha lavorato in ambito start-up e e-commerce a Berlino; correntemente ricopre il ruolo di Lead Product Analyst per HelloFresh. (nflash) 

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