CARMINE IAMPIETRO: CON IL MOVIMENTO DELLE LIBERTA PER DARE VOCE AI PENSIONATI ITALIANI IN ALBANIA

CARMINE IAMPIETRO: CON IL MOVIMENTO DELLE LIBERTA PER DARE VOCE AI PENSIONATI ITALIANI IN ALBANIA

TIRANA\ aise\ - Stabilmente in Albania dal 2014, Carmine Iampietro dallo scorso settembre è il Coordinatore nazionale del Movimento delle Libertà, fondato e diretto da Massimo Romagnoli. Presidente dell’APIA (Associazione Pensionati italiani in Albania), Iampietro sostiene che nel Paese delle aquile “per i pensionati, siano essi italiani che europei, la vita è migliore di quanto si possa immaginare. Il Paese è in forte crescita. L'età media della popolazione è molto giovane, anche se, occorre dire, che tanti giovani stanno andando via. Ciò, tuttavia, è un fenomeno diffuso ed è condiviso con molti altri Stati del sud-est europeo”.
“Ora come ora, - aggiunge – sono in atto molte riforme interne considerato che l'obiettivo da raggiungere per le autorità governative, è quello dell’entrata nell’Unione Europea. Riguardo alla situazione interna dell’ordine pubblico, posso affermare che la microcriminalità e praticamente inesistente è ciò è molto importante per la vita delle persone in genere e per noi pensionati in particolare. Compatibilmente con le poche risorse economiche disponibili, la sanità pubblica funziona abbastanza bene. Esistono, poi, delle ottime cliniche private che offrono i loro servizi a prezzi decisamente accessibili. Per quanto riguarda noi italiani, mi piace sottolineare il fatto che siamo ben considerati ed accolti favorevolmente. La gente ricorda piacevolmente quanto è stato fatto per il popolo albanese nel corso degli ultimi 30 anni”.
A farlo trasferire in Albania, racconta, “sono stati soprattutto motivi economici”. Per Iampietro è “inammissibile che, dopo aver pagato 48 anni di contributi, principalmente come artigiano, percepisca una pensione che non mi consente di svolgere una vita dignitosa in Italia. A ciò si deve aggiungere “l'aggravante” di un’imposizione fiscale sia erariale che locale, davvero esorbitante”. In Albania, invece, “i vantaggi sono molteplici, godendo, nel contempo, di una tassazione molto ridotta rispetto a quella italiana ed essendo il costo della vita molto ridotto rispetto al “bel paese”: mediamente il 50% in meno, senza contare anche il fattore climatico che è decisamente migliore, specialmente per chi proviene dal nord Italia”.
Ma i problemi ci sono anche al di là dell’Adriatico: la prima criticità è rappresentata dalla “difficoltà di ottenere il permesso di soggiorno, atteso che la legge albanese non prevede, attualmente, lo status di pensionato. Nel Paese delle aquile, per ora, la pensione non è considerata fonte di reddito. Quello che potrebbe rappresentare un possibile vantaggio, crea nella realtà, notevoli problemi”.
Attualmente, spiega il coordinatore di MdL, “i motivi per i quali si può ottenere il permesso di soggiorno sono rappresentati dalla proprietà di una casa; da un contratto di lavoro subordinato; dall'apertura di una partita IVA; da un contratto di volontariato; dal ricongiungimento familiare; nonché da altre motivazioni rimesse alle valutazioni di un’apposita Commissione statale. Questa, per me, è la situazione attuale e costituisce il principale problema che impedisce all'Albania di essere un nuovo Portogallo”.
Per questo, come Coordinatore nazionale del Movimento delle Libertà e Presidente dell’APIA, “stiamo fattivamente dialogando con il Governo albanese per il riconoscimento dello status di pensionato. La speranza è che ad ogni pensionato gli sia riconosciuto tale diritto (sino ad ora negato) e che tutti possano ottenere agevolmente il permesso di soggiorno con la condizione di accreditare su di una banca albanese la propria pensione e con la dimostrazione di un contratto di affitto con validità di almeno un anno. Al riguardo, - conclude Iampietro – va detto che proficui colloqui sono già stati avviati con le Autorità preposte, e si spera di raggiungere l’obiettivo fissato in un tempo ragionevole”. (aise) 

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