GIORNATA MONDIALE DELLA DONNA/ MARINA CAROBBIO: RESTA ANCORA MOLTO DA FARE

GIORNATA MONDIALE DELLA DONNA/ MARINA CAROBBIO: RESTA ANCORA MOLTO DA FARE

BERNA\ aise\ - “L’otto marzo, la giornata internazionale delle donne, è il momento per ricordare sia le conquiste sociali e politiche che abbiamo ottenuto noi donne negli ultimi decenni, ma anche tutti quegli ambiti in cui resta ancora molto da fare per raggiungere l’effettiva parità”. Ne è convinta Marina Carobbio, prima rappresentante del socialismo ticinese e della Svizzera italiana a diventare Presidente del Consiglio Nazionale, carica a cui è stata chiamata nel novembre dello scorso anno. “Uno di questi ambiti è la scelta professionale, dove purtroppo ci sono ancora forti stereotipi che influenzano la decisione delle giovani persone”. Proprio per questo motivo la Carobbio ha voluto organizzare l’evento che si è svolto oggi nella sala del Consiglio nazionale e durante il quale sono intervenute donne attive in ambiti diverse e di regioni linguistiche diverse. Evento che ella stessa ha aperto con un bel discorso sia in italiano che in tedesco sul percorso delle donne in Svizzera per il raggiungimento dei diritti acquisiti in questi ultimi 50 anni.
Un evento, quello di oggi, che si inserisce in una serie di iniziative che Marina Carobbio sta portando avanti nel suo ruolo di presidente del Consiglio nazionale e che precede la manifestazione con un corteo a Bellinzona, in programma domani.
Provenendo da una minoranza linguistica e culturale qual è la Svizzera italiana, Marina Carobbio pensa di “poter essere la persona adatta per far da ponte non solo tra le diverse regioni linguistiche svizzere, ma anche tra le variegate componenti che vi risiedono”.
La Svizzera “ha più che mai bisogno di esprimere solidarietà e apertura, ma anche di coesione sociale. Il mio percorso personale, politico e professionale è caratterizzato proprio dall’impegno su questi fronti”.
La “Giornata Mondiale della Donna” è stata celebrata per la prima volta il 28 febbraio 1909 negli Stati Uniti, su invito del Partito Socialista Americano, che aveva designato questa data in memoria dello sciopero di migliaia di camiciaie newyorkesi che nel 1908. La Svizzera, con Austria, Danimarca e Germania, fu nel 1911 tra le prime nazioni europee a celebrare la “Giornata”, per sostenere rivendicazioni salariali, diritto di voto e di esercizio di pubbliche funzioni e l’eliminazione delle discriminazioni, con la partecipazione più di un milione di persone, tra uomini e donne. (aise)

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