IL CIRCOLO PD BERLINO SULLA FIDUCIA A DRAGHI E LE PROSPETTIVE DELLA NUOVA MAGGIORANZA

Il Circolo Pd Berlino sulla fiducia a Draghi e le prospettive della nuova maggioranza

BERLINO\ aise\ - “La decisione del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, di dare un incarico a Mario Draghi per formare un governo “che non si riconosca in nessuna formula politica” ha imposto alle forze politiche di trovare un accordo al di là delle divergenze ideologiche. Non ci nascondiamo che un governo appoggiato da forze politiche tanto distanti, come il Partito Democratico e la Lega, sia per noi militanti difficile da accettare. Si tratta di una richiesta fatta dal Capo dello Stato per far fronte a una crisi di governo che era priva di ogni fondamento e dunque non necessaria, in un tempo di pandemia globale e grave disagio per milioni di italiane ed italiani”. Inizia così il documento elaborato dal Circolo PD Berlino e Brandeburgo a ridosso dell'incarico conferito a Draghi, in cui si riflette, in particolare, sulle sfide del Partito Democratico. Ne riportiamo di seguito la versione integrale.
“Abbiamo seguito con apprensione l’evolversi di questa situazione nelle scorse settimane, ma abbiamo maturato la convinzione che il PD non potesse tirarsi fuori da questo governo lasciando nelle mani di una probabile maggioranza politica antagonista i progetti faticosamente scritti per il Next Generetion Plan.
La Direzione Nazionale è stata convocata per due volte e dopo una discussione sono stati votati all’unanimità, la relazione del Segretario Nicola Zingaretti, che indicava la via del sostegno al governo con i partner della coalizione archiviata dallo strappo di Italia Viva – ossia LeU e M5S – e l’appoggio ufficiale al nascente governo Draghi.
Il cambiamento repentino della Lega, che si è ora detta disponibile a sostenere progetti di chiaro stampo europeista è, a prescindere dalla genuinità della scelta, positivo per gli obiettivi che dobbiamo raggiungere.
In occasione della comunicazione al Senato, il Premier incaricato Mario Draghi ha ribadito, tra i molti punti sollevati che qui non possiamo richiamare nella totalità, quattro cose fondamentali: (1) il pieno riconoscimento del governo nei valori europei e la collocazione atlantica delle relazioni internazionali; (2) l’irreversibilità dell’appartenenza al progetto europeo e all’Euro, (3) il fatto che “le missioni potranno essere rimodulate e riaccorpate, ma resteranno quelle enunciate nei precedenti documenti del Governo uscente” – questo a sostegno del lavoro fatto dai nostri ministri nel Conte-Bis, Gualtieri, Amendola e Provenzano, ed infine (4) impegno a investire oculatamente e al meglio le risorse disponibili, soprattutto quando questo significa un aumento sensibile del debito pubblico: “Ogni spreco oggi è un torto che facciamo alle prossime generazioni, una sottrazione dei loro diritti”.
Noi manteniamo la nostra linea politica e valoriale, e consolidiamo l’accordo Leu-M5S-PD con la creazione di un intergruppo che è diretta e coerente conseguenza di quanto votato dalla Direzione Nazionale. Per un coordinamento politico in Parlamento più efficace e forte per contrastare i contraccolpi che, siamo sicuri, arriveranno dalla destra.
Il Partito Democratico, però, dovrà focalizzarsi sui contenuti, per dare l’indirizzo politico di questa all’alleanza, senza dare adito a timidezze o tentennamenti. Le priorità sono certamente:
• la gestione della pandemia Covid19 e la protezione delle fasce sociali più deboli,
• il successo del Next Generation EU con programmi d’investimento volti allo sviluppo sostenibile in un quadro in cui la tutela ambientale sia leva di sviluppo economico;
• l’aumento della popolazione attiva, molto bassa in Italia, dando slancio all’occupazione, soprattutto investendo sulle donne e sulle aree più in difficoltà del paese;
• forte impegno nello sviluppo delle infrastrutture con particolare riguardo al digitale, energia e trasporti
• massima attenzione al miglioramento del funzionamento dello stato, premessa fondamentale per sviluppo futuro del paese, attuando in particolare attese riforme della giustizia e della pubblica amministrazione;
• lotta per la legalità con particolare riferimento al lavoro di contrasto alla corruzione e ai fenomeni mafiosi che tanta parte hanno nel compromettere lo sviluppo del Paese;
• massiccio investimento di idee e risorse nel mondo della scuola, dell’università, della ricerca scientifica;
• riforma e rafforzamento della sanità con un nuovo slancio sulla medicina territoriale;
• La riforma della legge elettorale in senso proporzionale con uno sbarramento al 5%; sul modello tedesco e contestualmente una legge sui partiti;
• Una riforma della fiscalità, affinché sia più progressiva e in senso distributivo per non aumentare il peso fiscale, perseguendo anche una riduzione del cuneo per aiutare il sistema produttivo.
A tale scopo, come comunità di democratiche e democratici abbiamo sentito il bisogno di confermare il nostro appoggio alla linea del Partito Democratico e del Segretario Nicola Zingaretti.
Il PD deve fare ancora molti passi in avanti per migliorare ed evolvere. Restano aspetti contradditori che è necessario ed urgente affrontare. Per questo, assieme al nostro appoggio, indichiamo alcuni temi su cui speriamo a breve il Partito voglia confrontarsi ispirandosi a principi di apertura e dialogo:
• il ruolo delle donne nel partito e lo sviluppo del concetto di parità, da non intendere come una mera ripartizione matematica, ma come rivoluzione culturale profondo;
• il ruolo della militanza attiva e la possibilità di avere una reale formazione politica, anche per rendere le posizioni contendibili sul piano dell’impegno, della storia di ciascuna e ciascuno e delle competenze e capacità
• il ruolo dei giovani, nel partito e nella società, sempre oggetto e mai soggetto delle politiche;
• un rafforzamento della cooperazione internazionale tra partiti fratelli per dare uno slancio alla socialdemocrazia europea ora in sofferenza ed, infine,
• una riflessione interna profonda, che non può essere intesa come mero scontro per cambiare una leadership. Parliamo di cosa vogliamo fare, di come lo vogliamo fare e di quale alternativa possiamo costruire, insieme, come comunità, per sconfiggere le destre”. (aise) 

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