Recovery plan: le proposte del Faim

ROMA\ aise\ - Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza “non può ignorare o sottovalutare i diritti, i bisogni e le opportunità presenti in quella che, a seguito dei nuovi flussi emigratori dei primi due decenni di questo secolo, costituisce oramai la seconda regione del Paese, la cui popolazione si aggira intorno ai 7 milioni di persone”. È quanto sostiene il Faim – Forum delle Associazioni Italiane nel Mondo che ieri ha inviato le sue proposte al Presidente del Consiglio Mario Draghi, a tutti i ministri del suo Governo, ai presidenti delle commissioni esteri di Camera e Senato, e, per conoscenza, al segretario generale del Cgie, Michele Schiavone.
In vista dell’approvazione del Piano – il cosiddetto Revovery Plan – entro la fine di aprile, il FAIM, anche facendo riferimento al lavoro di preparazione della Conferenza Stato-Regioni-Prov. Autonome-CGIE svolto in seno al Consiglio generale, ha voluto indicare “alcuni punti prioritari che dovrebbero essere inclusi nelle azioni previste dalle diverse Missioni in cui è articolato il PNRR, sia per quanto attiene la dimensione dei diritti di cui sono portatori i cittadini italiani all’estero, sia per l’opportunità che essi rappresentano e possono far valere in diversi ambiti, nel rafforzamento della ripresa del paese”.
Queste le priorità sintetizzate dal Faim per cinque delle sei missioni del Piano.
MISSIONE 1: l’inserimento a pieno titolo dei servizi della Rete Consolare all’interno delle misure di ammodernamento e digitalizzazione della Pubblica Amministrazione; la necessità di inserire i settori svantaggiati delle nostre collettività in azioni alfabetizzazione digitale; l’inserimento della Stampa italiana all’estero tra i soggetti fruitori delle misure a sostegno della digitalizzazione delle imprese; il coinvolgimento degli italiani all’estero nei percorsi che saranno approntati per rendere più attrattivo il nostro Paese nel settore turistico.
MISSIONE 2: una vasta campagna informativa rivolta agli italiani all’estero sulle opportunità di riqualificazione energetica degli edifici e case di proprietà dei connazionali emigrati che può contribuire a convogliare risorse verso il Paese e a contenere le emissioni nocive.
MISSIONE 4: l’inclusione dei giovani delle ultime generazioni e della nuova emigrazione nei programmi di potenziamento delle competenze e del diritto allo studio (educazione, lingua e cultura e formazione professionale) e in quelli volti a al rafforzamento della Ricerca e Sviluppo.
MISSIONE 5: il coinvolgimento degli italiani all’estero nelle politiche di coesione sociale e territoriale, sia come fruitori di misure di accompagnamento e assistenza nei progetti emigratori alla partenza e all’arrivo, sia come attori di sviluppo locale in caso di rientro nelle regioni di esodo o nella costruzione di partenariati internazionali; inoltre, rispetto agli obiettivi di questa Missione, il FAIM sollecita l’attenzione al mondo associativo all’estero, come parte integrante del Terzo Settore, da riconoscere e sostenere per il suo importante e permanente contributo alla coesione sociale delle collettività all’estero.
MISSIONE 6: Infine, riguardo agli obiettivi della quest’ultima Missione (SALUTE), il FAIM sollecita l’attenzione istituzionale alle fasce di popolazione più fragile in alcuni paesi svantaggiati dell’America Latina e dell’Africa, quali soggetti “da prendere in carico” dal punto di vista dei servizi sanitari, con misure ed azioni ad hoc, analogamente a quanto avverrà in Italia. Ciò vale anche per i nuovi migranti che hanno difficoltà ad ottenere una copertura assicurativa sanitaria stabile sia per le norme in vigore in alcuni paesi, sia per la frequente precarietà di condizioni lavorative che sono costretti a subire anche in Europa.
Di seguito il testo integrale del Documento FAIM trasmesso al Governo.
PROPOSTE F.A.I.M. PER IL PIANO NAZIONALE DI RIPRESA E RESILIENZA
Premessa
Negli ultimi 15 anni la presenza dei cittadini italiani all’estero è lievitata da circa 3 milioni, agli attuali 6,3 milioni censiti dalle anagrafi consolari.
A partire dalla crisi del 2007-2008, si è assistito alla crescita continua di flussi di nuova emigrazione giovanile e di famiglie che hanno scelto di trasferirsi all’estero per trovare occasioni di lavoro più consone alle proprie aspettative. Dalla comparazione tra i dati di cancellazione di residenza dei Comuni e quelli degli ingressi registrati dai maggiori paesi meta di nuova emigrazione, risulta, come confermato anche dall’Istat, che l’entità di tali flussi è nettamente superiore a quella statisticata. La presenza dei cittadini italiani all’estero è molto probabilmente ben superiore ai 7 milioni di persone, vale a dire circa il 12% della popolazione nazionale, una dimensione complessiva seconda solo alla Regione Lombardia.
Questo nuovo esodo, oltre a comportare una perdita netta di capitale umano per lo sviluppo del paese, ha messo sotto stress la capacità della nostra rete consolare di erogare i necessari servizi amministrativi e ripropone tutta una serie di problematiche inerenti i diritti di cittadinanza di queste persone, a partire dal diritto a servizi di orientamento e assistenza, di informazione e formazione, di accompagnamento e di tutela per la migliore integrazione nei paesi di arrivo e, allo stesso tempo, presenta una dimensione di grande opportunità legata alla possibilità di valorizzare la loro presenza all’estero nel campo della internazionalizzazione del Sistema Paese in ambito culturale, sociale, commerciale, turistico e della ricerca.
L’approccio che intendiamo proporre è quello di conciliare la doverosa capacità di risposta ai nuovi fabbisogni emersi e dei connessi diritti di cittadinanza, con una intelligente gestione della risorsa emigrazione e con l’opportunità di recuperare parte del patrimonio di competenze e di capacità di cui la “seconda regione” d’Italia è portatrice.
Ciò può avvenire sia strutturando con essa solide e permanenti relazioni orientate agli obiettivi che il nostro Paese saprà darsi, sia con misure di incentivazione al rientro per coloro che intendano mettere a valore le esperienze acquisite, nello sviluppo delle regioni ed aree di esodo, spesso caratterizzate da fragilità strutturali, da deficit demografici e spopolamento, come le aree interne e il Mezzogiorno.
Va tenuto presente che la presenza italiana all’estero costituisce un naturale target e un agente significativo di promozione, diffusione e consumo di made in Italy; di promozione del turismo, della nostra lingua e cultura; di creazione di opportunità di cooperazione decentrata a livello sociale, economico, culturale; di trasferimento di tecnologia e di joint-venture; di attrazione di investimenti nel nostro paese a partire dal settore immobiliare.
Se questa naturale predisposizione viene agevolata e ampliata con apposite e coerenti misure che ne consentano un maggiore, consapevole ed attivo coinvolgimento, insieme alla capacità di risposta ai basilari diritti di cui gli italiani all’estero sono portatori in quanto cittadini, i benefici che se ne possono trarre saranno consistenti e duraturi. Ciò consentirà di recuperare almeno in parte, la perdita netta di investimenti dello Stato e delle famiglie in termini di costi di formazione e di educazione, di deficit demografico, di riduzione della fiscalità, dell’equilibrio del sistema previdenziale, di contributo al PIL.
In questo senso, l’occasione di far valere, all’interno del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza la dimensione di sviluppo offerta dall’emigrazione italiana nel mondo, costituisce una possibilità ulteriore per migliorare la coesione sociale interna, la proiezione internazionale del Paese, l’aumento del PIL.
Tali obiettivi sono possibili se, in tale ambito, il Piano nazionale di ripresa e resilienza contemplerà un’analisi accurata dei fabbisogni e delle risorse umane esistenti (in particolare quelle costituite dalle nuove generazioni e dalla nuova emigrazione) e delle migliori modalità di un loro coinvolgimento rispetto agli obiettivi generali che il PNRR si propone di raggiungere.
A questo proposito è utile richiamare i documenti di lavoro preparatori allo svolgimento della citata Conferenza Stato-Regioni-Prov. Autonome-C.G.I.E., elaborati dal Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, nei quali sono presenti analisi e dettagli delle necessarie misure attivabili anche in riferimento all’utilizzo dei fondi strutturali che l’UE mette a disposizione a livello nazionale e regionale.
Le proposte concrete di seguito illustrate si rifanno, in parte, a questo lavoro condiviso con il mondo della rappresentanza sociale dell’emigrazione, individuando nello schema del PNRR e del Piano d’azione per l’integrazione e l’inclusione 2021-2027 {SWD(2020) 290 final} numerose linee di corrispondenza.
CONTENUTI DEL PNRR
Missione 1 – Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura
PROPOSTE FAIM
1° COMPONENTE: Digitalizzazione e modernizzazione della P.A.
1. In relazione all’obiettivo generale indicato, l’implementazione e ammodernamento dei servizi erogati dalla Rete Consolare all’estero debbono costituire uno dei target prioritari. La riduzione drastica degli organici operata negli ultimi due decenni, accanto al raddoppio dell’entità dei fruitori, ha messo sotto grave stress strutture e operatori.
La Rete Consolare costituisce il primo punto di riferimento istituzionale dei circa 7 milioni di cittadini emigrati o in mobilità. Il suo puntuale funzionamento e capacità di erogare servizi in tempi e qualità soddisfacenti, costituisce il pre-requisito di ogni successiva azione di valorizzazione del potenziale costituito dalle collettività italiane nel mondo.
La digitalizzazione di molti servizi erogati in questo ambito, costituisce un obiettivo indispensabile, accanto alle fondamentali modifiche di rilevamento e allineamento delle anagrafi dei cittadini italiani all’estero (AIRE e ANAGRAFI CONSOLARI).
2. Alfabetizzazione digitale: Per accompagnare la modernizzazione e la digitalizzazione dei servizi si rendono necessarie anche azioni e misure di alfabetizzazione digitale in particolare per i segmenti di popolazione emigrata in cui il digital devide appare più consistente. Tali azioni possono essere attivate in sinergia con la rete associativa e dei patronati diffusa in tutti i paesi di emigrazione.
2° COMPONENTE: Digitalizzazione delle imprese, comprese quelle del comparto Editoria e della Filiera della Stampa
1. E’ opportuno accorpare nell’ambito dei fruitori di tale misura, le centinaia di editori e testate pubblicate all’estero che costituiscono, allo stesso tempo, un elemento indispensabile di informazione e di coesione interna delle stesse comunità.
3° COMPONENTE: Incremento attrattività del Paese, investendo sul sistema turistico e culturale attraverso modernizzazione delle infrastrutture materiali e immateriali; formazione; servizi turistici strategici
1. In tale ambito, come già accennato, la consistente presenza italiana all’estero è un target e, al tempo stesso, un moltiplicatore di attrattività del Paese; costituisce anche una infrastruttura naturale su cui si deve investire in termini di formazione (delle nuove generazioni) e in termini di diffusione, nei paesi di residenza, delle opportunità e proposte di turismo sociale, culturale e turismo di ritorno o “delle radici”, legato alle aree/borghi di origine dei flussi emigratori.
CONTENUTI DEL PNRR
Missione 2 – Rivoluzione verde e transizione ecologica
PROPOSTE FAIM
2° COMPONENTE: P.to 2.3: Efficienza energetica e riqualificazione degli edifici
Il patrimonio immobiliare costruito in oltre un secolo dagli emigrati italiani che hanno investito i loro risparmi in abitazioni ed edifici nei paesi di origine è di grande consistenza. In questo ambito, sono necessarie diffuse azioni di informazione all’estero per far conoscere ai connazionali le opportunità di sostegno alla ristrutturazione e riqualificazione energetica degli edifici di loro proprietà; una adeguata campagna informativa, che può essere affidata in modo concertato alla rete consolare, alle diffuse reti associative e di patronato, ai periodici italiani operanti all’estero, può ampliare significativamente l’afflusso di investimenti dall’estero per la realizzazione di tali opere.
CONTENUTI DEL PNRR
Missione 4 – Potenziamento delle competenze e diritto allo studio
PROPOSTE FAIM
1° COMPONENTE: Potenziamento delle competenze e diritto allo studio
Il mantenimento della lingua e cultura italiana, costituisce, assieme, un diritto e l’opportunità di mantenere un legame duraturo con le nuove generazioni di italiani all’estero e dunque la possibilità di valorizzare, nel contesto italiano, le competenze avanzate acquisite dai figli dei nostri cittadini emigrati; ciò vale sia in caso di rientro, sia nel caso di costruzione di partnerships in vari contesti, tra italiani residenti in Italia e italiani residenti all’estero. In tale ambito, sono da rafforzare e ampliare le misure finalizzate alla realizzazione di attività corsuali gestite dalla rete di enti gestori e da scuole italiane presenti in molti paesi.
Nell’ambito della formazione e della riconosciuta necessità di Capacity Building for Lifelong Learning, l’opportunità di coinvolgimento delle nuove generazioni di italiani all’estero in azioni di formazione professionale e stage legate agli obiettivi strategici del PNRR, costituisce un’occasione unica di valorizzazione e messa in opera delle loro competenze interculturali e bilinguistiche che sono indispensabili in particolare in alcune professioni e filiere dell’internazionalizzazione (turismo, commercio estero, ecc.). Programmi di formazione in questi settori per l’utenza indicata risultano meno costosi, di maggiore efficacia operativa e di immediata fruizione al termine degli iter formativi da realizzare in accordo con il mondo dell’impresa e le istituzioni locali.
In entrambi i casi (formazione linguistica e formazione professionale) non si tratta di innovazioni particolari, ma piuttosto del recupero, attualizzato, di una storica capacità di intervento istituzionale del nostro Paese rispetto al diritto allo studio e alla formazione dei figli dei cittadini migranti che ha caratterizzato almeno 4 decenni di bandi pubblici nazionali e regionali a cavallo tra gli anni ‘70 e gli anni ‘10 e che purtroppo sono stati inspiegabilmente ridotti o abbandonati anche nei contesti extraeuropei, di competenza del Ministero del Lavoro e delle Regioni.
2° COMPONENTE: Dalla ricerca alle imprese. Infrastrutture di ricerca e partenariati allargati per lo sviluppo di progetti di ricerca. Creazione di reti nazionali, creazione di “ecosistemi dell’innovazione” e sistemi territoriali di R&S
Nell’ambito di questa componente è opportuno recuperare relazioni con la vasta presenza di ricercatori che costituisce un segmento importante dell’emigrazione italiana consolidatosi in particolare a seguito dei nuovi flussi emigratori degli ultimi due decenni di inizio secolo. In alcune aree metropolitane europee, nord e sud-americane, australiane e asiatiche vi sono concentrazioni sensibili di ricercatori italiani nei più diversi settori della ricerca.
Con essi va recuperata e costruita una comunicazione e tentato un coinvolgimento su programmi nazionali e regionali finalizzati allo sviluppo del Paese in termini di partenariato attivabile su specifici progetti di R&S.
Anche in questo caso si tratta innanzitutto di effettuare una mappatura complessiva concertata tra Università, Centri di ricerca, Rete consolare, presenza Associativa all’estero e di mettere a punto strumenti di comunicazione e interlocuzione che mettano in rete la risorsa emigrazione con le realtà istituzionali, sociali ed economiche di regioni e distretti produttivi.
CONTENUTI DEL PNRR
Missione 5 – Inclusione sociale
PROPOSTE FAIM
1° COMPONENTE: Politiche per il lavoro. Revisione strutturale delle politiche attive del lavoro, del rafforzamento dei centri per l’impiego e loro integrazione con i servizi sociali e con la rete degli operatori privati
In questo ambito, con particolare attenzione alle aree a maggior flusso emigratorio, va sviluppata l’integrazione dei servizi erogati dai centri per l’impiego con attività specifiche di consulenza e orientamento per le persone che intendo intraprendere un proprio percorso migratorio verso l’estero. Si tratta di un servizio che deve essere volto alla conoscenza di opportunità di lavoro e di collocazione all’estero, ma anche delle difficoltà tipiche che si incontrano nella realizzazione dei progetti migratori in particolare nei momenti di insediamento e integrazione nei diversi paesi, in mercati del lavoro caratterizzati dovunque da accentuata precarietà. La conoscenza di tali contesti costituisce la premessa per un’esperienza migratoria non improvvisata che riduca difficoltà e rischi di marginalità che già coinvolgono migliaia di giovani e anche i figli al loro seguito.
Si tratta di erogare un servizio di accompagnamento che, assieme a elementi di natura tecnica, mostri la vicinanza delle istituzioni del Paese nei casi in cui l’emigrazione si delinei come percorso necessitato dalle congiunture esistenti.
Questa azione di orientamento deve essere compendiata, accanto ai centri per l’impiego, da parallele azioni di consulenza erogabili da parte di centri associativi, sindacali, culturali e imprenditoriali nelle diverse regioni.
Il percorso di orientamento e di accompagnamento alla partenza deve essere implementato da analoghe e parallele attività di orientamento, accompagnamento e assistenza all’arrivo nei diversi paesi, svolte dalla diffusa rete di organizzazioni associative e di patronato presenti all’estero e in collaborazione con la rete consolare.
2° COMPONENTE: Terzo Settore. Azioni specifiche di assistenza
Sempre in considerazione delle necessità evidenziate, vanno intraprese misure di rafforzamento delle iniziative di Terzo Settore operanti negli ambiti emigrazione-immigrazione, quali strutture sussidiarie indispensabili per garantire un servizio di orientamento e assistenza diffuso nei territori.
All’estero, nello specifico, sono presenti da molti anni, organizzazioni che hanno storicamente supplito alle carenze istituzionali garantendo un permanente monitoraggio e assistenza ai migranti italiani. Tale rete di organizzazioni associative e di servizio costituiscono una importante realtà che va tutelata e rafforzata con apposite misure di riconoscimento e di sostegno istituzionale.
3° COMPONENTE: Interventi speciali di coesione territoriale
Nell’ambito di tali interventi, che si rendono necessari proprio alla luce di processi di degrado sociale, economico, demografico in determinate aree e regioni caratterizzate da fragilità storiche che hanno portato nel corso di oltre un secolo a massicci processi di emigrazione interna e internazionale, vanno inserite misure volte al recupero di relazioni, competenze, capitali determinatesi a causa degli stessi processi emigratori.
Si tratta di misure e iniziative che dovrebbero svilupparsi in parallelo agli interventi “strutturali” in quanto in grado di attivare o integrare competenze e relazioni con altri territori, nazionali ed esteri. Senza questi “enzimi sociali” che in parte possono essere recuperati nelle stesse realtà emigratorie, gli interventi strutturali rischiano di non produrre l’atteso sviluppo.
Misure di incentivazione al rientro di italiani che hanno vissuto e lavorato all’estero e il loro coinvolgimento attivo in azioni locali che consentano una proiezione delle opportunità endogene di sviluppo oltre lo scenario locale, rafforzano sensibilmente le prospettive di intervento.
Questo principio, peraltro presente nella Strategia nazionale delle aree interne rilanciata dal Piano per il Sud 2030, va finalmente reso attuale poiché maturo sia sul piano delle opportunità che delle necessità.
CONTENUTI DEL PNRR
Missione 6 – Salute
PROPOSTE FAIM
Nell’ambito del rafforzamento della capacità, dell’efficacia, della resilienza e soprattutto dell’equità del Paese di fronte agli impatti sulla salute, attuali e futuri, associati ai rischi ambientali e climatici, in una visione “One-Health” e nella evoluzione di “Planetary health”, deve essere tenuta ben presente la specifica fragilità di consistenti settori della nostra emigrazione in alcuni dei paesi più svantaggiati così come della nuova e più recente emigrazione, spesso in permanente mobilità anche in ambito europeo e caratterizzata da occupazione precaria, a termine, o da lavoro informale.
La “presa in carico delle persone”, che costituisce un obiettivo di questa Missione, deve compendiare tra i soggetti considerati anche queste fasce di popolazione:
a), residente in alcuni paesi con difficoltà di accesso a forme di assistenza sanitaria pubblica e di cura adeguate (America Latina, Africa) e,
b), in frequente mobilità tra Italia e Estero, con parziali e limitati periodi di assicurazione sanitaria legati alle norme e tempi del permesso di soggiorno (vedi ad es. l’Australia), ovvero, come avviene anche nello spazio comunitario europeo, con progetti migratori incerti e caratterizzati da permanente precarietà contrattuale e da prolungati periodi di disoccupazione: proprio tale precarietà costituisce la causa principale della mancata iscrizione di centinaia di migliaia di connazionali all’anagrafe AIRE pur essendo all’estero, poiché con tale iscrizione si esce dal Sistema Sanitario Nazionale. Finché la diacronia tra occupazione e assicurazione sanitaria non sarà risolta adeguatamente in sede comunitaria o con la revisione di accordi bilaterali con gli altri paesi, garantendo ai nostri connazionali emigrati una copertura universale, tale diritto deve essere garantito a queste persone in mobilità, dal nostro Paese, in quanto essi sono cittadini a tutti gli effetti.
Ciò ha una sua rilevanza ed urgenza anche nell’attuale contesto della campagna vaccinale in corso, che presumibilmente durerà l’intero 2021: in quei paesi caratterizzati da scarsità o mancanza di vaccini, come molti paesi dell’America Latina e dell’Africa dove sono residenti consistenti comunità di connazionali, vanno approntate misure ed azioni straordinarie che garantiscano l’afflusso e l’accesso ai vaccini, analogamente a chi è residente sul territorio nazionale. Allo stesso tempo, chi, iscritto all’Aire si trovi in questo periodo sul territorio nazionale, deve essere parimenti incluso nelle liste di prenotazione per la somministrazione del vaccino in Italia”. (aise)