Scongiurare la chiusura del British council in Italia: il Pd interroga il Governo

ROMA\ aise\ - L’annunciata decisione del British council di chiudere le sue sedi in Italia “avrebbe conseguenze rilevanti non soltanto sul piano occupazionale, ma anche sul mantenimento delle relazioni culturali e formative tra i due Paesi”. È quanto sostengono i deputati Pd Manzi, Amendola e Ricciardi in una interrogazione ai Ministri degli esteri Tajani, del lavoro Calderone e della cultura Giuli.
Nella premessa, i parlamentari spiegano che “in data 14 maggio 2026 la Federazione lavoratori della conoscenza Cgil ha reso noto che il British council Italia avrebbe avviato una procedura di licenziamento collettivo riguardante 108 lavoratrici e lavoratori su un totale di circa 130 dipendenti; secondo quanto riportato dalle organizzazioni sindacali, tale procedura determinerebbe di fatto la cessazione della presenza operativa del British council in Italia, con la chiusura delle attività legate all'insegnamento della lingua inglese, alla certificazione linguistica e alla cooperazione culturale”.
“Il British council – sottolineano i deputati – rappresenta storicamente uno dei principali strumenti di cooperazione culturale tra il Regno Unito e l'Italia, svolgendo attività educative, formative e culturali rivolte a studenti, scuole, università, istituzioni e imprese; la decisione annunciata avrebbe conseguenze rilevanti non soltanto sul piano occupazionale, ma anche sul mantenimento delle relazioni culturali e formative tra i due Paesi”.
La scelta, chiariscono Manzi, Amendola e Ricciardi, “non sembrerebbe riconducibile a una vera e propria crisi aziendale, ma a una decisione di carattere politico e organizzativo assunta nell'ambito di una più ampia revisione internazionale delle sedi del British council; le organizzazioni sindacali hanno proclamato due giornate di sciopero per il 21 maggio e il 4 giugno 2026, chiedendo il ritiro della procedura di licenziamento collettivo e l'apertura di un confronto istituzionale”.
Secondo i parlamentari dem “appare necessario che il Governo italiano verifichi le reali intenzioni del British council e del Governo britannico rispetto al mantenimento delle attività culturali ed educative nel nostro Paese, nonché valuti ogni possibile iniziativa a tutela dei livelli occupazionali e della continuità delle attività svolte”.
Ai Ministri, si chiede di sapere “se siano a conoscenza della procedura di licenziamento collettivo avviata dal British council Italia e a quali informazioni dispongano in merito alle motivazioni della stessa; se si intendano avviare interlocuzioni diplomatiche con il Governo del Regno Unito e con i vertici del British council al fine di scongiurare la chiusura delle attività in Italia e il conseguente licenziamento della quasi totalità del personale; quali iniziative, per quanto di competenza, i Ministri interrogati intendano assumere per tutelare le lavoratrici e i lavoratori coinvolti nella procedura di licenziamento collettivo” e , infine, “se non si ritenga necessario promuovere un tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali e con il British council, anche alla luce del rilievo culturale, educativo e diplomatico delle attività svolte dall'ente nel nostro Paese”. (aise)