Servizi consolari: la risoluzione di Italia Viva

ROMA\ aise\ - Dopo Pd e Forza Italia, anche Italia viva ha presentato una risoluzione in Commissione Esteri sui servizi consolari. Firmata da Migliore e Ungaro, la risoluzione chiede più risorse economiche e più personale per la rete consolare. La scorsa settimana, in Commissione le deputate La Marca (Pd) e Nissoli (Fi) hanno illustrato i rispettivi testi; l’esame delle risoluzioni, a cui presumibilmente verrà abbinato anche quello depositato da Iv, proseguirà in una prossima seduta.
Il testo.
La III Commissione,
premesso che:
negli ultimi 15 anni gli italiani residenti all'estero sono raddoppiati: al 1° gennaio 2021 gli iscritti all'Anagrafe degli italiani residenti all'estero (Aire) sono 5.652.080 unità contro i circa 3.043.000 del 2003;
nello stesso tempo il personale consolare si è invece ridotto: la presenza del personale all'estero ha subito una riduzione di circa il 35 per cento delle unità in servizio passando da 3.006 a 2.465 persone; una perdita rilevante se si tiene anche conto dei circa 500 pensionamenti previsti tra il 2021 ed il 2022;
nello stesso tempo le richieste dei servizi consolari sono notevolmente aumentate. In questo quadro è sicuramente positivo lo sforzo del Maeci, su impulso del Parlamento, per l'organizzazione dell'emissione della Carta d'identità elettronica presso i consolati, ma tale seppur positiva ulteriore competenza, si è scontrata con una situazione di costante sotto organico dei consolati che non permette loro di offrire servizi adeguati ai nostri connazionali all'estero;
sono numerosi gli italiani, sia in Europa che nei continenti extraeuropei, che lamentano l'impossibilità di mettersi in contatto anche telefonico con le rappresentanze del nostro Paese, le lunghe file di attesa per il rinnovo del passaporto, l'impossibilità di prendere un appuntamento per il rilascio dei documenti o per le richieste anche le più semplici, quali il riconoscimento dei titoli di studio;
il processo di digitalizzazione recentemente introdotto in Italia, al momento non è sempre facilmente fruibile anche all'estero, come lo Spid e altre forme di riconoscimento elettronico che, al contrario, potrebbero velocizzare l'emissione di documenti evitando di gravare sulle strutture consolari;
la carenza di personale citata ha portato negli ultimi anni alla chiusura di una cinquantina di strutture, di cui 36 sedi consolari prima, ed in seguito la soppressione di 27 uffici consolari onorari. Si tratta di una riduzione che ha coinvolto agenzie, consolati e viceconsolati, sia pure molti dei quali residuali e inattivi;
il Maeci ha recentemente avviato le procedure concorsuali per l'assunzione di 177 funzionari amministrativi e consolari nel biennio 2018-2019 e di 44 funzionari appartenenti all'area della promozione culturale (assunti nel 2020), ai quali sono da aggiungere ulteriori 100 unità di personale della terza area, autorizzate con la legge di bilancio 2019, e 200 unità di seconda area;
le procedure di selezione delle 177 unità di funzionari amministrativi e consolari, estesi a 277, concluse nel 2020, anche a causa della emergenza sanitaria in atto, non sono ancora divenute operative. Queste immissioni nei ruoli e la prospettata assunzione delle unità di personale di seconda area, una volta conclusi i concorsi, saranno tuttavia appena sufficienti a compensare le previsioni di quiescenza del medesimo biennio;
la situazione attuale, dunque, è caratterizzata da un forte sottodimensionamento del personale all'estero, accompagnata anche da una presenza sottodimensionata di circa due terzi degli incarichi onorari riconosciuti e attualmente ricoperti;
negli ultimi anni si è cercato di far fronte a tale insufficienza di personale ricorrendo in maniera crescente a personale a contratto reclutato localmente, ma nel 2020 l'aumento di contingente, arrivato a 3.000 unità, ha subito una nuova battuta arresto, superata per il 2021 con un nuovo aumento, previsto dalla legge di bilancio, di 80 unità. Una soluzione parziale, non solo nel ridotto numero di personale, ma anche nel limitato numero di funzioni, poiché alcune di queste non possono essere esplicate da personale, reclutato localmente, come il riconoscimento della cittadinanza, il rilascio di passaporti e di documenti di stato civile e visti, nonché di gestione del bilancio e del patrimonio delle sedi;
al fine di potenziare l'offerta di servizi essenziali ai cittadini italiani residenti all'estero, sarebbe auspicabile ampliare il ruolo e le funzioni di altre strutture italiane presenti, quali i patronati e i consolati onorari, che potrebbero svolgere funzioni di supporto per l'emissione di una serie di documenti, alleggerendo così le strutture consolari;
è di notevole importanza la possibilità di centralizzare a livello nazionale il rilascio dei passaporti tramite una sorta di servizio per corrispondenza, utilizzando anche il riconoscimento digitale ed elettronico, al fine di alleggerire le strutture rappresentative locali ed aumentare l'efficienza nell'erogazione dei servizi ai cittadini. Si tratta di una soluzione che permetterebbe di rispondere in maniera tempestiva ad una delle principali richieste dei cittadini all'estero sulla quale attualmente si registrano le attese più lunghe e che creano notevoli disagi ai nostri connazionali residenti all'estero;
altrettanto importante sarebbe la definizione di un'apposita convenzione, alla quale si lavora da molti anni, con gli organismi rappresentativi dei patronati operanti all'estero al fine di definire protocolli di collaborazione nella fase istruttoria delle pratiche, che risulterebbe di grande sollievo per gli uffici consolari,
impegna il Governo:
1) ad adottare iniziative per rafforzare la dotazione di personale, con particolare riguardo alle situazioni dove si rilevano le maggiori criticità nell'assicurare una efficiente erogazione dei servizi ai cittadini, accelerando le operazioni di immissione in ruolo dei vincitori di concorsi già esplicati e implementando l'assunzione di personale locale, a cui deve essere garantita remunerazione adeguata;
2) a inserire la riorganizzazione e il potenziamento della rete estera nei programmi di riforma della pubblica amministrazione e di promozione della transizione digitale, obbiettivi che il Governo e la maggioranza che lo sostiene perseguono nel quadro del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr);
3) ad accelerare il processo di digitalizzazione, incrementando la distribuzione delle Carte d'identità elettronica (Cie) anche al di fuori del perimetro europeo, semplificando le procedure per l'utilizzazione dell'«it» per la fruizione dei servizi consolari e l'erogazione dei servizi anche tramite Spid, al fine di velocizzare le prestazioni e l'acquisizione dei documenti;
4) ad adottare iniziative per prevedere una forma di centralizzazione sul territorio nazionale per il rilascio dei passaporti con l'attivazione di un servizio per corrispondenza, utilizzando anche il riconoscimento digitale, al fine di fare fronte ad una delle più importanti richieste dei nostri connazionali all'estero e sulla quale si registrano le attese più lunghe;
5) a pervenire con urgenza ad una forma di convenzione con i patronati all'estero;
6) a rafforzare il ruolo dei consolati onorari;
7) a implementare il ruolo di guida ed informazione delle rappresentanze italiane all'estero e delle camere di commercio, anche organizzando apposite sessioni di informazione sugli incentivi fiscali esistenti per l'attrazione di capitale umano”. (aise)