Il Giorno del Ricordo da nord a sud

ROMA\ aise\ - 10 febbraio, Giorno del Ricordo: le foibe e l'esodo degli italiani al confine orientale. Un tragico momento storico cominciato nel 1945 e che le Regioni italiane, da nord a sud, hanno celebrato oggi. Oltre al Veneto, alla Lombardia, a Trento e al Friuli Venezia Giulia, lo hanno celebrato anche l’Emilia-Romagna, la Sicilia, l’Umbria, la Puglia, l’Abruzzo, la Sardegna, il Lazio, il Piemonte, la Toscana e la Basilicata.
Il governatore emiliano-romagnolo, Stefano Bonaccini, ha parlato del “dovere di ricordare per costruire una memoria condivisa che superi i muri contro ogni tipo di discriminazione”. Poi l’assessore regionale Mauro Felicori ha partecipato questo pomeriggio alla cerimonia di commemorazione svolta a Bologna al cippo nel Giardino Martiri dell’Istria Venezia Giulia e Dalmazia (via Don Sturzo 42), dove è stata deposta una corona in onore delle vittime, alla presenza, tra gli altri, della presidente del Comitato provinciale dell'Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, Chiara Sirk, la vicesindaca della Città Metropolitana, Maria Raffaella Ferri, il questore, Gianfranco Bernabei e il vicario del Prefetto, Anna Pavone.
In Umbria, ha parlato la governatrice, Donatella Tesei, che ha spiegato come ricordare le vittime delle foibe sia “un’operazione di giustizia storica”. Per la presidente umbra, “giornate come quella di oggi devono farci riflettere sul rispetto della vita. Farci capire quanto le nostre libertà non siano un fatto acquisito, ma debbono essere conquistate, difese ed onorate ogni giorno. Si deve far sì che il sipario dell’indifferenza non cali sulle atrocità del passato e sugli insegnamenti che possiamo trarre dalla storia”.
In Abruzzo, il governatore Marsilio ha onorato le vittime delle foibe con le Bandiere a mezz'asta a Palazzo dell'Emiciclo a L'Aquila, così come ha fatto il presidente della Giunta regionale, Lorenzo Sospiri, che ha anche commentato: “Quello delle Foibe - ha detto - è un dramma italiano che ha segnato la nostra storia e che va raccontato, tramandato e ricordato, ogni giorno, nelle sedi istituzionali, nelle piazze e soprattutto nelle scuole.
In Sardegna, il Giorno del ricordo è stato commemorato e commentato dal Governatore, Christian Solinas: “Tramandare la memoria della tragedia delle foibe significa difendere la nostra società da odio e violenza”.
Nel Lazio, come contributo dedicato alla ricostruzione delle vicende che segnarono - profondamente e a lungo - il confine orientale del nostro Paese alla fine della seconda guerra mondiale, ha pubblicato sul portale www.memoria.lazio.it il secondo video della serie Giorni di storia.
In Sicilia, il presidente Nello Musumeci anche ha rivolto un “pensiero commosso” rivolto alle migliaia vittime”
In Piemonte, già dall’8 e fino al 26 febbraio, le vetrine dell’Ufficio relazioni con il pubblico del Consiglio regionale (in via Arsenale 14G angolo via Lascaris, a Torino) ospitano i sedici pannelli espositivi della mostra fotografica “L’Istria, l’Italia, il mondo. Storia di un esodo: istriani, fiumani e dalmati a Torino”.
“La tragedia delle foibe e l’esodo dall’Istria e dalla Dalmazia sono una ferita sulla quale nel nostro Paese era stata stesa per troppo tempo una densa cortina di silenzio” ha detto il presidente del Consiglio regionale, Stefano Allasia”.
In Toscana, con i loro interventi, il Presidente dell’Assemblea toscana, Antonio Mazzeo, e quello della Giunta regionale, Eugenio Giani, hanno partecipato alle celebrazioni del Giorno.
Il Governatore ha ringraziato l’ex Presidente della Repubblica Ciampi, per l’istituzione del Giorno del Ricordo “che stimola ad una lettura oggettiva della storia”.
In Basilicata, il presidente del Consiglio Regionale, Cicala, intervenendo in un incontro con il mondo della scuola, si è rivolto ai giovani studenti, chiedendo loro di “diventare forieri di questi messaggi di integrazione, di ascolto e collaborazione per costruire una società diversa”. Tutto questo ricordando e non dimenticando “quanti persero la vita e quanti con la loro vita hanno provato a consegnarci un mondo migliore”. (aise)