75 ANNI DI SINDACATO NAZIONALE DIPENDENTI MINISTERO AFFARI ESTERI

75 ANNI DI SINDACATO NAZIONALE DIPENDENTI MINISTERO AFFARI ESTERI

ROMA\ aise\ - Si è riunito in assemblea dei soci il 5 luglio, in occasione dei 75 anni dalla fondazione, il SNDMAE, sindacato rappresentativo della carriera diplomatica, che durante questa occasione ha evidenziato la sua ininterrotta attività a garanzia dei dipendenti del MAECI e del suo ruolo teso a conseguire, specie nell’attuale fase geopolitica, una sempre maggiore efficacia dell’azione istituzionale all’estero, anche nell’interesse dei connazionali e delle imprese.
Grazie a un contributo del Professor Luciano Monzali è stato ricordato come dall’atto di fondazione avvenuto a Palazzo Chigi il 10 luglio 1944, il SNDMAE nasceva con una vocazione inclusiva e con un’impostazione apolitica, finalizzata al coinvolgimento dei dipendenti nel processo decisionale e della tutela dei diritti e degli interessi degli associati. Sin dall’inizio il SNDMAE si espresse a favore della democratizzazione del reclutamento esclusivamente tramite concorso - in reazione al periodo fascista - e dell’ammissione delle donne alla carriera diplomatica, fatto che si concretizzò solo un ventennio dopo.
Alle specificità del lavoro all’estero che contraddistingueva il SNDMAE da altri sindacati pure sorti nell’immediato secondo dopoguerra e con i quali il SNDMAE intratteneva stretti rapporti, si aggiunse successivamente l’art. 98 della Costituzione che affermò la possibilità di stabilire con legge limitazioni ai rappresentanti diplomatici e consolari in servizio all’estero al diritto di iscriversi ai partiti politici, analogamente ai magistrati e ai militari di carriera in servizio attivo.
Valori fondanti tuttora pienamente validi. L’Assemblea del SNDMAE è stata presieduta dall’Ambasciatore Cardi, Direttore Generale per gli Affari Politici e già Rappresentante dell’Italia all’ONU, che ha richiamato la necessità di accrescere le capacità della diplomazia italiana di operare al servizio del Paese, in un contesto internazionale sempre più complesso e dove la diplomazia italiana rimane un partner di riferimento per la sua riconosciuta professionalità e capacità di dialogo e mediazione.
Dall’Assemblea del SNDMAE è inoltre giunta chiara la denuncia della contraddizione tra i crescenti impegni e responsabilità affidate al Ministero degli Esteri - dal sostegno all’esportazione, in particolare delle PMI, all’assistenza alla vasta comunità italiana all’estero - e la riduzione costante delle risorse, umane e finanziarie, che caratterizza la politica estera italiana.
“In quest’ultimo ventennio – ha commentato il Presidente Francesco Saverio De Luigi, arrivato al suo terzo mandato alla guida del SNDMAE – sembra aver prevalso in Italia una visione puramente finanziaria della globalizzazione, a scapito dell’efficacia della presenza istituzionale all’estero sia sul piano della gestione della politica estera nei suoi vari settori, incluso il sostegno alle imprese e ai cittadini. Nel periodo 2000-2019 si è passati da una quota del bilancio della Farnesina pari allo 0,28% della spesa pubblica all’attuale 0,09%, a fronte dell’aumento, in un quadro geopolitico sempre più articolato e complesso, sia del numero dei residenti esteri sia del ruolo delle esportazioni per la nostra economia. I Paesi partner dell’Italia hanno seguito una strada opposta. L’Olanda ha ad esempio recentemente varato un programma di forti incrementi di bilancio per la politica estera, di ampliamenti di organici e di apertura di nuove sedi della rete diplomatico-consolare, proprio per meglio corrispondere alle mutate esigenze geopolitiche. È quello che auspichiamo decida di fare presto anche l’Italia”. (aise) 

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