REGOLE E DEONTOLOGIA: PRESENTATA LA COLLABORAZIONE TRANSFRONTALIERA TRA INGEGNERI E ARCHITETTI TICINESI E ITALIANI

REGOLE E DEONTOLOGIA: PRESENTATA LA COLLABORAZIONE TRANSFRONTALIERA TRA INGEGNERI E ARCHITETTI TICINESI E ITALIANI

COMO\ aise\ - Affrontare temi di interesse comune, a favore dei propri membri e dei committenti pubblici e privati. Questo l’obiettivo dell'Ordine Ticinese degli Ingegneri e degli Architetti OTIA e degli Ordini degli Ingegneri e Architetti delle Province di Como, Lecco, Novara, Varese e Verbano Cusio Ossola, che oggi hanno presentato alla stampa la collaborazione avviata per lo scambio d'informazioni sulle reciproche attività a favore delle professioni di ingegnere e di architetto, in particolare per eliminare la concorrenza sleale e favorire la libera concorrenza tra professionisti qualificati e con la necessaria esperienza, così da garantire la realizzazione di opere di qualità, a favore dei committenti pubblici e privati.
Alla conferenza sono intervenuti Francesco Quattrini, Segretario Regio Insubrica, il Console generale d'Italia a Lugano Mauro Massoni, Pietro Vassalli, Presidente Ordine degli ingegneri della Provincia di Varese, Michele Pierpaoli, Presidente Ordine degli Architetti della Provincia di Como e Marco Del Fedele, Presidente OTIA.
I temi della deontologia professionale, dello scambio di informazioni, della formazione continua, della necessità di chiare regole nazionali che definiscono l'esercizio delle professioni di ingegnere e di architetto e, non da ultimo, il tema dei concorsi di progetto sono ritenuti, dai vari rappresentanti agli incontri avvenuti a scadenza bi-mensile negli ultimi sette mesi, dei temi “prioritari”.
In particolare, oggi è stata ribadita la centralità del concorso di progetto per la realizzazione di opere edili e di genio civile di qualità, un tema scelto da OTIA e dagli Ordini italiani come “portante e catalizzatore di una serie di tematiche collaterali, che meglio rappresenta il ruolo primordiale degli ingegneri e degli architetti chiamati a salvaguardare l'interesse pubblico di uno spazio costruito a favore della collettività”.
Un primo obiettivo, molto concreto, spiegano, “è di proporre un progetto inerente allo sviluppo di una app finalizzata alla promozione di progetti realizzati sui nostri territori di frontiera per tutto l’arco insubrico tramite il concorso di progetto”. OTIA e gli Ordini italiani vorrebbero promuovere in questo modo “progetti di qualità realizzati in campo architettonico, di restauro ed ingegneristico grazie al concorso di progetto”.
Un secondo tema ritenuto di primaria importanza è la necessità di definire “chiare regole professionali nazionali che regolamentano l'esercizio delle professioni di ingegnere e di architetto”.
Esse, è stato ribadito, “consentono una concorrenza leale tra professionisti, garantiscono la trasparenza per i committenti privati e pubblici e permettono allo Stato di esercitare un minimo di controllo a favore dell'interesse pubblico, senza limitare la libertà di commercio”. Nella conferenza di oggi è stato citato anche un sondaggio svolto presso i membri OTIA nel mese di marzo 2019, da cui risulta “la necessità di chiare regole che definiscano la professione di ingegnere e di architetto a livello nazionale (80% ritiene il tema prioritario/utile)”. In questo senso, la collaborazione con gli Ordini italiani è “un passo importante per una definizione a livello legale delle professioni di ingegnere e di architetto pure in Svizzera, presupposto necessario per favorire la reciprocità”.
In concreto, negli incontri avuti, OTIA e gli Ordini italiani hanno discusso le procedure che consentono l'accesso al rispettivo mercato, definite dagli Accordi bilaterali tra Svizzera e Unione europea, evidenziando gli impedimenti burocratici che ostacolano una vera libera concorrenza, senza nascondere le differenze date dall'attuale situazione economica presente in Italia e in Svizzera e dai differenti regimi giuridici, non da ultimo l'applicazione di un Accordo bilaterale tra Svizzera e Italia, concluso tra i due Paesi 85 anni orsono, ossia il 5 maggio 1934.
Una proposta concreta in questo ambito è il seminario previsto in autunno a Como, con l'obiettivo di chiarire le modalità di accesso ai rispettivi mercati. Un obiettivo dichiarato è collaborare maggiormente per garantire la reciprocità.
Un altro tema concreto e di grande attualità, trattato duranti gli incontri, è stato la formazione continua, non ancora un obbligo in Svizzera, ma già realtà in Italia.
Malgrado l'assenza di un obbligo legale, OTIA, per il tramite della Società Svizzera degli ingegneri e degli architetti (SIA) e della Conferenza ticinese delle Associazioni tecniche (CAT; www.cat-ti.ch), collabora con la SUPSI da anni, proponendo un'offerta in corsi di formazione continua. Essendo in Italia la formazione continua un obbligo legale, i relativi corsi dovrebbero essere, secondo gli Ordini, una valida offerta per migliorare le conoscenze professionali degli ingegneri e degli architetti, poco importa se svizzeri o italiani. Per i professionisti italiani, i corsi di formazione continua interregionali consentirebbero di acquisire i necessari crediti formativi.
Un ulteriore tema trattato durante gli incontri è quello della collaborazione in ambito di scambio d'informazioni in merito a professionisti che hanno violato le regole e la deontologia professionali, con relativa sanzione da parte degli Ordini. Progetto ancora in corso, volto a capire come poter procedere in considerazione delle differenze tra i sistemi legali tra Italia e Svizzera. Lo scopo – è stato chiarito – è quello di evitare che professionisti sanzionati in un Paese lavorino nell'altro, a discapito degli altri professionisti corretti e dei committenti pubblici e privati.
L'intento comune della collaborazione transfrontaliera è quello di “promuovere, nel rispetto della reciprocità, le professioni di architetto e di ingegnere, svolte da professionisti qualificati e rispettosi delle regole deontologiche”. (aise) 

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