SICUREZZA SOCIALE: A BERLINO SI DISCUTE DI DEROGHE A REGOLAMENTO 883/ CONFSAL UNSA ESTERI: URGE CONFRONTO IN SEDE POLITICA

SICUREZZA SOCIALE: A BERLINO SI DISCUTE DI DEROGHE A REGOLAMENTO 883/ CONFSAL UNSA ESTERI: URGE CONFRONTO IN SEDE POLITICA

ROMA\ aise\ - Si è tenuto a Berlino, lo scorso 17 gennaio, nella sede del Ministero del lavoro tedesco, un incontro tra i rappresentanti dell’Ambasciata italiana e le autorità tedesche sull’annosa questione relativa agli effetti sul personale a contratto dell’entrata in vigore, a decorrere dal prossimo 1° maggio 2020, del Regolamento (CE) N. 883/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio del 29 aprile 2004, relativo al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale, per quanto attiene al caso tedesco.
“Ricordo – spiega Iris Lauriola, Segretario Nazionale del Coordinamento Esteri della Confsal Unsa – che l’applicazione del citato Regolamento rappresenta per la categoria un vero e proprio dramma, anche perché la principale criticità si colloca nella mancata contrattazione di deroghe da parte del nostro Paese per la fattispecie degli impiegati a contratto. Pertanto ci troviamo alla vigilia degli applicativi del regolamento senza che sia ancora stata delineata dal MAECI una precisa prospettiva di tutela per questo personale che si colloca in un vero e proprio limbo amministrativo, sociale e previdenziale”.
“Per la categoria da noi rappresentata – chiarisce Lauriola – sarebbe inevitabile la penalizzazione economico-previdenziale che andrebbe a determinarsi, qualora si dovesse attuare il transito verso il sistema contribuito dello Stato accogliente, che in tutti i Paesi di interesse risulta essere peggiorativo rispetto a quanto previsto dal sistema italiano finora in vigore e per il quale – ai sensi del previgente regolamento – il suddetto personale aveva legittimamente optato”.
A Berlino, aggiunge, “sono stati individuati dei punti di incontro maggiormente inclusivi rispetto alla deroga finora contrattata – spiega Lauriola – segnale questo che il confronto delle nostre Rappresentanze deve essere continuo ed instancabile nella prospettiva di recuperare il tempo perduto e salvaguardare gli interessi dei lavoratori. Ma – insiste Lauriola – mancano poche settimane all’effettiva entrata in vigore delle disposizioni del Regolamento 883, ed è urgente che il confronto si sposti sul piano politico, in sede bilaterale, avendo appurato che alcuni elementi ostativi non si collocano sul versante dei vincoli tecnico-procedurali”.
Secondo Lauriola, quindi, “è inderogabile operare a livello politico bilaterale con il Governo tedesco, così come con tutti gli altri Governi dei Paesi coinvolti in questa problematica, soprattutto laddove le criticità sono maggiori poiché questa rappresenta l’unica e risolutiva strada percorribile per tutelare i nostri lavoratori. È trascorso il tempo dei tavoli tecnici, e dei confronti con i burocrati, il Ministero deve scendere in campo per dialogare con i singoli Paesi”. (aise) 

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