8 MARZO/ INAS CISL: ANCHE LE PENSIONI PARLANO DI DISPARITÀ

8 MARZO/ INAS CISL: ANCHE LE PENSIONI PARLANO DI DISPARITÀ

ROMA\ aise\ - L’81% delle donne chiede all’Inps il congedo parentale per prendersi cura dei figli: nella maggior parte dei casi sono le mamme a farsi carico dei bisogni dei più piccoli, a restare a casa dal lavoro per il tempo che serve.
Un dato che secondo Gigi Petteni, presidente dell’Inas Cisl, “sarebbe già sufficiente a inquadrare la condizione delle donne in Italia nel 2019: la distribuzione dei compiti di cura in famiglia resta appannaggio femminile, nonostante un trend che – negli ultimi anni – vede un aumento delle richieste di permessi da parte dei papà”. Lo conferma la ricerca sui dipendenti del settore privato fatta dal patronato della Cisl, che opera da sempre nel campo dell’assistenza e della tutela previdenziale.
“Anche se gli uomini iniziano a farsi carico delle incombenze che riguardano i figli, chiedendo più spesso i permessi previsti per seguirli, il ruolo delle donne in questo ambito è ancora molto legato a schemi “tradizionali””, dice Petteni.
Ma è quando si parla di pensioni che le disparità di genere emergono in maniera eclatante: nel 2018, l’Inps ha gestito quasi 18 milioni di trattamenti pensionistici, più di 10 milioni per le donne.
L’importo medio della pensione di una donna è quasi la metà di quello degli uomini. Il 70% delle donne che prende la pensione riceve tra 500 € e 900 € ogni mese, mentre gli importi più alti vanno – nella maggior parte dei casi – agli uomini: tra coloro che prendono oltre 5.000 € di assegno pensionistico, solo il 6% sono donne.
“Questa enorme disparità, che riscontriamo anche nei dati relativi alla nostra attività quotidiana, è indice di una serie di fenomeni più ampi: è vero che l’occupazione femminile in Italia ha raggiunto il 49%, ma siamo ancora penultimi in Europa, con stipendi ben lontani da quelli degli uomini e carriere discontinue, che letteralmente ‘si infrangono’ contro gli impegni dettati dalla maternità, dalla cura della famiglia e dei componenti più anziani e dalle incombenze domestiche”, sottolinea il presidente dell’Inas.
“Mancanza di servizi di welfare strutturati, di ulteriori interventi a sostegno della famiglia e della parità salariale e scarsa attenzione alle esigenze di cura di un Paese che invecchia sempre di più sono fattori che descrivono alla perfezione quanta strada dobbiamo ancora fare per annullare le disparità di genere”, conclude Petteni. (aise) 

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