Assegno unico/ Confsal Unsa Esteri: attendiamo il correttivo per i lavoratori Maeci all’estero

ROMA\ aise\ - “Ad un mese dal parere favorevole della Camera allo schema del decreto legislativo di attuazione della Legge delega recante l’assegno unico, nel quale era espressamente prevista, tra le osservazioni, la tutela dei diritti fiscali e previdenziali dei lavoratori dello stato italiano operativi all’estero, (previsti dal titolo VI del dpr 18/67 in quanto norma speciale e silentemente depennati proprio dalla legge delega), si attende ora la rettifica della disposizione nell’ambito del correlato decreto legislativo, nella prospettiva di superare un vuoto normativo deprecabile e pericoloso”. Così la Confsal Unsa Esteri che, in una nota, ricorda che “gli impiegati a contratto della rete estera del MAECI, in ragione della disciplina speciale che li caratterizza, percepiscono le detrazioni per figli a carico e l’assegno per il nucleo familiare, che però la legge delega ha abrogato sostituendo queste prestazioni familiari con l’assegno unico, che, come sappiamo, è vincolato ai parametri della residenza sul territorio italiano e della cittadinanza”.
Quindi, spiega il sindacato, “alla luce di questa nuova configurazione normativa, i nostri lavoratori perderebbero le prestazioni disciplinate dalla loro norma speciale e codificate nel loro contratto di lavoro e, nel contempo, non rientrerebbero nei requisiti dei fruitori del novello Assegno unico”.
“I nostri interlocutori politici in Parlamento hanno prontamente evidenziato questa anomalia, sottolineando l’urgenza di modificare la norma per salvaguardare i diritti dei nostri lavoratori, preservando integralmente i benefici finora disciplinati”, continua la nota. “Pertanto attendiamo che questa rettifica diventi pienamente operativa nel decreto legislativo di attuazione della legge delega, nella prospettiva di riconoscere pieno valore ad una norma speciale che non può essere derogata da una norma generale”. Confsal Unsa Esteri “è costantemente in contatto con gli interlocutori istituzionali, al fine di monitorare la suddetta rettifica normativa, anche perché ci troviamo dinanzi ad un vero e proprio strafalcione nella legge delega che merita di essere inevitabilmente e urgentemente rettificato”. (aise)