L'UGL COMPIE 68 ANNI E GUARDA AL FUTURO

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ROMA\ aise\ - L’Ugl ha festeggiato oggi al Tempio di Adriano a Roma i 68 anni dalla sua fondazione.
“Siamo l’unico sindacato che non ha origini nel centro-sinistra e che lotta quotidianamente per dar voce ai lavoratori, ormai stanchi di vivere in un Paese senza prospettive e con un futuro incerto”, ha dichiarato Paolo Capone, segretario generale dell’Ugl. “Dal 1950 – ha aggiunto – l’Ugl è sempre vigile e attenta ai problemi dell’Italia ed è la base sociale di tutte le forze del centrodestra, per offrire alla politica un’analisi attendibile della situazione economica in cui versa il Paese”.
All’evento hanno preso parte esponenti illustri del panorama istituzionale, economico e sociale.
Tra loro Antonio Tajani, Presidente del Parlamento europeo, e Maurizio Sacconi, già senatore e ministro del Lavoro.
Nell’aprire i lavori, Capone ha sostenuto che “per l’UGL agire significa essere protagonisti nell’orientare i processi economici e sociali, secondo una nuova etica dello sviluppo e giocando un ruolo cardine nel mondo occupazionale. Viviamo in un’epoca contrassegnata da una flessibilità del mercato del lavoro molto ampia rispetto al passato, a causa delle scelte politiche che hanno concorso, negli ultimi anni, ad accentuare le disuguaglianze sociali, cui ora è necessario porre rimedio, non solo per incentivare l’occupazione ma anche per una più equa distribuzione del lavoro”.
“Quello da cui bisogna ripartire – ha aggiunto il segretario generale del sindacato – è il concetto di una nuova rappresentanza sindacale che sappia contemperare gli interessi delle aziende e dei lavoratori, ma soprattutto dei territori in cui agisce. Una contrattazione di secondo livello, dunque, è in grado d’incentivare nuove forme di welfare contrattuale e di promuovere un rinnovato concetto di competitività, basato sulla qualità, sulle competenze e sulla partecipazione dei lavoratori alla gestione delle imprese, sia in Italia sia in Europa”.
Nel suo intervento, Antonio Tajani ha sottolineato che “è quanto mai urgente intervenire in Europa per frenare le diseguaglianze economiche e occupazionali, anche attraverso il rafforzamento del dialogo con i sindacati. In tal senso è necessario ridefinire una nuova politica industriale che metta al centro il lavoratore, partendo dall’idea che il mercato è uno strumento per fare politica sociale”.
Inoltre, “la politica industriale deve riuscire a innovarsi, mediante l’affermazione delle ultime tecnologie – ha aggiunto il presidente Tajani - Bisogna formare i giovani affinché riescano a collocarsi nel nuovo modello industriale”.
Per Maurizio Sacconi “la pluralità contrattuale sarà una sfida per affrontare i cambiamenti tecnologici in atto e difendere il salario dei lavoratori”.
L’UGL, ha concluso Capone, “non deve pensare soltanto al proprio futuro ma a quello dell’Italia, come un’osmosi perfetta. In tal senso, si tratta di una nuova visione con obiettivi definiti. Occorre, quindi, guardare all’UGL come modello di sindacato del futuro, cui spetterà il compito di contribuire alla modernizzazione del Paese, nella piena valorizzazione dell’occupazione”. (aise) 

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