VACCINI/L’ICS AI GOVERNI: INSERIRE I LAVORATORI DEL MARE TRA LE CATEGORIE PRIORITARIE

Vaccini/L’ICS ai governi: inserire i lavoratori del mare tra le categorie prioritarie

ROMA\ aise\ - L’ICS (International Chamber of Shipping), la principale associazione dello shipping che rappresenta oltre l'80% della flotta mercantile mondiale, sta sollecitando in queste ore i Governi ad inserire i marittimi e i lavoratori del mare tra le categorie prioritarie nella lista delle vaccinazioni e di designare i marittimi come lavoratori chiave, per evitare il ripetersi della “crisi del cambio dell'equipaggio” del 2020.
ICS chiede che i governi, che ancora una volta, a causa delle mutazioni del Covid-19 stanno imponendo limitazioni ai viaggi, riconoscano il ruolo vitale che i marittimi svolgono nella catena di approvvigionamento globale. Lo shipping è consapevole del fatto che i marittimi sani e vaccinati sono fondamentali per mantenere i rifornimenti di beni vitali per tutti i paesi, a cominciare dalle forniture mediche come le siringhe e i dispositivi necessari per i vaccini anti-COVID-19.
Confitarma, che aderisce all’ICS in rappresentanza dell’armamento italiano, nei giorni scorsi ha scritto al Ministero della Salute per sottolineare la necessità di dare priorità alla vaccinazione a tutti i lavoratori del mondo marittimo al fine di evitare gravi conseguenze che la diffusione del virus potrebbe avere non solo per i marittimi imbarcati su navi operanti in traffici internazionali, ma anche per gli equipaggi imbarcati sui servizi di cabotaggio di collegamento con le isole, con evidenti ripercussioni negative per l’intera economia del Paese. L’accesso prioritario ai vaccini per i marittimi potrebbe finalmente risolvere in via definitiva la grave problematica degli avvicendamenti dei marittimi all’estero.
Anche ICS, infatti, sottolinea che le restrizioni legate al COVID-19 hanno costretto centinaia di migliaia di marittimi a prolungare i loro contratti di imbarco, e ciò crea forti preoccupazioni in merito alla sicurezza della navigazione, a causa sia della maggiore fatica e stress degli equipaggi, sia per le maggiori difficoltà di accedere a cure mediche.
I marittimi sono fortemente penalizzati dalla crisi dei crew change: alcuni di loro sono in mare da quasi due anni.
Se i governi non intervengono vi è la reale preoccupazione che con le nuove restrizioni il numero dei marittimi bloccati aumenti rapidamente anziché ridursi.
La diffusione di nuove varianti di COVID-19 in Brasile, Sud Africa e Regno Unito sta contribuendo a restrizioni più rigorose per il cambio di equipaggio a livello globale. Le Filippine, ad esempio, hanno esteso il divieto temporaneo di cambio di equipaggio a 35 paesi, impedendo ai marittimi stranieri di sbarcare nei porti filippini.
Il Regno Unito ha bandito i viaggiatori provenienti dal Sud America e gli Stati Uniti hanno rafforzato i requisiti di accesso. Ciò fa parte di un più ampio ridimensionamento globale sulla facilità di viaggio che l'industria marittima teme possa portare centinaia di migliaia di marittimi a diventare il danno collaterale della mancata azione da parte dei governi.
Rappresentando oltre l'80% degli armatori mondiali, ICS richiede che i governi di tutto il mondo prendano sul serio i loro doveri nei confronti dei marittimi ed evitino il ripetersi degli errori del 2020. Il comitato di esperti legali dell'Organizzazione internazionale del lavoro (ILO) ha scoperto lo scorso anno che i governi avevano violato i diritti dei marittimi e non si erano conformati a diverse disposizioni della Convenzione sul lavoro marittimo durante la pandemia COVID-19.
Per garantire la sicurezza della sua forza lavoro, l'industria marittima e gli organismi, incluso ICS, sono uniti nel chiedere alla più ampia catena di approvvigionamento di agire e supportare immediatamente i marittimi. La nave media ha un mix di almeno tre nazionalità a bordo, e talvolta fino a trenta. Questo fatto rende difficile la possibilità di vaccinare per nazionalità, che è il modello attuale di distribuzione del vaccino. L'accesso prioritario ai vaccini per tutti i marittimi e protocolli chiari del "passaporto vaccinale" in linea con le raccomandazioni dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) sono considerati vitali per il mantenimento del commercio globale.
Prima della sentenza dell'ILO nel dicembre 2020, l'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione che chiede a tutti i paesi del mondo di designare i marittimi come lavoratori chiave. Papa Francesco ha anche espresso la sua preoccupazione per i 400.000 marittimi bloccati, esortando i governi a fare tutto il possibile per porre fine alla crisi del cambio dell'equipaggio.
Mentre più di 40 paesi hanno finora riconosciuto la gente di mare come lavoratori chiave, la maggior parte delle nazioni di mare non lo ha fatto, creando una domanda crescente dall'interno dell'industria per nuove soluzioni al problema della distribuzione dei vaccini, prima che la crisi umanitaria che i marittimi affrontano peggiora.
“Il vantaggio della vaccinazione di coloro che sono responsabili del trasporto del vaccino e dei DPI in tutto il mondo dovrebbe essere evidente - ha evidenziato Guy Platten, Segretario generale dell'ICS -. I governi devono classificare i marittimi come "lavoratori chiave" e dare loro un accesso prioritario al vaccino, poiché l'incapacità di far ruotare gli equipaggi dalle loro navi mette a rischio il trasferimento del materiale medico indispensabile e necessario per lo sforzo di vaccinazione globale. “Se vogliamo mantenere il commercio globale, i marittimi non devono essere messi in coda alla fila dei vaccini. I governi non saranno in grado di vaccinare i loro cittadini senza l'industria marittima o, soprattutto, i nostri marittimi”. (aise) 

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