A LUCA VAGLIO IL “PREMIO PER LA TRADUZIONE DELLA LETTERATURA SERBA”

A Luca Vaglio il “Premio per la traduzione della letteratura serba”

BELGRADO\ aise\ - Presieduto dalla scrittrice Vida Ognjenovic già ambasciatrice di Serbia e Montenegro, il Consiglio di Amministrazione del Centro PEN Serbo ha deciso di conferire il "Premio per la traduzione della letteratura serba per il 2020" a un italiano, Luca Vaglio, ricercatore di Lingue e Letterature Slave Meridionali presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Roma «La Sapienza».
La decisione è stata presa all’unanimità e la motivazione prende in considerazione sia "la dedizione e la continuità" con cui Vaglio ha affrontato il lavoro di traduzione negli ultimi anni, sia "la qualità dei testi da lui scelti", poiché ha tradotto in lingua italiana le opere di classici moderni della letteratura serba.
Le traduzioni per cui è stato premiato dal Centro PEN Serbo sono i Racconti francescani (Castelvecchi, Roma 2017) di Ivo Andric, tra i più bei testi dell’unico premio Nobel per la letteratura dei paesi slavi del Sud, il romanzo Pellegrini del cielo e della terra (Elliot, Roma 2016) di Filip David, opera capitale della narrativa contemporanea serba, il romanzo breve Diario di un reduce (Elliot, Roma 2019) di Miloš Crnjanski, capolavoro del modernismo letterario serbo e slavo meridionale, cui si aggiungono la versione del romanzo breve Sul lago (Castelvecchi, Roma 2016), che finora è l’unica traduzione italiana di un’opera dello scrittore modernista Rastko Petrovic, e l’edizione rivista e integrata delle Primavere di Ivan Galeb (Elliot, Roma 2016), capolavoro tardo-modernista di Vladan Desnica. I testi tradotti hanno tutti una spiccata vocazione europea.
Grazie alle cinque traduzioni di Luca Vaglio menzionate poc’anzi, il gruppo editoriale Lit di Roma, cui appartengono gli editori Elliot e Castelvecchi, nel 2018 è stato insignito del prestigioso Premio Dositej Obradovic, intitolato al maggiore scrittore e pensatore illuminista serbo e conferito ogni anno, durante la Fiera del Libro di Belgrado, su iniziativa del Ministero serbo della Cultura, a un editore straniero che si è distinto per la traduzione di opere letterarie serbe.
Luca Vaglio ha conseguito la laurea in lingue e letterature straniere e il dottorato all’Università di Roma «La Sapienza», dove ha cominciato a svolgere la sua attività di ricerca nel campo delle lingue e letterature slave meridionali, prestando attenzione al contesto europeo e ai rapporti linguistici e letterari con l’Italia.
Nel 2010 ha compiuto un soggiorno di studio post-dottorato presso l’Università di Belgrado come borsista del Progetto Basileus, promosso e finanziato dalla Commissione Europea.
Dal 2014 al 2019, Luca Vaglio ha insegnato traduzione dal serbo all’italiano e viceversa, teoria e storia della traduzione, e lingua italiana, all’Università di Kragujevac, nella Serbia centrale, presso il dipartimento di Lingua e letteratura italiana, costituito presso la Facoltà di Lettere e Arti nel 2014, in stretta collaborazione con l'Istituto Italiano di Cultura a Belgrado, allora diretto da Sira Miori, ottantadue anni dopo quello dell'Università di Belgrado.
Da docente e da traduttore Vaglio si è dedicato anche alla traduzione di testi letterari italiani in lingua serba. In questo ambito sta coadiuvando la traduttrice Sanela Mušija nell’ardua e stimolante impresa di rendere in serbo due romanzi di Vincenzo Consolo, Retablo e Il sorriso dell’ignoto marinaio, opere di grande e riconosciuta bellezza, ma estremamente difficili da tradurre in qualunque lingua, per la frequente presenza di espressioni in italiano antico e siciliano, con una pluralità di toni e registri linguistici.
Quello conferito dal Centro PEN Serbo è un premio prestigioso nel paese balcanico e, dal 1965, viene assegnato annualmente al migliore e più importante traduttore letterario mondiale dalla lingua serba. È la seconda volta che il premio viene conferito a un traduttore italiano. Nel 2014 è stata infatti premiata Alice Parmeggiani, slavista, docente dell'Università di Udine e Trieste, cui si devono le versioni italiane di numerosi autori serbi e slavi meridionali, dai grandi del Novecento come Ivo Andric e Aleksandar Tisma, fino ad autori contemporanei, tra cui David Albahari, Dragan Velikic e Jelena Lengold. (aise) 

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