LA CULTURA ITALIANA AL SERVIZIO DEL MONDO

LA CULTURA ITALIANA AL SERVIZIO DEL MONDO

ROMA\ aise\ - Giungono dall'area del sud e del Mediterraneo orientale i partecipanti alla prima edizione della International School of Cultural Heritage della Fondazione Scuola Beni Attività Culturali. Ad inaugurarla ieri il ministro per i Beni e le Attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini, a Palazzo Altemps.
"Al via l’International School of Cultural Heritage, il nuovo corso di formazione della Scuola del Patrimonio, dove le eccellenze italiane della tutela e della gestione del patrimonio culturale formano studenti provenienti da tutto il mondo rafforzando la diplomazia culturale", ha detto Franceschini. "Ospitare studenti di altri Paesi consente di creare solidi legami in ambito culturale. È un lavoro che mi fa piacere sia partito e di cui dobbiamo essere orgogliosi".
L’International School of Cultural Heritage è destinata a candidati stranieri: un laboratorio permanente di confronto e scambio che, ad ogni edizione, circoscrive un’area geografica di provenienza dei partecipanti e un tema di approfondimento. Un percorso della durata di cinque mesi con il quale la Fondazione punta a internazionalizzare il sistema dei beni culturali ed esportare l’eccellenza italiana nella ricerca e formazione relative alla tutela e gestione del patrimonio.
Il corso per questa prima edizione è dedicato alla gestione dei siti archeologici dell’aera del Mediterraneo. I partecipanti provengono da Egitto, Iraq, Israele, Libano, Libia, Marocco, Palestina, Tunisia, Turchia ed Etiopia e sono archeologi, architetti, esperti museali e manager. Per due mesi, sino al 18 dicembre, si dedicheranno a lezioni, visite tematiche e visite di studio presso siti culturali e istituzioni, a case studies ed incontri.
A dar loro un caloroso benvenuto ieri la Lectio magistralis di Massimo Osanna, direttore del Parco Archeologico di Pompei. Poi, alla fine della lezione, tutti in visita tra le collezioni del Museo di Palazzo Altemps con il commissario straordinario della Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali, Carla Di Francesco, il consigliere della Fondazione, Andrea Meloni, il direttore del Museo Nazionale Romano, Daniela Porro, e naturalmente il ministro Dario Franceschini e Massimo Osanna.
Da oggi il corso vero e proprio entra nel vivo. Il programma 2019/2020, dedicato come detto a "Gestire il patrimonio archeologico del Mediterraneo: sfide e strategie", si concentrerà sulla gestione e lo sviluppo di siti archeologici, con riferimento a tre aree specifiche di interesse: conoscenza e protezione del patrimonio archeologico; tecnologia applicata per la protezione e lo sviluppo del patrimonio archeologico; archeologia e sviluppo sociale ed economico. A ciascun partecipante sarà chiesto di affrontare una "sfida innovativa", un problema di gestione che dovranno affrontare nel proprio lavoro e che desiderano approfondire. I partecipanti entreranno in contatto con esperienze italiane e internazionali nella gestione di siti archeologici e valuteranno in che modo alcune di queste esperienze potrebbero essere applicate al proprio contesto. 

Nel 2020 il corso proseguirà con tre mesi di lavoro sul campo presso una istituzione italiana e, a seguire, un seminario di alto livello ed il completamento dei progetti dei partecipanti. (r.a.\aise)


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