MADRID CELEBRA IL MONDO DI MARIO MERZ

MADRID CELEBRA IL MONDO DI MARIO MERZ

MADRID\ aise\ - Nella ricorrenza della "Giornata del contemporaneo - Italian contemporary art" e in concomitanza con l’apertura della retrospettiva "El tiempo es mudo" che il Museo Reina Sofía di Madrid dedica a Mario Merz (Milano, 1925–2003) al Palacio de Velázquez-Parque del Retiro, l’Ambasciata italiana in Spagna ospita un’opera dell’artista italo-svizzero gentilmente concessa dalla Fondazione che porta il suo nome.
La "bottiglia rovesciata", ideata negli Anni Sessanta, con i suoi sei metri di altezza e riproposta più volte da Merz nel corso della sua attività con materiali e dimensioni diverse, è stata installata nel giardino della Rappresentanza e sarà inaugurata il 10 ottobre, alla presenza di Beatrice Merz, figlia dell’artista e presidente della Fondazione, del direttore del Reina Sofía, Manuel Borja-Villel, oltre che dell’ambasciatore d’Italia, Stefano Sannino, e dell’incaricato d’Affari svizzero, Daniel Haener.
"Siamo particolarmente felici di accogliere questo side event alla mostra che il più prestigioso museo spagnolo di arte contemporanea ha deciso di dedicare a Mario Merz, punto di riferimento dell’arte italiana e internazionale del secondo dopoguerra e protagonista dei più importanti movimenti, come l’arte povera, che hanno attraversato in tale ambito la storia del nostro Paese, in particolare a partire dagli Anni Sessanta", spiega l’ambasciatore Sannino. "Per sei mesi", aggiunge, "la "bottiglia rovesciata" entrerà a far parte della nostra quotidianità e di tutti i madrileni che vorranno visitarla, riconoscendo nell’installazione i tratti distintivi della partecipazione di Merz al movimento dell’arte povera, tra cui l’utilizzo di elementi di uso quotidiano, come una bottiglia, capovolta, vuota ma illuminata da un neon, da cui sprigiona un fiotto di luce che è energia vitale. Per questa opportunità siamo particolarmente grati alla Fondazione Merz e alla sua presidente, Beatrice, che ha creduto nel progetto fin dall’inizio".
Cresciuto a Torino, Merz entrò nel gruppo antifascista Giustizia e Libertà durante la Seconda Guerra Mondiale e nel 1945 fu arrestato e imprigionato, durante un volantinaggio. Dopo la Liberazione si dedicò a tempo pieno alla pittura, cominciando con uno stile astratto-espressionista per poi passare a un trattamento informale del dipinto. A metà degli Anni Sessanta iniziò ad abbandonare la pittura per sperimentare materiali diversi, come i tubi al neon, con cui perforava la superficie delle tele per simboleggiare un'infusione di energia, oppure il ferro, la cera e la pietra, con cui sperimentava i primi assemblaggi tridimensionali.
Il clima del '68 e l'idea di un rinnovamento politico e sociale si rifletterono nelle sue opere: Merz riproduceva con il neon, tra l’altro, gli slogan di protesta del movimento studentesco. In quegli anni iniziò a realizzare strutture archetipiche come gli igloo realizzate coi materiali più disparati, che divennero caratteristiche della sua produzione. Dal 1970 Merz introdusse nelle sue opere la successione di Fibonacci come emblema dell'energia insita nella materia e della crescita organica, collocando le cifre realizzate al neon sia sulle proprie opere sia negli ambienti espositivi, come nel 1971 lungo la spirale del Guggenheim Museum di New York, nel 1984 sulla Mole Antonelliana di Torino, nel 1990 sulla Manica Lunga del Castello di Rivoli e, tra le installazioni permanenti, sul soffitto della stazione metropolitana Vanvitelli di Napoli con la spettacolare spirale in neon azzurro.
La "bottiglia rovesciata" di Merz installata in Ambasciata (Calle Lagasca 98) sarà visitabile al pubblico il secondo e il quarto giovedì di ogni mese, a partire dal 24 ottobre e fino al 26 marzo, dalle 14.00 alle 15.30, su appuntamento, fino ad esaurimento dei posti. L’indirizzo e-mail a cui prenotarsi è madrid.cultura@esteri.it, specificando nome, cognome, numero di carta di identità, data prescelta e contatto telefonico. (aise)


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