NEL 2019 +11% DI RICHIESTE D’ASILO IN EUROPA

NEL 2019 +11% DI RICHIESTE D’ASILO IN EUROPA

ROMA\ aise\ - Nel 2019, le domande di asilo in Europa – cioè nei 27 Stati membri, più il Regno Unito – che lo era ancora nel 2019, Islanda, Lichtenstein, Norvegia e Svizzera - sono state 738.425, cioè l'11% in più rispetto al 2018. Nei primi due mesi del 2020 c’è stato un ulteriore aumento del 16%. È stato pubblicato ieri il nuovo Rapporto sulle Richieste d’Asilo dell’Easo - l'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo.
Dal rapporto emerge che nel 2019 – per la prima volta dal 2015 - le domande di asilo sono aumentate su base annuale, in parte a causa di un forte aumento dei richiedenti provenienti da Venezuela (+103% rispetto al 2018) e Colombia (+214% rispetto al 2018). Cinque Paesi Ue - Cipro, Francia, Grecia, Malta e Spagna - hanno ricevuto più domande di asilo nel 2019 rispetto alla cosiddetta crisi migratoria nel 2015 e 2016.
Nel 2019, la maggior parte delle domande di asilo sono state presentate in Germania (165.615; 22%), Francia (128.940; 17%) e Spagna (117.795; 16%), mentre il minor numero è stato presentato in Liechtenstein (50), Estonia (105) e Lettonia (195). La maggior parte dei richiedenti asilo erano siriani (80.205; 11%), afgani (60.700; 8,2%) e venezuelani (45.645; 6,2%).
Nel 2019, circa 30.700 persone sono arrivate in Europa attraverso il reinsediamento, l'8% in più rispetto al 2018. I siriani hanno rappresentato quasi i due terzi di tutte le persone reinsediate per il terzo anno consecutivo.
Il numero di decisioni prese in primo grado (esclusi i ricorsi) nel 2019 è leggermente diminuito (-3%) fermandosi a 584.770, rispetto ai 601.430 del 2018.
La Germania ha registrato il maggior numero di decisioni (154.175; 26%), seguita dalla Francia (113.890; 19%) e Italia (93.485; 16%). Nel 2019 la Spagna ha emesso quasi cinque volte più decisioni di primo grado (58.035) rispetto al 2018 (11.875), in particolare a causa della rapida valutazione dei richiedenti latinoamericani. La maggior parte delle decisioni ha riguardato i richiedenti asilo siriani (12%), seguiti dai venezuelani (6,7%) e dagli afgani (6,4%).
Rimane molto elevato il numero di casi pendenti, che alla fine del 2019 aveva quasi raggiunto le 912.000 domande, a dimostrazione – sottolinea Easo – della pressione sotto la quale i sistemi di asilo e di accoglienza sono ancora sottoposti. Tuttavia, gli arretrati sono stati ridotti all'inizio del 2020 a causa della chiusura temporanea degli uffici a causa delle misure di sicurezza COVID-19. Alla fine di marzo, c'erano circa 836.000 casi pendenti, con un calo dell'8% rispetto alla fine di dicembre 2019.
Stabile la percentuale di riconoscimento dello status di asilo alla prima istanza, cioè il 40% delle decisioni positive, come nel 2018, con un tasso di riconoscimento che varia di Paese in Paese: si va dal 10% nella Repubblica Ceca all'88% in Svizzera.
Uno sviluppo notevole nel 2019 è stato il numero e la percentuale di decisioni positive concesse ai richiedenti asilo provenienti dal Venezuela. Il tasso di riconoscimento per i venezuelani è stato del 96% nel 2019, rispetto al 29% nel 2018. Altre nazionalità che hanno ricevuto un numero elevato di decisioni sono la siriana (86%), eritrea (85%) e yemenita (82%).
A causa del covid, le domande di asilo sono precipitate nel 2020, calate quasi dell’87%, ma Easo prevede che riprenderanno ad aumentare. (aise) 

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