2021: L’ANNO DEI COSTRUTTORI – DI FABIO PORTA

2021: l’anno dei costruttori – di Fabio Porta

RIO DE JANEIRO\ aise\ - “Non ci sono dubbi: l’anno che si è da poco concluso - il 2020 - sarà ricordato come “annus horribilis”, l’anno più buio della storia del mondo dalla fine della seconda guerra mondiale ad oggi. Più della “grande guerra”, la pandemia ha colpito praticamente tutte le nazioni, tutti i continenti, seminando sconforto e disperazione tra miliardi di persone”. Così scrive Fabio Porta, che affida le sue riflessioni al nuovo numero di “Comunità italiana”, mensile diretto da Pietro Petraglia a Rio de Janeiro.
“Il 2021 è così iniziato all’insegna della speranza; una speranza legata alla massiccia campagna di vaccinazione iniziata pressocchè in contemporanea in tutte le parti del mondo.
“La scienza ci offre l’arma più forte, prevalendo su ignoranza e pregiudizi. Ora a tutti e ovunque, senza distinzioni, dovrà essere consentito di vaccinarsi gratuitamente: perché è giusto e perché è necessario per la sicurezza comune”: sono le parole con le quali nell’ultimo giorno dello scorso anno il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella si è rivolto agli italiani; un auspicio ma anche un appello, perché, ha concluso il Presidente “vaccinarsi è una scelta di responsabilità, un dovere”. Un dovere morale, ovviamente, non una imposizione, una scelta libera ma anche un atto di solidarietà verso il prossimo e l’intera società.
Ma il vaccino da solo non può costituire la via d’uscita per la più grande crisi planetaria dell’ultimo secolo; il mondo, oggi come mai prima, avrà bisogno di “costruttori”: “Non viviamo in una parentesi della storia. Questo è tempo di costruttori”; sono sempre parole del Presidente Mattarella che potremmo senza esitazioni rivolgere a tutti coloro che nel mondo hanno responsabilità in campo sociale e politico. Troppo spesso, negli ultimi anni, il nobile esercizio dell’attività politica è stato piegato alla conquista o conservazione del potere fine a sé stesso o all’esasperazione di un conflitto sempre più violento tra opposte fazioni; troppe volte la necessaria condivisione dei comuni valori democratici e costituzionali è stata sovrastata dalla valanga di insulti e “fake news” che hanno utilizzato anche la pandemia come terreno di scontro politico, mentre la popolazione soffriva le conseguenze della mancanza di coesione e coordinamento tra i responsabili delle istituzioni.
È per questi motivi che la sfida che affronteremo nel corso di questo difficile 2021 sarà decisiva per le sorti dell’umanità; una sfida che nessuno può affrontare, tantomeno vincere, da solo. La cooperazione tra i popoli e le nazioni, in campo scientifico e non solo, è stata fondamentale per la scoperta dei vaccini e sarà determinante per uscire dalla crisi.
Nel suo ultimo discorso ai tedeschi, dopo quindici anni a capo del governo della Germania, Angela Merkel ha voluto sottolineare l’importanza dell’integrazione e dell’arricchimento culturale per lo sviluppo della scienza e delle società. La Merkel ha citato l’azienda all’interno della quale sono stati fatti i primi test che hanno poi portato al primo vaccino contro il virus, un’azienda tedesca partner di una società americana, all’interno della quale lavorano ricercatori di 60 diversi Paesi coordinati da due immigrati di origine turca: “Non riesco a immaginare un migliore esempio di come la cooperazione europea e internazionale, la forza della diversità, sia ciò che porta al progresso”.
È questa la principale lezione della pandemia: “Nessuno di salva da solo!”; lo aveva gridato Papa Francesco in una Piazza San Pietro deserta durante le celebrazioni della Pasqua e oggi siamo tutti consapevoli che senza il cemento della solidarietà, dentro e fuori dai confini dei nostri Paesi, non sarà possibile vincere questa vera e propria guerra contro un nemico insidioso e senza volto”. (aise) 

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