A ZONDERWATER LE COMMEMORAZIONI PER I POW ITALIANI – DI ALESSANDRO PARODI

A ZONDERWATER LE COMMEMORAZIONI PER I POW ITALIANI – di Alessandro Parodi

JOHANNESBURG\ aise\ - “Come ogni anno, gli italo-sudafricani del Gauteng hanno ricordato il sacrificio di prigionieri di guerra e caduti della Seconda Guerra Mondiale al sacrario militare di Zonderwater, a est di Pretoria”. Ne scrive Alessandro Parodi per “La voce del Sud Africa”, organo d’informazione edito dall’Aiisa a Johannesburg.
Fiori in memoria dei caduti
La cerimonia, organizzata dall’associazione Zonderwater Block ex POW, si è tenuta domenica 3 novembre. Durante la commemorazione, numerose istituzioni hanno deposto corone di fiori in memoria dei caduti italiani: l’Ambasciatore d’Italia a Pretoria Paolo Cuculi, il Luogotenente Generale F.Z. Msimang della South African Air Force, in rappresentanza del Governo sudafricano, l’Arma dei Carabinieri, rappresentata dal Luogotenente Generale Ilio Ciceri, il Console Generale d’Italia Marco Petacco, il Commisario Nico Baloyi dei Servizi Penitenziari, l’attaché alla difesa Colonnello Francesco Frare, rappresentanti delle forze militari tedesche, britanniche, sudafricane e del Commonwealth, l’Associazione Zonderwater block ex POW, l’Associazione Nazionale Alpini, il consigliere CGIE Riccardo Pinna, e infine i rappresentanti dei Com.It.Es. di Johannesburg, Pretoria e Cape Town.
I discorsi delle istituzioni
I toccanti discorsi di Emilio Coccia (Zonderwater block ex POW), del Luogotenente Generale F.Z. Msimang e dell’Ambasciatore Cuculi hanno preceduto la messa in onore dei caduti.
La cerimonia a Zonderwater
I cori “Valli alpine” e “Giuseppe Verdi” hanno inoltre cantato gli inni nazionali italiano e sudafricano e un fitto repertorio di canzoni tradizionali e militari.
Durante la cerimonia, l’esibizione aerea delle forze armate sudafricane ha entusiasmato i presenti. Le acrobazie hanno infatti compreso il lancio di paracadutisti, il volo di aerei acrobatici e il lancio di petali colorati da un elicottero militare.
La commemorazione è stata anche un’occasione per molti di riscoprire le origini della nostra comunità, descritte con reperti e documenti unici nel museo contenuto all’interno del sacrario”. (aise) 

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