Addio a Pina Mainieri

PIna Maineri nel 2009

BUENOS AIRES\ aise\ - “"Il nostro ambito è l'Associazionismo, è una ricca eredità che abbiamo ricevuto, abbiamo l'obbligo di curarlo e di diffonderlo e di tramandarlo”. Questi brevi concetti hanno orientato la generosa attività in seno alla collettività che svolse Pina Mainieri fin da giovanissima. La dott.ssa Giuseppina Mainieri, conosciuta da tutti come Pina, si è spenta lunedì scorso dopo aver lottato contro il Covid-19 per lunghe settimane”. A ricordarla anche “Tribuna italiana”, testata diretta a Buenos Aires da Marco Basti.
“Anche se da qualche anno si era ritirata dalla vita attiva nell’Associazionismo, anche a causa di sopravvenuti problemi di salute, era molto conosciuta e apprezzata per il lavoro di decenni al servizio della collettività italiana in Argentina.
Figlia di Francesco Mainieri, presidente dell’Associazione Nazionale Italiana, fondata a Buenos Aires nel 1861, l’antico sodalizio fu la seconda casa di Pina e i soci parte della sua famiglia. Della Nazionale fu dirigente fin da giovanissima e in quanto giovane, cominciò a partecipare accompagnando suo padre, alle riunioni della FEDITALIA nei primi anni ’70, quando la Federazione, con l’arrivo di Luigi Pallaro alla presidenza, divenne Confederazione.
Mainieri ringraziava sempre i grandi dirigenti della collettività che aveva conosciuto e frequentato, i numerosi presidenti e membri dei Direttivi di esse, per quanto le avevano insegnato, per l'amore che le avevano trasmesso per le associazioni, genuina espressione della presenza italiana in Argentina.
Laureata in medicina alla UBA, e lei stessa titolare di cattedra nella sua Facoltà di Medicina per molti anni, Pina fu tra le componenti del primo gruppo giovanile della FEDITALIA, del quale faceva parte un suo collega, il chirurgo Mario Frizzera, anche lui generosamente impegnato nella vita della collettività fino alla morte.
Conseguenza della modifica della struttura della FEDITALIA fu la necessità di dar vita ad una Federazione che raggruppasse le associazioni italiane della circoscrizione consolare di Buenos Aires. Così nacque la FEDIBA nucleo sul quale poggiava la presidenza della FEDITALIA. Dopo i primi due periodi di presidenza, ricoperti dall’arch. Cervini, Pina Mainieri fu eletta presidente della Federazione di Buenos Aires nel 1979, prima donna a presiedere una federazione italiana in Argentina.
Le sue doti di simpatia, intelligenza, disponibilità, spirito di servizio, lealtà, fecero di Pina Mainieri “la” presidente per antonomasia e per quasi quarant’anni rimase a capo della FEDIBA.
Oltre a conquistare la fiducia e l’apprezzamento delle associazioni e dei dirigenti delle più importanti istituzioni della collettività italiana, la dott.ssa Mainieri diventò la persona di massima fiducia di Luigi Pallaro. Tra loro ci fu un grande rispetto reciproco, complementarità e una amicizia, durato fino quasi alla scomparsa del senatore, avvenuta un anno fa. E forse la prova più difficile che dovette affrontare Pina Mainieri fu l’accettare su richiesta di Pallaro di essere inserita all’ultimo momento nella lista di candidati dell’AISA, il movimento col quale Luigi Pallaro fu eletto senatore nel 2006. Due anni dopo, il sodalizio con Ricardo Merlo si era rotto e ognuno si presentò con una lista diversa alle elezioni dell’aprile del 2008 sulle quali, come è noto, ci furono denunce di brogli, accertati dai magistrati.
“Hai due ore per decidere”, le disse Pallaro quella volta, pregandola – e con lui tanti dirigenti – di accettare quell’ultimo posto nell’elenco dei sei candidati.
Pina era la dirigente che meglio conosceva, anche nei dettagli, la vita delle Associazioni e inoltre le veniva riconosciuta una passione per l’Associazionismo priva di interessi personali. Infatti, prima di quella prima e ultima candidatura, non accettò mai di presentarsi alle elezioni dei Comites, o come consigliere al CGIE e nemmeno al Parlamento italiano, volendo mantenere sempre separati i due piani di partecipazione, quello della struttura interna all’Associazionismo e quello della lotta politica, necessariamente partigiana. E lei invece, lavorò sempre nella ricerca dei consensi e dell’unione. Ma leale a Pallaro, fedele all’Associazionismo, accettò per dare il suo contributo, pur sentendo che non era il suo ambito.
Nata a Rotonda, in provincia di Potenza, durante un soggiorno dei genitori nella terra natia, era vissuta solo sei mesi in Italia, ma è sempre stata molto legata anche alle associazioni della Basilicata, tra le quali la Rotondese e l’Associazione di Viggianello, comune attaccato a Rotonda, di provenienza della sua famiglia. Tra i numerosi riconoscimenti, anche l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.
Nel 2013 Pina Mainieri decise di non accettare un nuovo periodo alla presidenza di FEDIBA, per aprire le porte ad un cambiamento che lei era la prima a ritenere necessario, visti i mutamenti avvenuti in seno alla comunità. Ma il suo esempio di impegno disinteressato, di vocazione di servizio, di sentimenti di amicizia tra i dirigenti delle associazioni, sono la sua eredità, il testimone che lascia a quanti vorranno mantenere accesa la fiamma dell’Associazionismo italiano in Argentina”. (aise)