AL CONSOLATO GENERALE IL RICORDO DELLE VITTIME ITALIANE DELL’11 SETTEMBRE - DI CHIARA NOBIS E GIULIA POZZI

AL CONSOLATO GENERALE IL RICORDO DELLE VITTIME ITALIANE DELL’11 SETTEMBRE - di Chiara Nobis e Giulia Pozzi

NEW YORK\ aise\ - "Nel pomeriggio dell’11 settembre si è svolta al Consolato Generale Italiano a New York la cerimonia di commemorazione delle vittime italiane e italo-americane degli attentati alle Torri Gemelle, al Pentagono e Shanksville". Erano presenti per La Voce di New York Chiara Nobis e Giulia Pozzi, autrici di un articolo pubblicato dal portale on line di informazione.
"Ogni anno prendono parte alla cerimonia tutti coloro che vogliono celebrare il ricordo dei loro cari e dei loro amici che hanno perso la vita quel giorno. Prima della lettura dei nomi di tutte le 205 vittime, si è tenuta una breve celebrazione di fronte alla targa commemorativa degli attentati, all’ingresso del Consolato, alla presenza di monsignor Auza, rappresentante permanente della Santa Sede alle Nazioni Unite, che ha voluto ricordare la vicinanza di Papa Francesco e della Chiesa alle vittime di qualsiasi atto terroristico nel mondo.
La cerimonia si è poi spostata al piano superiore, dove il console generale Francesco Genuardi ha ricordato che il Consolato sarà sempre un punto di riferimento per la comunità italiana a New York. "Ringrazio Silvana Mangione, vicesegretario generale del CGIE, per essere presente. Sono passati 17 anni e per noi ogni momento in cui possiamo ricordare e condividere il dolore delle famiglie e dei famigliari. Molti sono qui e vogliamo ribadire a testa alta che è una serata in cui noi tutti mettiamo il nostro cuore davanti a tutto il resto, il nostro senso di essere italiani e essere vicini alle vittime di origine italiana e alle loro famiglie. Ringrazio il cavaliere Giulio Picolli, il cui instancabile lavoro di questi anni ha portato alla luce più di 200 vittime di origine italiana. Celebriamo il dovere della memoria nella città della resilienza".
Il cavaliere Giulio Picolli ha ribadito la volontà di continuare a perseverare nell’opera di ricerca dei nomi di coloro che ancora non compaiono nella lista. "Dopo 17 anni siamo qui a commemorare quello che sono riuscito a mettere insieme: 205 nomi di italiani e italo americani. Sono ben poca cosa rispetto al numero effettivo di vittime italiane perite quel giorno. Avremmo ancora 100-120 nomi e spero che un giorno riuscirò a portarvi i loro nomi". Il cavaliere ha dedicato qualche minuto anche al ricordo delle vittime di Genova, unendosi al cordoglio per la loro scomparsa.
Alla cerimonia erano presenti anche il rappresentante regionale del governatore Cuomo, Aries De la Cruz, che ha donato alla comunità italiana un atto ufficiale firmato dal governatore stesso. Un breve discorso è stato anche tenuto da Jeffrey Facinelli, rappresentante del Dipartimento Vigili del Fuoco a New York, che ha voluto celebrare l’amicizia e la famiglia come valori fondamentali.
Prima uscita ufficiale presso la comunità italiana per Mariangela Zappia, ambasciatrice presso l’ONU, che ricorda l’attenzione dell’Italia verso il multilateralismo e la difesa dei valori su cui si fonda la nostra democrazia. "Ancora oggi ci stupisce perché era immaginabile che succedesse. Da quel momento l’Italia ha contribuito forse più di ogni altro Paese alla lotta al terrorismo. Quello che posso ricordare è che, dopo quella giornata, la Nato decise di intervenire in Afghanistan, la prima azione di legittima difesa. I nostri soldati hanno pagato un prezzo, abbiamo tutti pagato un prezzo molto alto in Afghanistan e negli altri Paesi in cui siamo impegnati. Sappiate che c’è una parte di Italia che si manifesta nel multilaterale alle Nazioni Unite, difendendo i valori su cui ci fondiamo, di libertà, democrazia e lotta a qualsiasi forma di terrorismo".
Uno dei momenti più toccanti della cerimonia è stata l’aggiunta del nome di David de Feo all’elenco delle vittime, morto nell’attacco alla Torre Sud e ricordato da una breve e intesa biografia, scritta dalla sorella Emmelina e letta da Silvana Mangione, rappresentante del CGIE (Comitato generale degli italiani all’Estero)". (aise) 

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