ALLA SCOPERTA DELLA CANTANTE LILI-ANN DE FRANCESCO – DI FABRIZIO INTRAVAIA

ALLA SCOPERTA DELLA CANTANTE LILI-ANN DE FRANCESCO – di Fabrizio Intravaia

MONTREAL\ aise\ - “Fra le varie proposte musicali di questa 27ma edizione della Settimana Italiana spicca il nome di una giovane autrice-compositrice e interprete italo-canadese, Lili-Ann De Francesco il cui concerto, virtuale, è in programma domenica 9 agosto, dopo quello di Gianni Bodo, altro noto artista italo-canadese, previsto per le ore 20:00. Per Lili-Ann si tratta della prima partecipazione al festival”. Ad intervistarla è stato Fabrizio Intravaia per il “Corriere italiano” di Montreal.
““Quando mi hanno proposto di partecipare – afferma – ero davvero super contenta e mi sono sentita onorata di poter far parte di una manifestazione che mette in risalto la bellezza delle nostre origini e della nostra cultura”.
Nata a Montréal, da padre d’origine italiana (i nonni paterni vengono da Napoli) e madre montrealese d’origine autoctona, Lili-Ann, 20 anni, rappresenta in pieno quella “diversità” e quella confluenza di culture che formano e danno vita ad un mix sempre più interessante sulla scena artistica montrealese.
D. Autrice, compositrice, interprete, attrice? Come ti definisci?
R. La prima volta che ho cantato su scena, con mio padre, anche lui musicista, avevo 7 anni. La musica è sempre stata qualcosa di molto presente nella nostra famiglia, qualcosa che occupa una gran parte della mia e della nostra vita. Per me è una cosa naturale, ma amo anche altre forme artistiche come, ad esempio, fare l’attrice o l’animazione. Per fare questo mestiere ci vuole molta energia. Siamo sempre un po’ sospesi per aria, non si è mai certi del prossimo concerto o del prossimo contratto e ciò può incidere sul tuo morale. Bisogna essere veramente motivati per fare tutto questo, ma è ciò che amo e che ormai faccio in maniera assidua da almeno 5 anni. Comincio ad abituarmi a tale situazione. Condividere la mia musica e il mio stile con il pubblico è una cosa che mi rende molto fiera.
D. Cosa proporrai il 9 agosto?
R. Sarà una bella occasione – risponde Lili-Ann che, a 14 anni, è stata la più giovane concorrente del celebre programma televisivo “La Voix” – per far scoprire agli spettatori la mia musica che definirei pop, un po’ “vibe”, e un po’ “R&B”. Gli artisti ai quali mi ispiro di più sono Bruno Mars e Michael Jackson. Proporrò le canzoni del mio ultimo mini album, uscito nel settembre scorso, 5 sono in francese e 2 in inglese.
D. Il concerto che sarà diffuso sul web il 9 agosto è stato registrato alcuni giorni fa.
R. È stata un’esperienza davvero particolare – spiega – perché era la prima volta che facevamo uno show virtuale, una cosa per me strana perché sono abituata a cantare davanti ad un pubblico e poi perché eravamo solo io, al piano e alla voce, e mio padre, che è anche il mio manager, alla chitarra. Ne è scaturito un concerto intimo, in stile acustico, con un’energia davvero speciale, che vi consiglio di non perdere.
D. Come hai vissuto il periodo della pandemia?
R. È stato un momento difficile. Ero molto in pena per il fatto che non potevo fare spettacoli ed avevo paura di non poter ma più vivere del mio mestiere. Tutto ciò mi ha tolto un po’ di coraggio e d’ispirazione. Già il nostro è un mestiere che presenta tante incertezze ora, con la pandemia, è ancora peggio. Ma superato lo smarrimento iniziale mi sono “rimessa in piedi” e ho ripreso a lavorare. Alla fine posso dire che la situazione mi ha resa ancora più forte e determinata.
D. Come vedi il tuo futuro?
R. Mi sono sempre detta che sono tagliata per fare questo mestiere. È quello che mi appassiona nella vita, che mi dà la voglia di alzarmi la mattina ed è ciò che voglio fare per tutta la vita. Mi piacerebbe fare una carriera internazionale, viaggiare con la mia musica. Ma che accada o no la musica sarà sempre nella mia vita.
D. E l’Italia?
R. Non ci sono ancora andata. È il mio più grande sogno. È in cima alla lista dei miei desideri anche perché laggiù abbiamo ancora una parte della famiglia. Intanto – ride – mi “accontento” di mangiare la salsa per gli spaghetti che fa mio padre, la migliore di tutto il pianeta! Ma, a parte gli scherzi, voglio dire ai giovani italo-canadesi di essere orgogliosi delle loro radici, di non dimenticare mai da dove vengono, di non dimenticare di essere “speciali” ed “unici””. (aise) 

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