BENVENUTO 2020: UN ANNO PER ESSERE ORGOGLIOSI DI ESSERE ITALIANI – DI SIMONE SCHIAVINATO

BENVENUTO 2020: UN ANNO PER ESSERE ORGOGLIOSI DI ESSERE ITALIANI – di Simone Schiavinato

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SAN FRANCISCO\ aise\ - “Viviamo in un nuovo decennio da quasi due settimane e sono già successe tante cose. In realtà il mese di gennaio è, il più delle volte, il momento in cui guardiamo indietro a quello che abbiamo fatto e stabiliamo degli standard per quello che vorremmo fare. Lo stesso vale per i Paesi. E allora, ci chiediamo, cosa vuole l'Italia dal nuovo anno?”. Se lo chiede Simone Schiavinato nell’articolo che firma per “l’Italo – Americano” che dirige a San Francisco.
“Il 2019 non è stato semplice per il Belpaese: il governo è caduto e si è riformato, lasciando all'opposizione uno dei partiti più controversi del Paese e molta instabilità e confusione. Roma è sporca e apparentemente il consiglio comunale non può farci niente. I giovani non hanno lavoro e continuano a fuggire dal Paese, alla ricerca di migliori opportunità che, spesso, trovano al di là dell'oceano, negli Stati Uniti. Verso la fine dell'anno, Venezia ha rischiato di finire sotto le acque della sua laguna, Matera si è trovata sotto il diluvio e regioni come la Liguria hanno affrontato una serie di catastrofi ambientali degne dell'apocalisse.
Brutta annata, dunque, si direbbe. Beh, non diciamolo così in fretta.
È incredibile come si ricordino bene solo le cose negative, e come occorra andare online o controllare i giornali per fare una lista delle cose buone, come ho appena dimostrato a me stessa, scrivendo il primo paragrafo di questo pezzo senza aprire una sola finestra del mio browser, ma dovendo controllare un articolo o due per fare una lista delle "cose buone" che l'Italia ha vissuto nel 2019.
E sapete una cosa? Ce ne sono state un bel po'.
Ad esempio, Milano e Cortina sono state scelte per ospitare le Olimpiadi invernali del 2026, un evento che non solo porterà finanziamenti e posti di lavoro in Lombardia, ma offrirà anche una grande opportunità al Paese per mostrare ancora una volta la sua bellezza al mondo. Parlando di economia, il nostro export è cresciuto di un buon 3,4% dal 2018 e dovrebbe crescere ancora di più quest'anno, nonostante la crisi economica e le tariffe di Trump. E, anche se molti hanno perso il lavoro l'anno scorso - ma questo purtroppo non accade solo in Italia - a causa delle continue difficoltà a far sopravvivere le imprese, l'Italia è stata anche sede di una pletora di iniziative positive e di successo, come l'iniziativa avviata da 12 operai di un'acciaieria di Acerra, vicino a Napoli, che l'hanno rilevata dopo la chiusura, ribattezzata e infine, nel 2019, rimessa in piedi.
E che dire delle menti brillanti dell'Italia, quelle che continuiamo a dire lasciano il Paese, per cercare migliori opportunità all'estero? Ebbene, alcuni di loro sono rimasti qui, come i ricercatori della Fondazione EBRI (European Brain Research Institute) Rita Levi Montalcini che hanno scoperto una molecola in grado di fermare l'avanzata dell'Alzheimer. La scoperta è stata possibile anche grazie alla collaborazione del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e del Dipartimento di Biologia dell'Università Roma Tre.
All'estero, tutti noi abbiamo conosciuto Ciriaco Goddi - che qualche mese fa ha parlato anche a noi de L'Italo-Americano - e il team del progetto Event Horizon Telescope, che in assoluto è riuscito a scattare la prima fotografia di un buco nero.
Il 2019 non è stato quindi un anno negativo per l'Italia, soprattutto se lo si considera dal punto di vista degli italiani come popolo, più che come Paese, e questo ci porta a guardare più da vicino il modo in cui gli italiani vivono la loro vita, il loro modo di lavorare, sia all'interno che all'esterno dei confini geografici del Paese: ci deve essere un motivo per cui, ad esempio, l'indice di benessere dell'Italia è aumentato lo scorso anno, nonostante l'instabilità politica e la lentezza dell'economia. Per arrivare a questi risultati, l'Istat, l'Istituto Italiano di Statistica, non si è limitato a guardare quanto guadagniamo, ma ha anche considerato molti altri fattori che possono influenzare la nostra felicità e la nostra soddisfazione: gli italiani sono molto contenti delle loro famiglie, della loro salute, del modo in cui trascorrono il loro tempo libero. E sapete una cosa? Cominciamo a sentirci più contenti, anche se non troppo, dei soldi che abbiamo in tasca. La felicità non viene semplicemente dalla ricchezza e, a pensarci bene, gli italiani sono sempre stati bravi a capirlo.
Ma c'è di più, ed è allora che entrano in gioco anche gli italiani del Nuovo Mondo.
Se è vero che molti giovani scienziati, artisti e ricercatori lasciano il Belpaese per cercare fortuna all'estero, non dobbiamo mai dimenticare un paio di cose importanti: la prima è che rimangono italiani e che il loro successo, ovunque avvenga, è in definitiva un successo per l'Italia. Siamo orgogliosi di Ciriaco Goddi e del suo team? Certo che lo siamo. E che dire di Luca Parmitano, che tiene alto il nome dell'Italia nello spazio e lavora sia per l'Agenzia Spaziale Europea che per la NASA? Amiamo anche lui.
Il punto è che, alla fine, non importa molto dove gli italiani hanno successo, perché i loro successi sono sempre un regalo per l'Italia. E questo mi porta a un'altra considerazione importante: dovremmo cominciare a considerarci più come popolo che come Paese. Gli italiani non sono solo quelli che sono nati e vivono in Italia; gli italiani - e gli italo-americani lo sanno bene - sono tutte quelle persone in giro per il mondo che appartengono culturalmente ed emotivamente all'Italia, la cui famiglia, i cui ricordi, le cui esperienze e le abitudini oltrepassano gli oceani e ritornano idealmente tutti alla stessa Madrepatria, una Madrepatria che non è fatta di terra e di pietra, ma di cultura e di patrimonio.
In questo, gli italiani del Nuovo Mondo sono molto meglio degli italiani del vecchio continente: spesso non riusciamo a vedere il legame tra "noi" e "voi", spesso ci manca la comprensione e la conoscenza della grandezza e della bellezza delle comunità italiane nel mondo per apprezzare quanto più ricca sia l'Italia come nazione.
Questo, dovremmo impararlo da voi, che siete i nostri cugini d'oltreoceano: vedere gli italiani come una comunità mondiale, forte e connessa, che vive di valori condivisi, radicati in una tradizione che appartiene a tutti noi, in una lingua che amiamo e parliamo o che impariamo con adorazione, in un modo di vivere la vita che, e i dati Istat lo confermano davvero, pone ancora la famiglia, la serenità e l'amore al centro di tutto.
E c'è di più: noi italiani d'Italia dovremmo anche abbracciare il rispetto, l'atteggiamento protettivo e l'amore eterno per la nostra cultura e il nostro patrimonio che gli italo-americani hanno, perché a volte sembra che ci dimentichiamo di quanto tutto sia sorprendente, e ci concentriamo solo sul negativo. Ma più di ogni altra cosa, credo che dovremmo cominciare a renderci conto che non c'è davvero alcuna differenza tra noi italiani d'Italia e gli italiani d'America, Australia o Germania: siamo tutti italiani, come un'immensa famiglia secolare che si è diffusa in tutto il mondo. E così, quando uno dei nostri ricercatori o artisti o medici fa una scoperta sorprendente in qualche altra parte del mondo, è comunque un successo per l'Italia.
Il titolo di questo articolo poneva una domanda: di cosa ha bisogno l'Italia nel 2020? Credo che la risposta sia chiara: ha bisogno di conoscere meglio tutti gli italiani che tengono alto il suo nome nel mondo, compresi quelli che non vivono più sul suo suolo. Ha bisogno di imparare dai suoi cugini all'estero ad amarsi un po' di più e a fare dei valori e della cultura che rappresenta un motivo di eterno orgoglio”. (aise) 

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