“BLIND VISION”, UN VIAGGIO TRA LE STORIE CUSTODITE NEGLI OCCHI DEI FOTOGRAFATI – DI GIOSETTA CAPRIATI

“BLIND VISION”, UN VIAGGIO TRA LE STORIE CUSTODITE NEGLI OCCHI DEI FOTOGRAFATI – di Giosetta Capriati

NEW YORK\ aise\ - “Espone al Consolato fino al 5 dicembre la mostra “Blind Vision” di Annalaura Di Luggo, che era stata al Palazzo di Vetro l’anno scorso, organizzato dalla Rappresentanza Italiana alle Nazioni Unite in occasione della Conferenza per i Diritti delle Persone con Disabilitá. Annalaura é un’imprenditrice napoletana diventata artista, che dedica il suo lavoro alla “Luce”, tema ricorrente in tutte le sue opere, che l’ha portata a lavorare con il Centro Colosimo di Napoli, il piú importante Centro per non vedenti d’Europa, ospitato in un splendido Palazzo del Centro Storico della città”. Ne scrive Giosetta Capriati su “La voce di New York”, quotidiano online diretto a New York da Stefano Vaccara.
“Annalaura ha cominciato a dialogare con gli ospiti del Colosimo, ad ascoltare le loro storie e a fotografare le loro iridi con una macchina fotografica da lei brevettata, per scoprire che cosa ci fosse dietro. Il risultato é “Blind Vision”, una stanza buia, dove improvvisamente si accendono tante luci, cioè tante iridi che raccontano delle storie e che é diventata un’installazione permanente, ripetuta poi a Piazza dei Martiri sempre a Napoli l’anno dopo.
E Annalaura ha continuato a fotografare l’iride di personaggi famosi, di attori come Jeremy Irons, Antonio Banderas, Mira Sorvino, di uomini politici, di persone comuni, di carcerati, di senzatetto… Ha esposto alla Fondazione Robert Kennedy a Firenze, a Miami Basel, a San Paolo del Brasile e quest’anno ha partecipato alla Biennale di Venezia, esponendo “Genesis” a Palazzo Albrizzi, sede del Padiglione della Repubblica Dominicana per cui ha appena ricevuto un Premio.
“Genesis”, come racconta il Regista americano Stanley Isaac, che sta facendo un film su Annalaura, é un’ulteriore tappa nel suo percorso artistico, é un’opera ispirata alla luce, che rappresenta la natura e la biodiversità e che vuole superarne i confini tracciando un itinerario che si esalta nel colore.
C’é poi il lavoro che Annalaura ha fatto utilizzando l’alluminio di riciclo trasformato in un insolito Albero di Natale allestito alla Galleria Umberto I di Napoli l’anno scorso e interamente realizzato dai ragazzi dei Quartieri Spagnoli, fino ad una sfilata di abiti sempre di alluminio, confezionati dagli allievi dell’Accademia della Moda di Roma. Fiat lux, cara Annalaura!”. (aise) 

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