CHIARA, DA BOSTON A TORINO E RITORNO - DI ALESSANDRO BETTERO

CHIARA, DA BOSTON A TORINO E RITORNO - di Alessandro Bettero

PADOVA\ aise\ - “Piemontese di Cuneo, si è laureata all’Università di Torino in Biotecnologie mediche, prima di conseguire il dottorato in Immunologia e Biologia cellulare, e di trasferirsi a Madrid, in Spagna, per un post dottorato in oncogenesi. La carriera di Chiara Ambrogio lascia pochi margini alla casualità. A fare la differenza sono il suo talento, la determinazione e lo spirito combattivo. Per lei l’ulteriore tappa a Boston, negli Stati Uniti, al DFCI, Dana Farber Cancer Institute, negli ultimi quattro anni, è stato il passo decisivo per indurla a giocarsi la carta italiana. Oggi è docente di Biologia Molecolare all’Università di Torino perché ha deciso di tornare dopo aver provato un debito di riconoscenza verso il Paese in cui è nata e ha studiato. A incoraggiare la sua scelta anche un finanziamento da un milione di dollari erogatole dalla Fondazione Armenise Harvard creata nel 1996 dal conte Giovanni Auletta Armenise (e ora guidata da suo figlio, il conte Giampiero)”. A scriverne è Alessandro Bettero, sull’ultimo numero de “Il Messaggero di Sant’Antonio”, quotidiano attivo negli Stati Uniti diretto da Fabio Scarsato.
“Uno dei pilastri della Fondazione è proprio quello di favorire l’approdo o il ritorno in Italia di scienziati che vogliono fare ricerca. “Ho un interesse per il tumore al polmone, nato dal fatto che durante la mia permanenza a Madrid – rivela Chiara –, il laboratorio in cui studiavo aveva una forte tendenza ad occuparsi di questa patologia”. Del resto, fumo, inquinamento, sostanze nocive hanno fatto salire l’allarme in tutto il mondo per questa forma di cancro. Ma le prospettive sono incoraggianti. “Da quando mi sono laureata, ho visto un’accelerazione esponenziale degli avanzamenti della ricerca. Perciò sono ottimista sul fatto che nei prossimi dieci anni ci saranno enormi passi avanti”. Chiara è già in prima linea.
“Grazie alla Fondazione Armenise Harvard, la mia ricerca all’MBC, Molecular Biotechnology Center di Torino, durerà cinque anni. Questo significa lavoro anche per altri ricercatori. Ora siamo in quattro. Ma penso di aggiungere altre persone al mio team”. L’obiettivo è quello di mettere a punto un trattamento farmacologico risolutivo contro il carcinoma del polmone. In fondo, quella scientifica è una grande community internazionale dove carte d’identità e passaporti non sono una discriminante. Nemmeno per Italia e Stati Uniti.
“Probabilmente trenta o quarant’anni fa – osserva Chiara – c’erano differenze abissali. Ora riceviamo una formazione internazionale. E ci stiamo avvicinando a una convergenza. La grossa differenza è ancora la partecipazione del pubblico: negli Stati Uniti la filantropia è alla base della maggior parte dei finanziamenti che si ricevono. In Italia questo è un fattore ancora limitatissimo”.
Resta un fatto che gli italiani tendono ad eccellere nella ricerca.
“Probabilmente dipende dalla formazione che riceviamo, quindi l’istruzione e la ricerca sono importanti e stanno alla base di una società moderna. Poi ci sono la nostra fantasia, la creatività e l’inventiva”. Stereotipi? Forse. Ma “queste sono marce in più che nella ricerca funzionano”. Ad essere rimasta indietro sembra solo la politica italiana, miope o incapace di sfruttare queste eccellenze. Eppure basterebbe poco, “per esempio togliere o ridurre l’Iva dai costi della ricerca – suggerisce Chiara –. In Italia si paga ancora il 22 per cento di Iva sui reagenti e sul materiale di ricerca. Se io ricevo un milione di euro di finanziamenti dall’Unione europea, per me italiana valgono come 800 mila, per un francese o un olandese valgono come un milione. Se disponessi di quei 200 mila euro di differenza, potrei pagare personale, macchinari competitivi, ecc. Poi il carico didattico affidato a chi fa ricerca dovrebbe essere minore – conclude –. Il modello attuale è vecchio: è quello del ricercatore degli anni Sessanta o Settanta che faceva didattica e si occupava di ricerca a tempo perso””. (aise) 

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