DAL SETTLED STATUS ALLA CITTADINANZA, MA OCCORRE DIMOSTRARE IL “GOOD CHARACTER” – DI GABRIELLA BETTIGA

DAL SETTLED STATUS ALLA CITTADINANZA, MA OCCORRE DIMOSTRARE IL “GOOD CHARACTER” – di Gabriella Bettiga

LONDRA\ aise\ - “Da quando è stato introdotto il settled status, sono ormai in pochi a fare domanda di permanent residence. Il settled status sostituirà la permanent residence una volta che il Regno Unito sarà fuori dall’Unione Europea e dopo un periodo transitorio in cui entrambi gli status saranno validi. La procedura di settled status è molto più rapida e può essere fatta tramite cellulare con sistema Android e ora anche tramite iPhone. La permanent residence invece prevede un modulo più complesso, e richiede prova che la persona che presenta la domanda abbia vissuto nel Regno Unito per cinque anni come lavoratore dipendente o autonomo, studente, persona in cerca di lavoro o economicamente autosufficiente”. Così scrive Gabriella Bettiga, director di MGBe Legal, su “LondraItalia.com”, quotidiano online diretto da Francesco Ragni.
“Al contrario, per ottenere il settled status, basta semplicemente provare di essere stati fisicamente presenti in UK per almeno sei mesi in ogni periodo di dodici mesi, per cinque anni consecutivi. Sembra quindi scontato preferire la procedura di settled status, specialmente se a causa delle proprie circostanze, non si avrebbe diritto alla permanent residence.
Ci sono però due importanti fattori da considerare, in caso si voglia poi fare domanda di naturalizzazione per diventare cittadini britannici.
Innanzitutto, il settled status non potrà essere retrodatato dall’Home Office, e quindi anche se si fa riferimento ad un periodo di cinque anni precedente agli anni appena trascorsi, bisognerà attendere un anno dalla concessione del settled status per presentare domanda di cittadinanza, a meno che non si abbia un marito o moglie britannici.
Ma il problema più grosso, e spesso ignorato, è che se fate affidamento sul settled status, potreste vedervi rifiutata la cittadinanza britannica sulla base del requisito di “good character”.
Cosa significa?
L’Home Office ha il potere di rifiutare la naturalizzazione a chi è rimasto nel Regno Unito senza avere i requisiti legali necessari. Per gli europei questo significa aver lavorato, studiato o aver avuto fondi necessari per sostenersi. Inoltre, studenti e persone economicamente autosufficienti dovrebbero avere avuto anche un’assicurazione medica privata (o la tessera sanitaria italiana) per l’intero periodo in cui non erano economicamente attivi.
Quindi, se avete richiesto fondi pubblici, o non avete avuto l’assicurazione sanitaria per gli anni in cui avete studiato, è possibile che l’Home Office consideri che siete rimasti nel Paese in violazione alle norme sull’immigrazione e pertanto non potrete soddisfare il requisito di “good character” necessario per la naturalizzazione.
Se vi trovate in questa situazione è perciò importante pensare a quali prove addurre nella presentazione della domanda di cittadinanza, per evitare un rifiuto inaspettato, e spiegare la propria situazione in una lettera di accompagnamento da presentare con la documentazione.
Il fatto che determinati requisiti vadano bene per l’ottenimento del settled status ma non della cittadinanza è in realtà un’incongruenza, e si sta cercando di capire se effettivamente l’Home Office possa rifiutare la naturalizzazione a chi è stato accettato come legalmente residente in UK ai fini del permesso di soggiorno a tempo indeterminato (il settled status) ma bisogna ricordare che la naturalizzazione prevede standard diversi e più severi per essere concessa”. (aise) 

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