DIRITTI CIVILI E DOPPIA CITTADINANZA - DI MAURO BAFILE

Diritti civili e doppia cittadinanza - di Mauro Bafile

MADRID\ aise\ - Riguarda gli italiani in Spagna, i loro diritti civili e in particolare la doppia cittadinanza l’ultimo editoriale che Mauro Bafile, direttore dello storico giornale di Caracas in lingua italiana “La Voce d’Italia”, ora on line, ha pubblicato dalla redazione di Madrid.
“Come si ricorderà”, spiega Bafile, “in occasione del summit bi-nazionale svoltosi a Montauban, Francia e Spagna hanno firmato un accordo in cui si sancisce il diritto alla doppia cittadinanza. In precedenza, accordi simili erano stati firmati dalla Spagna con praticamente tutti i paesi latinoamericani e con la Repubblica delle Filippine. In Europa, prima della Francia, Spagna aveva firmato accordi di doppia cittadinanza solo col Principato di Andorra e col Portogallo. Eppure, questi convegni dovrebbero considerarsi l’anticamera, il prodromo al processo di costruzione di una cittadinanza europea, da aggiungere a quella del Paese di origine.
C’è da augurarsi che ora anche l’Italia trovi un’intesa che permetta di raggiungere un accordo in tal senso. Le condizioni, oggi, ci sono tutte.
Non ci stancheremo mai di segnalare che la doppia cittadinanza è uno strumento indispensabile per la piena integrazione nel tessuto sociale del Paese. I connazionali che oggi risiedono in Spagna hanno gli stessi obblighi e doveri di qualunque cittadino nato nel Paese. Ed è giusto che così sia.
Purtroppo, quando si tratta dei diritti, emergono le differenze; limitazioni che, entrati già nel XXI secolo, risultano non solo assurde e antistoriche ma, soprattutto, controproducenti. Ad esempio, il diritto ad eleggere e ad essere eletto non solo a livello comunale. Insomma, a decidere, assieme al resto dell’universo degli elettori, a chi dare la propria fiducia nella direzione dei governi regionali e centrali. E, qualora si ritenga di averne le capacità, di presentarsi a incarichi di carattere politico, fino a quelli di deputati, senatori e ministri. Insomma, la prerogativa di sentirsi cittadini pieni, con tutti i diritti ma anche con tutti gli obblighi e responsabilità che ciò implica.
Sappiamo che le nostre autorità diplomatiche hanno mosso passi importanti in tal senso. I tempi, ripetiamo, sono maturi. Lo dimostra il dibattito sorto spontaneo in seno alla nostra comunità dopo la firma dell’accordo tra Spagna e Francia. Speriamo che l’intesa tra i governi, dell’Italia e della Spagna, non tardi e che presto anche i cittadini di questi due paesi possano accedere alla doppia cittadinanza”. (aise)


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