DubaItaly.com/ Italy Muslim Friendly dà il via all’internazionalizzazione delle imprese calabresi in Medio Oriente – di Cecilia Berardi

DUBAI\ aise\ - “Nasce in Calabria l’Italy Muslim Friendly, il percorso di ricerca scientifica sull’internazionalizzazione delle imprese calabresi nei mercati arabi-musulmani e di collaborazione, studio e formazione per giovani laureati calabresi e al loro affiancamento alle tante imprese della regione interessate ad interagire con i mercati esteri”. A scriverne è Cecilia Berardi su “DubaItaly.com”, portale online fondato e diretto da Elisabetta Norzi.
“Italian Muslim Friendly è, inoltre, un’iniziativa incentrata sul turismo musulmano e per questo, fa riferimento ad un network di imprese del settore. Il tutto con il supporto di Associazioni ed imprese a vocazione Islamica. La ragione che ha determinato il coinvolgimento della filiera turistica è da ricercare nei dati riportati dal Global Muslim TravelIndex 2020, secondo il quale nell’anno 2018 visitatori musulmani nel mondo sono stati 140 milioni ed entro il 2026 ci si aspetta che proprio da questi numeri deriverà un fatturato di 300 miliardi di dollari.
Abbiamo chiesto all’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo di svelare i dettagli dell’innovativo progetto.
D. Da cosa nasce l’idea dell’iniziativa Italy Muslim Friendly?
R. L’iniziativa deriva da una specifica esigenza di mercato, poiché la stragrande maggioranza degli operatori del turismo dei mercati occidentali, del Sud Est Asiatico e del Medio Oriente, incontra difficoltà nel creare e proporre offerte e prodotti turistici tarati sulle esigenze dei Muslim Travellers. In questo modo il progetto Italy Muslim Friendly, promuove all’estero, in un settore di mercato in costante crescita, sia il territorio sia le aziende turistiche del comparto HORECA e dell’agroalimentare.
D. A chi si rivolge?
R. Il progetto è rivolto alle aziende italiane sia del settore agroalimentare sia di quello turistico, oltre che alla filiera connessa a questi due importanti pilastri dell’economia italiana.
D. I musulmani nel mondo sono 1 miliardo e 800 milioni, quindi un mercato gigantesco e in continua espansione. È questo il motivo per il quale il focus del progetto è legato al turismo, così come ad associazioni ed imprese a vocazione musulmana?
R. L’agroalimentare è un tesoro fatto di ambiente, cultura, identità, territorio. Il turismo è il vettore ideale per unire a queste risorse una possibilità di conoscenza e diffusione a livello internazionale. Da qui la scelta di porre turismo e agricoltura al centro di un’iniziativa promossa da aziende italiane che intendono valorizzare le ricchezze d’Italia offrendole a mercati con i quali intessere non solo scambi commerciali, ma anche condividere relazioni culturali.
D. In cosa consiste il turismo Halal?
R. Il Turismo Muslim Friendly si caratterizza per l’accoglienza e l’offerta di servizi e prodotti locali, secondo standard turistici e alimentari musulmani, che non vanno a modificare in nessun modo la nostra visione di accoglienza turistica e preparazione alimentare. Sono dei semplici accorgimenti che vanno rispettati.
D. In che modo il nostro Paese ed il mondo musulmano beneficerà di questa nuova iniziativa?
R. L’Italia, dal punto di vista di testimonianze storiche d’interesse islamico, non ha quasi competitor, poiché solo la Spagna e per l’appunto l’Italia, con le regioni del Meridione, del Sud dopo, possono vantare un patrimonio culturale che nessuna nazione occidentale ha a disposizione. Il nostro Paese si gioverà di un flusso turistico che sta diventando dal punto di vista economico quasi “inevitabile”, con tutti i benefici che questo settore comporta, per le aziende turistiche e agroalimentari, formando anche nuovi posti di lavoro specializzati. Allo stesso tempo, si offrirà ai Paesi musulmani e a quelli occidentali dove i musulmani sono ormai alla terza e quarta generazione, l’opportunità di visitare il nostro paese e gustando la nostra cucina e prodotti, senza alcun dubbio sulla liceità del prodotto.
D. Quali sono le aspettative relative al progetto da qui ai prossimi anni?
R. Le aspettative sono da valutare secondo l’andamento della Pandemia a livello globale. Al netto di questo, ci aspettiamo nel prossimo quinquennio un incremento degli scambi commerciali nell’agroalimentare oltre che nel settore turistico proveniente, con particolare riferimento a investitori e visitatori provenienti dall’area del Sud Est Asiatico e dai Paesi Occidentali”. (aise)