Il cimitero Le Repos Saint-François D’Assise omaggia la Comunità italiana – di Vittorio Giordano

MONTRÉAL\ aise\ - “Il cimitero Le Repos Saint-François d’Assise, uno dei più grandi, conosciuti e antichi del Québec (addirittura le sue origini sono legate alla parrocchia Saint-François-d'Assise di Longue-Pointe e risalgono al lontano 1724, in piena epoca di Nouvelle-France), diventa sempre più grande. Investendo in un nuovo mausoleo, che si aggiunge agli 11 già costruiti, per accogliere i nostri cari defunti in un’atmosfera accogliente che ben si concilia con i sentimenti cristiani di preghiera, meditazione e raccoglimento. E così, il 1º giugno scorso, il cimitero situato al 6893 di rue Sherbrooke Est ha inaugurato i lavori (divisi in 3 fasi, 2 anni in tutto) per la costruzione di un nuovo mausoleo-colombario: 3320 metri cubi di calcestruzzo, 270 tonnellate di cemento armato, 2.298 cripte e 2000 nicchie, 25.000 piedi quadrati di marmo (bianco carrara, grigio carnico, grigio verona, rosso francese) e 20.400 piedi quadrati di granito esterno”. Ne scrive Vittorio Giordano sul “Cittadino canadese”, settimanale di Montreal di cui è caporedattore.
“"Fa parte della nostra filosofia – ha spiegato il direttore generale Alain Chartier - ascoltare i nostri clienti e quindi offrire loro le tipologie di sepoltura preferite". In questo senso, la nuova struttura sarà di 3 piani e sorgerà su una superficie di 2.965 metri quadrati. All'inizio degli anni '80, la clientela preferiva la sepoltura tradizionale, mentre oggi quasi il 75% preferisce la cremazione. "Una buona parte del futuro mausoleo, soprattutto il terzo piano - ha detto Marc Hébert, direttore delle operazioni - sarà in gran parte caratterizzato da colombari, e non solo da spazi occupati dalle urne con le ceneri. Il primo piano e il secondo piano, invece, saranno costituiti da cripte. La domanda è ancora abbastanza forte per questo tipo di sepoltura".
Ma la novità più interessante che riguarda questo nuovo mausoleo, il dodicesimo nel suo genere all’interno del cimitero, è che sarà dedicato alla Comunità italiana e per questo motivo porterà il nome "La Speranza".
“Abbiamo scelto un nome che rispecchiasse l’attualità – ci ha detto il direttore generale Alain Chartier - : con questo nome vogliamo rivolgere un pensiero particolare ai membri della Comunità italiana, storicamente molto presente al Repos Saint-François d'Assise”.
"Per noi è stato qualcosa di normale e di automatico – ha spiegato Chartier - : lavoriamo insieme alla Comunità italiana da quasi 40 anni, da quando abbiamo costruito il primo mausoleo, nel 1982, peraltro richiesto proprio dagli Italo-Canadesi. E sappiamo già che nel mausoleo appena inaugurato sarà principalmente la Comunità italiana ad aggiudicarsi la maggioranza degli spazi disponibili, senza naturalmente dimenticare gli altri gruppi etnici, come gli haitiani ed i portoghesi, oltre ai quebecchesi. L’apertura ufficiale è prevista per l’aprile 2023, ma entro un anno gli interessati potranno già procedere con la prenotazione degli spazi. Gli ultimi mesi, caratterizzati dal covid e da molti lutti, sono stati molto difficili per le famiglie, soprattutto perchè non hanno potuto dire addio ai propri cari deceduti, spesso senza alcun rituale funebre, ed in pochissimi hanno potuto accompagnarli al cimitero. È certo che tutto questo lascerà delle tracce, ma, come ho sempre detto, il cimitero non è un luogo di morte, ma di vita: ci prendiamo cura di chi non c’è più, ma anche di chi rimane. Penso che, con il miglioramento della situa a vivere secondo le vecchie abitudini e noi saremo felici di riaccoglierli. Anche se non abbiamo mai chiuso il cimitero durante tutta la pandemia, a parte qualche mausoleo, a causa delle restrizioni della Sanità Pubblica sulla possibilità di accogliere troppe persone in un luogo chiuso, ma oggi siamo al 100% aperti e tutto va bene”". (aise)