Il cittadino canadese/ Il Canada resta liberale – di Vittorio Giordano

OTTAWA\ aise\ - “I dati non sono ancora definitivi (mancano soprattutto i voti per posta, circa 1 milione e 200 mila, che saranno resi noti soltanto nella giornata di martedì), ma a mezzanotte e mezza di martedì 21 settembre, a qualche ora dalla chiusura dei seggi, tutti i maggiori network televisivi del paese hanno annunciato all’unanimità che il prossimo sarà un governo liberale di minoranza. Nonostante il voto popolare abbia premiato ancora una volta il Partito Conservatore, con il 34% dei consensi contro il 31,7% a favore dei Liberali. E così Justin Trudeau presidierà il terzo governo di fila, ma per la seconda volta consecutiva dovrà accontentarsi di un esecutivo di minoranza, che non gode cioè del sostegno della maggioranza in Parlamento. Dovrà, cioè, scendere ancora una volta a patti con i Neo Democratici di Jagmeet Singh”. Il voto di lunedì al centro dell’articolo con cui Vittorio Giordano apre il nuovo numero del “Cittadino canadese”, settimanale di Montreal di cui è caporedattore.
“Che sia una vittoria a metà è innegabile, visto che il leader liberale aveva convinto la Governatrice liberale a sciogliere la Camera dei Comuni per provare ad aggiudicarsi più di 170 seggi alla Camera dei Comuni sui 330 disponibili (nonostante le smentite di rito).
Alle 12:45, nella notte tra lunedì e martedì, il Partito Liberale di Justin Trudeau (rieletto facilmente nella circoscrizione di Papineau, a Montréal) può contare su 156 seggi (il 31,9% dei voti), il Partito Conservatore di Erin O'Toole ne conquista 122 (34,1%), il Bloc Québécois di Yves-François Blanchet 31 (l’8,0%) ed il Nuovo Partito Democratico di Jagmeet Singh 27 (17,7%).
Erin O'Toole è stato facilmente rieletto nel collegio di Durham, mentre Jagmeet Singh in quello di Burnaby South. Non banale la ‘performance’ del Partito Popolare del Canada di Maxime Bernier, che ha conquistato il 5,1% dei voti, anche se il suo leader non è riuscito a farsi eleggere nella contea di Beauce, in Québec.
I Verdi di Annamie Paul, infine, hanno portato a casa il 2,4% dei consensi, ma anche in questo caso la leader Annamie Paul non è riuscita ad imporsi nella circoscrizione di Toronto Centro.
Quando le elezioni sono state indette a metà agosto, alla Camera dei Comuni 155 seggi erano appannaggio dei Liberali, 119 dei Conservatori, 32 del Bloc Québécois, 24 dei Neodemocratici, 2 dei Verdi, mentre 5 deputati erano indipendenti.
In Québec, sono stati eletti 35 deputati liberali (come nel 2019), 29 deputati del Bloc Québécois (2 anni fa erano 32), 12 conservatori (10) 2 Neodemocratici (1). L’esito del voto è stato in gran parte determinato dagli elettori dell'Ontario e, in misura minore, della Colombia Britannica. Dopo essersi difeso nelle Province Atlantiche ed in Québec, proprio in Ontario non è riuscito a sfondare Erin O'Toole, che ha tradito le attese soprattutto nell’area di Toronto, completamente rossa. Proprio come l’area di Montréal, tradizionalmente un bastione liberale.
Quasi 5,8 milioni di Canadesi hanno esercitato il loro diritto di voto durante i quattro giorni, dal 10 al 13 settembre, in occasione del «voto per anticipazione». Un record, secondo Elections Canada, rispetto alle elezioni del 2019, con un balzo del 18,46%. Senza contare il voto «speciale» riservato, in particolare, ai Canadesi che votano per posta, che sono all'estero, o che sono in missione nelle Forze Armate.
Sono state le elezioni numero 44 della storia federale canadese e sono servite ad eleggere il Primo Ministro numero 24.
Oltre 27milioni gli elettori, di cui oltre 6,5 nella provincia del Québec, sono stati chiamati a scegliere i deputati in 338 circoscrizioni elettorali. I parlamentari, che in assenza di elezioni anticipate resteranno in carica 4 anni, sono eletti con un sistema maggioritario uninominale secco: il candidato che ottiene il maggior numero di voti, in ogni distretto elettorale, si aggiudica il seggio.
I DEPUTATI ELETTI NEI DISTRETTI “ITALIANI”
SAINT LEONARD – SAINT MICHEL: Patricia Lattanzio
HONORE- MERCIER: Pablo Rodriguez
BOURASSA: Emmanuel Dubourg
AHUNTSIC CARTIERVILLE: Melanie Joly
PAPINEAU: Justin Trudeau
LASALLE – EMAR VERDUN: David Lametti
DORVAL LACHINE LASALLE: Anju Dhillon
ALFRED PELLAND: Angelo Iacono
LAC SAINT LOUIS: Francis Scarpaleggia”. (aise)