Il messaggero di Sant’Antonio/ Fuschi, l’attore con le ali – di Nicola Nicoletti

PADOVA\ aise\ - ““Dal 14 luglio 2009 vivo stabilmente in Inghilterra. Ero emozionato quando davanti casa, a Manchester, si fermò il camion che scaricava le mie moto, e pensai: ce l’ho fatta”. Le pause e il tono di voce, grave, ricordano quelli di Andrea Camilleri. Anche perché Giacomo Fuschi, come Camilleri, è siciliano. Fisico imponente, pause da attore, Giacomo è stato per 45 anni ufficiale dell’aeronautica militare. Il lavoro lo ha portato un po’ dovunque”. Ad intervistarlo è stato di Nicola Nicoletti per il “Messaggero di Sant’Antonio – edizione per l’estero” di settembre.
“Nel 1973 ha recitato in una compagnia amatoriale. “Iniziai come caratterista, lavorando successivamente anche in Tv – ricorda –. Non mi sono lasciato scappare le occasioni da professionista. Come il Dottor Jekyll e Mister Hyde, la mattina vestivo l’uniforme dell’aeronautica, e la sera diventavo un attore”.
Negli anni ’90 ha lavorato per la Rai, e ha girato un film con Giancarlo Giannini e Victoria Abril; nel 2000 si è esibito con i cabarettisti siciliani Toti e Totino. Nel 2001 suo figlio è partito per Manchester dove si è laureato, specializzandosi in chitarra elettrica e raccogliendo
grandi soddisfazioni.
Anche la figlia, studentessa di Legge, è volata in Inghilterra nel 2003. Alla fine, Giacomo e sua moglie si sono trasferiti oltre Manica. Ma è rimasto l’amore per il teatro.
“Dopo varie esperienze artistiche in Inghilterra, nel 2019 ho fondato l’Atim, “Gli amici del teatro italiano a Manchester”, un progetto dettato dal forte interesse da parte di molti connazionali e di coloro che amano il nostro idioma, di poter gustare rappresentazioni teatrali in lingua italiana. Possono far parte del gruppo anche persone di altre nazionalità che studiano l’italiano e che vorrebbero praticarlo”, spiega Giacomo. Come si trova lontano dalla Sicilia?
“Bene – ammette –. L’Inghilterra non è solo Londra, ma anche altre belle realtà. Gli italiani hanno iniziato ad arrivare a Manchester settant’anni fa”.
Dal 2016 al 2019 Giacomo ha fatto il volontario al Consolato d’Italia, scoprendo il Nord-Est dell’Inghilterra. “Ho conosciuto i pionieri dell’emigrazione. Lavoravano in miniera e nelle fabbriche. Oggi i loro pronipoti, naturalizzati inglesi, di italiano sanno poco. C’è anche un quartiere di italiani, lo stanno riqualificando in maniera notevole, una dinamicità impensabile da noi”.
E l’accoglienza com’è andata? “Molto bene – aggiunge –. È un ambiente storicamente operaio, elemento che determina l’accoglienza”.
Sta per riaprire il Consolato d’Italia, segno di una forte presenza di connazionali. “Il sole, il mare e il cibo me li vivo da turista quando torno in Sicilia”, conclude. Poiché Giacomo e sua moglie sono bravi ai fornelli, hanno avviato un’attività di cucina siciliana tutta preparata in casa, per le fiere del cibo”. (aise)