Il messaggero di Sant’Antonio/ Suoni di luce per non vedenti - di Marinellys Tremamunno

PADOVA\ aise\ - “Con un tamburello legato al piede e marcando il ritmo con il suo basso, Cristóbal Basso dirige l’Orchestra Suoni di Luce a Santiago del Cile. Una formazione di undici musicisti non vedenti, membri della Fondazione Luce, che si sono integrati grazie all’inventiva del suo giovane direttore che, senza essere cieco, è riuscito a creare un proprio metodo di direzione musicale facendo a meno dei tradizionali podio e bacchetta”. Ne scrive Marinellys Tremamunno sul Messaggero di Sant’Antonio – edizione per l’estero di giugno.
““Quando mi sono unito all’orchestra, nel 2015, i musicisti mi hanno detto che non volevano ricevere più applausi di compassione”, ricorda Basso. Queste parole lo hanno spinto a lavorare intensamente per professionalizzare i musicisti, ma non è stata questa la difficoltà più importante: “ho cercato su internet le tecniche di direzione per orchestre di non vedenti, e non ho trovato nulla”; eppure questo non lo ha fermato.
Così Basso ha dedicato i primi due anni al lavoro di creazione del suo metodo di direzione: “abbiamo stabilito codici di comunicazione con segni musicali che comprendiamo tra di noi, senza intaccare l’esecuzione musicale. Ad esempio, uso un piccolo tamburello per indicare l’inizio del brano o se cambia ritmo”.
A 35 anni, Cristóbal Basso ha già vinto la versione cilena 2020 del “Global Teacher Prize for Music”, e l’anno scorso è stato selezionato tra i 50 migliori al mondo. È il risultato di un intenso lavoro: nel 2017 sono riusciti a fare 30 concerti, e l’anno successivo 62. Basso ha un grande legame con i non vedenti, radicato nella sua infanzia.
“Mia nonna Raquel – ricorda – è diventata cieca, e vederla suonare il piano ha sempre attirato la mia attenzione. Inizialmente abbiamo suonato il piano a quattro mani, per questo quando ho iniziato a lavorarci su con l’orchestra, sapevo che sarebbe stato possibile. Ho visto come mia nonna usava la memoria muscolare dei movimenti, tutti i suoi sensi, per potenziare le sue capacità. Ed è stato esattamente quello che ho fatto io con i ragazzi dell’orchestra: impiegare il tatto e l’udito che hanno iper-sviluppato”.
Basso deve la sua sensibilità per la musica alla mamma d’origine italiana, morta nel 1996 quando lui aveva solo 9 anni.
“Mia madre era genovese. Cantava e suonava sempre la chitarra. Sono cresciuto ascoltando la musica italiana”. Oggi si ispira al talento di Andrea Bocelli.
La prossima sfida? “Scrivere e brevettare il mio metodo di direzione” in modo che questa esperienza di successo possa essere replicata in altri Paesi. “Ma il mio sogno più grande è fare una tournée in Italia. Sarebbe meraviglioso tornare alle mie radici e dare ai miei musicisti la possibilità di mostrare il loro talento”. Per contatti: orquesta@fundacionluz.cl”. (aise)