La Voce di New York/ Colombo assediato a New York: arrivano gli Italo-Americani a difenderlo - di Alessandro Casiraghi

NEW YORK\ aise\ - “In centinaia si sono dati appuntamento al Columbus Circle, la rotonda di fronte alla Trump Tower e al Central Park, per salvare la festività del Columbus Day”. A raccontarlo è Alessandro Casiraghi in un articolo pubblicato dal portale di informazione bilingue La Voce di New York.
“Il 22 aprile 2021 la manifestazione di “The Stonewall Protest” ci era andata vicina a Colombo. Non si erano spinti a toccare la statua del navigatore. Ma hanno danneggiato la caravella all’ingresso del Central Park. Erano partiti dall’omonimo bar LGBT della città per ricordare le vittime della brutalità della polizia e della transfobia. La marcia è poi proseguita verso Columbus Circle, dove alcuni manifestanti hanno imbrattato lo USS Maine National Monument, realizzato nel 1912 dallo scultore italiano Andrea Piccirilli.
Il monumento rappresenta la nave da guerra americana che gli spagnoli avrebbero affondato nel 1898 e che diede inizio al conflitto ispano-americano per il controllo di Cuba e dei Caraibi. L’episodio è considerato da alcuni storici l’inizio dell’imperialismo americano. “STONEWALL WAS A RIOT”, hanno scritto sul monumento con della vernice rosa. “Stonewall (la protesta che diede inizio al movimento di liberazione omosessuale in Occidente, ndr) è stata una rivolta”. La manifestazione si è anche scontrata con la polizia. I 6 imbrattatori, ripresi dalle telecamere, sono stati poi arrestati nei giorni successivi.
Nello stesso scenario del Columbus Circle, poco meno di un mese più tardi, il 12 maggio 2021, arrivano gli italo-americani a difendere Cristoforo Colombo. Si sono riuniti in emergenza per denunciare la decisione del Dipartimento dell’Educazione di New York (NYC DOE) di eliminare il Columbus Day. E sostituirlo con la “Giornata dell’eredità Italiana/Giornata delle Popolazioni Indigene”.
“La decisione del NYC DOE viola lo spirito della diversità e dell’inclusione”, dichiara Manny Alfano, presidente di Italian American One Voice Coalition, una rete nazionale di attivisti che combattono la discriminazione e gli stereotipi contro gli italo-americani. “Crediamo che questa legislazione dell’odio sia una palese violazione dei nostri diritti civili e meriti di essere contestata. Milioni di italoamericani celebrano questa festa come parte della loro cultura e lo hanno fatto per molti decenni. È un orgoglioso simbolo degli immigrati e una dichiarazione di inclusione nella società americana”.
“Cristoforo Colombo è qui, è qui per restare”, ha detto l’avvocato Arthur Idola durante la manifestazione. “E a nome degli avvocati, faremo tutto ciò che il sistema legale ci consente per assicurarci che Colombo non sia dimenticato”.
Secondo gli organizzatori, erano presenti circa 200 persone all’evento. “Ma ogni leader ha rappresentato centinaia dei suoi membri”, ci racconta Josephine A. Buscaglia Maietta, insegnante italo-americana e presidente dell’Associazione degli Educatori Italo-Americani (AIAE). “Come educatore e presidente AIAE ho la responsabilità di educare la comunità sui fatti documentati della storia dell’esplorazione di Colombo dei Caraibi nell’emisfero occidentale”. E aggiunge: “Ho insegnato ai miei studenti a prendere la strada meno battuta, proprio come fece Colombo”.
Da 1934, anno in cui il presidente Franklin Delano Roosevelt designò il Columbus Day come festa nazionale, Colombo è il simbolo degli italo-americani. “Associo qualsiasi menzione di Colombo alla mia identità”, ci confessa Josephine. E aggiunge che, per lei, Colombo è la sua “icona culturale dall’infanzia in Italia e come italo-americana negli Stati Uniti”. Il sindaco di NYC, Bill de Blasio, e il governatore dello stato di NY, Andrew Cuomo, entrambi italo-americani, non sono mai mancati alla parata del Columbus Day.
Ma le cose sono cambiate. Soprattutto dopo il 2020. La pandemia, il clima politico sempre più polarizzato e la brutalità della polizia contro la comunità afro-americana in diretta sui social media hanno contribuito a far sì che anche una statua o una commemorazione si trasformino in un campo di battaglia.
New York City è l’esperimento sociale in cui le comunità del mondo convivono o per lo meno ci provano. Italiani e indigeni, israeliani e palestinesi, indiani e pakistani, americani e russi. NYC è un’occasione preziosa di convivenza pacifica e civile che ha pochi altri simili nel mondo. Se ogni comunità si sente attaccata dall’altra, forse l’esperimento ha perso la direzione. Colombo è l’uomo giusto per aiutarci a ritrovare la rotta?”. (aise)