LondraItalia/ Un anno di Brexit: cosa c’è da sapere per venire a studiare, lavorare, vivere nel Regno Unito - di Gabriella Bettiga

LONDRA\ aise\ - “È passato più di un anno dalla Brexit e lo scenario per gli italiani che pensano ad un futuro in Gran Bretagna è drasticamente cambiato. Chi desidera trasferirsi in UK può ancora farlo, ma ci sono delle regole da rispettare ed è importante non commettere errori che potrebbero costare finanche l’espulsione dal Paese”. In un articolo in primo piano sul portale di informazione bilingue LondraItalia.com, l’esperta in materia di leggi migratorie Gabriella Bettiga, che da tempo collabora con il giornale, risponde alle domande più frequenti che le vengono rivolte, “nella speranza di chiarire alcuni dubbi”. Eccole di seguito.
Posso venire a lavorare in UK?
Chi non ha vissuto in UK prima del 31 dicembre 2020 non ha diritto a lavorare nel Regno Unito se non è fornito di permesso di lavoro. Per ottenere questo permesso bisogna avere uno sponsor, cioè un datore di lavoro disposto ad assumerci. Bisognerà poi fare domanda di visto di ingresso a scopo lavorativo e solo quando la domanda sarà approvata si potrà entrare in UK e cominciare il proprio impiego.
Che tipo di lavoro può essere sponsorizzato?
Non tutti gli impieghi sono sponsorizzabili. Bisogna essere skilled workers, cioè svolgere un lavoro qualificato, che rientra in una lista di professioni pubblicata dall’Home Office. Non è più necessario avere una laurea per poter beneficiare del sistema a punti applicabile agli skilled worker, ma molti lavori che non richiedono particolare esperienza o un titolo di studio sono esclusi, in quanto il governo ritiene che sia possibile impiegare lavoratori già risiedenti in UK per queste mansioni. L’Home Office ha appena inserito tra i lavori sponsorizzabili quello di home carer, cioè badante, ma in tal caso bisogna lavorare per un’agenzia o un business e non si può essere sponsorizzati da privati.
Qualsiasi datore di lavoro può sponsorizzarmi?
Solo i datori di lavoro in possesso di una sponsor licence, cioè di una licenza rilasciata dall’Home Office, possono sponsorizzare lavoratori stranieri. Molte società stanno facendo domanda per ottenere questa licenza, ma non sempre le piccole imprese hanno interesse a diventare sponsor per i costi associati all’assunzione di lavoratori migranti.
Sono stata nel Regno Unito prima della fine del 2020, posso ancora fare domanda di pre-settled status?
I termini per presentare domanda di pre-settled status sono scaduti il 30 giugno 2021, ma per il momento l’Home Office accetta ancora domande tardive, purché ci siano validi motivi per il ritardo. Molti si stanno rendendo conto solo ora che, se hanno passato un periodo di tempo in UK prima della Brexit e sono poi dovuti andar via a causa della pandemia, potrebbero ancora avere la possibilità di fare domanda di pre-settled status. Se si è lasciato il Paese per affrontare il lockdown con la propria famiglia in Italia, se ci sono state difficoltà a rientrare a causa di cancellazioni di voli, se per motivi di salute si è preferito non rischiare un viaggio aereo, o se per altri motivi gravi e al di fuori del vostro controllo, non avete accumulato la residenza necessaria per ottenere il pre-settled status, vale la pena controllare se c’è ancora la possibilità di presentare domanda. Situazioni come queste sono complesse e bisogna leggere con attenzione quanto pubblicato sul sito del governo o chiedere il parere di un esperto.
Posso entrare in UK come turista e poi cercare lavoro?
A parte poche eccezioni, la domanda di permesso di lavoro va fatta prima di entrare nel Paese, per cui non è possibile venire come visitors, cioè turisti senza alcun permesso, cominciare a lavorare e poi presentare la domanda. Resta però possibile fare un colloquio o contattare potenziali datori di lavoro. In caso si sia fermati dal Border Control all’arrivo, attenzione a non fare confusione se vi vengono fatte domande circa le vostre intenzioni. Se i border officers, a seguito delle vostre risposte, ritengono che siate qui per lavorare senza visto, vi può essere negato l’ingresso e potreste essere rimpatriati”. (aise)