L’UE ACCELERA SUL PASSAPORTO VACCINALE. IL 17 MARZO LA PROPOSTA LEGISLATIVA PER “FACILITARE I VIAGGI” – DI FABIANA LUCA

L’Ue accelera sul passaporto vaccinale. Il 17 marzo la proposta legislativa per “facilitare i viaggi” – di Fabiana Luca

BRUXELLES\ aise\ - “Si chiamerà Pass verde digitale e servirà a facilitare gli spostamenti degli europei dentro l’Unione in vista della stagione estiva, cercando di evitare discriminazioni tra chi ha avuto accesso al vaccino anti-COVID e chi ancora no. Dopo la dichiarazione d’intenti della scorsa settimana al Consiglio europeo, la Commissione annuncia che presenterà il 17 marzo una proposta legislativa per quello che nei fatti sarà un passaporto vaccinale per viaggiare e facilitare la libera “circolazione in sicurezza nell’Ue”. Fornirà la prova che una persona è stata vaccinata, ma, per evitare discriminazioni con chi non ha ricevuto il vaccino, mostrerà anche i risultati dei test anti-Covid per le persone non ancora inoculate e le informazioni sulla ripresa per le persone che hanno contratto la malattia COVID-19 e sono guariti”. Ne scrive Fabiana Luca per “Eunews”, quotidiano online diretto a Bruxelles da Lorenzo Robustelli.
“Dopo l’annuncio su Twitter della presidente Ursula von der Leyen di questa mattina (ieri - ndr), il vicepresidente esecutivo Margaritis Schinas ha anticipato al termine di una videoconferenza dei ministri della Salute che la proposta sarà avanzata il 17 marzo, in modo da finire sul tavolo dei capi di Stato e governo al prossimo Consiglio Europeo del 25 e 26 marzo. Sarà uno strumento legale a tutti gli effetti in linea con i trattati europei sulla libera circolazione per garantire “una riapertura in sicurezza” proprio in vista dell’estate, quando l’Ue non avrà ancora raggiunto il suo obiettivo di vaccinare il 70 per cento della sua popolazione complessiva (447 milioni).
Per Schinas, vicepresidente con portafoglio allo Stile di vita europeo, “in tempi straordinari servono strumenti altrettanto straordinari”, ma dalla Commissione hanno precisato che lo strumento rispetterà protezione dei dati, sicurezza e privacy. “Il pass riguarderà lo spostamento tra una frontiera ed un’altra, ma non quanto potrà essere fatto col pass all’interno dello Stato membro”, ha precisato un portavoce dell’Esecutivo comunitario durante il briefing con la stampa, lasciando intendere che gli spostamenti nazionali dovranno essere decisi dagli Stati membri. I Paesi Ue hanno concordato a gennaio i requisiti di base dei dati per un certificato di vaccinazione per ragioni mediche e probabilmente il pass per i viaggi sarà organizzato su questi dettagli. Al briefing con la stampa, i portavoce della Commissione hanno specificato che l’esecutivo dell’UE cercherà di coordinare gli standard di sicurezza e di aiutare a collegare i sistemi sanitari nazionali. Serviranno circa tre mesi di lavoro per stabilire i dettagli tecnici su quali informazioni saranno inserite nel pass.
“Sono lieto che la Commissione europea abbia riconosciuto l’urgenza di attuare il passaporto verde digitale”, scrive in un tweet il cancelliere austriaco, Sebastian Kurz. “Sarebbe fatale lasciar passare mesi qui. Il passaporto verde digitale per coloro che sono stati vaccinati, testati e guariti è la possibilità di riconquistare la libertà di viaggio e le vecchie libertà in tutta Europa”.
Paesi del sud Europa come Spagna e Grecia spingono su un passaporto per sfruttare a pieno la stagione turistica, mentre altri Paesi come Francia e il Belgio dovranno essere convinti dall’Ue che non ci saranno discriminazioni per coloro che in estate non saranno ancora vaccinati. Secondo la ministra degli Esteri belga, Sophie Wilmès, la proposta di ‘pass’ è “confusa rispetto all’obiettivo che questo certificato dovrebbe perseguire”. E spiega che per il Belgio non si può collegare la vaccinazione alla libertà di movimento in Europa. “Il rispetto del principio di non discriminazione è più che mai fondamentale poiché la vaccinazione non è obbligatoria e l’accesso al vaccino non è ancora generalizzato”.
Quella del passaporto vaccinale “resta ancora una questione delicata e difficile: non saremo in grado di vaccinare l’intera popolazione dell’UE entro l’estate, né l’intera popolazione adulta. Quindi, quali diritti darà il passaporto vaccinale?”, evidenzia il commissario europeo all’Economia, Paolo Gentiloni, intervenendo a un evento di ANSA. “Dobbiamo considerare che non ci saranno vaccini a disposizione di tutti, e quindi chi risulterà non vaccinato lo sarà per assenza di dosi. Dobbiamo evitare trattamenti iniqui, e non sarà facile facile trovare questo equilibrio”.
Accelerare le vaccinazioni
Bruxelles si aspetta nei prossimi mesi l’arrivo massiccio di molte più dosi di vaccini di quelle attualmente a disposizione, “in linea con i nostri accordi” con i produttori, ha detto la commissaria alla Salute, Stella Kyriakides, al termine del Consiglio Salute. “È essenziale essere preparati per le vaccinazioni di massa, per far fronte al crescente ritmo delle consegne”. Secondo le stime di Bruxelles dovrebbero arrivare 300 milioni di dosi nel secondo trimestre dell’anno, che se dovessero arrivare tutte sarebbero più che sufficienti all’Ue per raggiungere l’obiettivo di immunizzare il 70 per cento della sua popolazione totale. Ammesso che non ci siano nuovi ritardi annunciati dalle case farmaceutiche, come nel primo trimestre. “Dobbiamo continuare a vaccinare il più rapidamente possibile, specialmente di fronte alle nuove varianti”, ha detto Kyriakides”. (aise) 

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