Mille Nonne, il cibo italiano e sostenibile nel cuore della Lower East Side - di Francesca Magnani

NEW YORK\ aise\ - “Abbiamo incontrato Pilar Rigon, la proprietaria di Mille Nonne, uno stand dal contenuto originale che rivede il cibo italiano in chiave sostenibile e cosmopolita nel contesto dell’Essex Market, il mercato più internazionale e antico nel cuore della Lower East Side”. Ad intervistarla è stata Francesca Magnani per “La voce di New York”, quotidiano online fondato e diretto da Stefano Vaccara.
D. Come e quando è nata la tua prima ispirazione ai fornelli?
R. Da mia mamma, quando da piccola mi portava al mercato. Con mia madre c’è un rapporto particolare, da sempre. Anche adesso che vive in Costa Rica da sola continuiamo a scambiarci continuamente ricette e piccole dritte per migliorarle. Ci vediamo online e condividiamo tutto. La passione, lei, l’ha ereditata da mia nonna Maria, donna energica e creativa anche in cucina e suffragetta impegnata nella lotta per il riconoscimento dei diritti delle donne.
D. Cosa ti ha portato negli USA?
R. Quando nel 1991 sono venuta per la prima volta negli Stati Uniti sono approdata a Fort Lauderdale, in Florida, ospite di un amico di famiglia, ma è stato solo arrivando a New York che mi sono letteralmente innamorata di questa città incredibile e ho deciso, come per un colpo di fulmine, che sarebbe stata la mia nuova casa. Quando vi arrivai avevo con me un quaderno scritto a mano da mia madre con tutte le migliori ricette che conosceva. Un tesoro inestimabile che ancora custodisco.
D. Come si inserisce il vostro locale all’interno dell’Essex Market?
R. All’inizio Mille Nonne cucinava per eventi speciali, catering, cose così. Avevamo pensato di diventare quel che oggi qui si chiama un ghost restaurant. Niente di più diverso da ciò. Dopo aver aperto la nostra prima location nel rinnovato Essex Market nel Lower East Side a Manhattan, il contatto con il pubblico e l’esperienza dello scambio di sensazioni è diventato forse l’aspetto più importante. Ricordo quando ci recammo negli uffici della città per discutere l’eventualità della nostra partecipazione al Market. L’ufficio era molto formale, noi non lo eravamo, e ci presentammo con dei contenitori pieni delle nostre particolari lasagne. Il concetto piacque molto, ma il cibo parlò ancora meglio di noi e i contenitori rimasero lì, a farci da biglietto da visita.
D. Come hai affrontato e superato il periodo delle restrizioni della pandemia?
R. New York è per me un luogo speciale, in cui tutto ciò che accade fornisce spunti di riflessione. Così, anche quando è iniziata la pandemia, dopo un breve periodo di shock abbiamo deciso di restare, di resistere a ogni costo e osservare come la città avrebbe reagito. Della pandemia conoscevamo già gli effetti con circa un mese di anticipo, visti i contatti giornalieri con familiari e amici in Italia. E immaginavamo che a New York, vista la densità della popolazione e l’incessante attività dei suoi abitanti, il Covid avrebbe colpito duramente. Abbiamo deciso di abbracciarla, NYC, di stare con lei, di difenderci insieme a lei e di fornirle il nostro supporto qualora ne avessimo avuta l’occasione.
D. Quali piatti consigliate a chi passa da voi?
R. Dopo aver scoperto di essere intollerante al lattosio, anni fa, mi sono resa conto che era necessario esplorare anche strade alternative e questa visione mi ha aperto la mente verso la sperimentazione. Da lì sono nate nuove ricette che ora portano la firma Mille Nonne e che dai nostri clienti sono molto amate. Fra queste ci sono le nostre lasagne, cremose ma leggere, le polpette di tacchino e quinoa che hanno segnato la nostra nascita, il pesto vegano e i biscotti con la curcuma e l’olio d’oliva”. (aise)