“ORA POSSO ESPRIMERE LA MIA OPINIONE”: 250 MILA NUOVI AUSTRALIANI VOTANO PER LA PRIMA VOLTA – DI DAVIDE SCHIAPPAPIETRA E FARES HASSAN

“ORA POSSO ESPRIMERE LA MIA OPINIONE”: 250 MILA NUOVI AUSTRALIANI VOTANO PER LA PRIMA VOLTA – di Davide Schiappapietra e Fares Hassan

MELBOURNE\ aise\ - “Più di un milione di cittadini australiani e nuovi elettori si sono iscritti al voto dopo le elezioni federali del 2016. La cifra di 1.030.000 nuove iscrizioni, fornita dall'Australian Electoral Commission, include circa 252.000 nuovi cittadini che hanno inserito il loro nome nelle liste elettorali utilizzando i moduli di iscrizione forniti durante le cerimonie di cittadinanza. Si tratta di un quarto di milione di "nuovi australiani", migranti che sono diventati cittadini negli ultimi tre anni. E voteranno per la prima volta per scegliere il governo federale australiano sabato 18 maggio”. A scriverne sono Davide Schiappapietra e Fares Hassan su “Sbs Italian”, lo Special Broadcastin che trasmette in italiano in tutta l’Australia.
“Per molti di loro, l'acquisizione del diritto al voto contribuisce ad un maggiore senso di appartenenza al loro nuovo paese, dove hanno vissuto e lavorato per molti anni. "Adesso sento di essere una 'persona completa'", dice Paola Magni, 37 anni, scienziata forense impegnata in indagini penali, trasferitasi a Perth dall'Italia nel 2013. Paola è infatti diventata cittadina australiana poche settimane fa.
"Mi sento più australiana perché ora posso avere una voce in Australia e anche il mio 'piccolo' voto può contribuire a un cambiamento. Sono davvero orgogliosa di poter votare", dice Paola a SBS Italian.
Le fa eco Giancarlo Tosti-Croce, 39 anni, consulente nel settore minerario.
Nato in Cile da una famiglia di origini italiane, Giancarlo è arrivato in Australia nel 2011 ed è diventato cittadino nel novembre 2018. Vive a Sydney e trascorre lunghi periodi di lavoro in South Australia.
"Dopo tanti anni senza poter votare e poter dire la mia, l'essere in grado di esprimere il mio voto è una cosa molto importante, una pietra miliare importantissima", dice Giancarlo.
"La possibilità di votare rafforza il mio senso di appartenenza all'Australia", sostiene Bri Willis, 29 anni. "Ho già votato nelle elezioni del New South Wales ed è stata la prima volta che stavo davvero facendo qualcosa di australiano, oltre al celebrare l'Australia Day bevendo".
Bri lavora nel settore musicale ed è arrivata a Sydney dalla sua città natale, New York, nel 2012, acquisendo la cittadinanza alla fine del 2017.
Per molti di questi nuovi australiani, l'acquisizione del diritto di voto è un evento estremamente significativo a livello personale.
Safana Al-Faris, 63 anni, è diventata cittadina australiana quest'anno.
"Questa è davvero la prima volta che posso esprimere il mio voto dopo aver vissuto per otto anni in Australia: ottenere la cittadinanza non è stato un percorso facile, per questo guardo al mio voto di quest'anno come a un vero traguardo".
Safana era impaziente di votare per la prima volta: "Ero talmente entusiasta che ho già mandato il mio voto (attraverso il voto postale)".
Anche Paola Magni è impaziente di poter esprimere la propria opinione. Secondo lei, votare è un diritto e un dovere per chiunque, qualunque sia il paese da cui provengono.
"Per me è un qualcosa di molto importante l'essere in grado di esprimere il mio voto in questa nazione", dice. "Anche perché il tipo di lavoro che faccio [come scienziata e insegnante specializzata in investigazioni criminali] è strettamente connesso con il mondo politico".
L'idea di poter contribuire alla prosperità dell'Australia attraverso le proprie competenze è comune tra questi nuovi australiani.
"Lavoro nel settore musicale e oggi sento il bisogno di votare più che mai per proteggere il mio settore non solo nel New South Wales, ma anche in tutta la nazione", afferma Bri Willis.
"Due o tre anni fa avrei detto che il mio interesse [verso le elezioni] era zero e avrei votato, se avessi avuto il diritto, solo per non essere multata".
Ma le cose sono cambiate da quando è diventata cittadina, e Bri dice di sentirsi ora coinvolta nel processo democratico australiano.
"Ora leggo i giornali ogni giorno e sono diventata più consapevole rispetto a questioni come la mancanza di azioni sul riscaldamento globale, il modo in cui vengono trattati gli aborigeni, la situazione delle persone detenute nei centri offshore".
È anche importante sottolineare che il voto consente a coloro i quali sono emigrati in Australia di contribuire a un dibattito pubblico che spesso ruota proprio intorno a loro.
"La migrazione è un tema molto caldo in queste elezioni e i politici parlano di migranti che si trovano nel paese", afferma Giancarlo Tosti-Croce. "Parlano di persone che non possono esprimere la propria opinione e io ero uno di loro, ma ora posso farlo".
Sia Giancarlo che Paola sostengono che adesso gli altri australiani, le istituzioni e i politici prenderanno più sul serio le loro opinioni, in quanto elettori. Paola sottolinea che ora sarà in grado di parlare con i politici della sua circoscrizione elettorale, e che potrà farlo con la "forza" di una cittadina che vota e che paga le tasse.
"Posso forse aiutarli a capire il mio mondo e vedere se possono fare qualcosa per migliorarlo"”. (aise) 

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