PARTE MALISSIMO PER MAY IL DIBATTITO PARLAMENTARE SULL’ACCORDO BREXIT

PARTE MALISSIMO PER MAY IL DIBATTITO PARLAMENTARE SULL’ACCORDO BREXIT

BRUXELLES\ aise\ - “È partito proprio male per la premier britannica Theresa May il dibattito parlamentare che la prossima settimana porterà al voto sull’accordo con l’Unione europea per la Brexit. Ieri (martedì 4 - ndr) è stata sconfitta in tre voti dei deputati “a margine” della questione, tra i quali una censura che oggi (ieri - ndr) l’ha obbligata a rendere pubblico un rapporto che lei tentava di tenere segreto nel quale si spiega che in base all’intesa con Bruxelles di fatto Londra non si libererà mai del tutto dai legami con l’Ue, in particolari quelli che le creano vincoli commerciali e doganali. Per via dell’Irlanda del Nord”. È quanto si legge su “Eunews”, quotidiano online diretto a Bruxelles da Lorenzo Robustelli.
“Il rapporto di Geoffrey Cox, l’Attoney General del governo (il primo consigliere legale, una sorta di capo dell’Avvocatura dello Stato in Italia), spiega che il Regno Unito potrebbe rimanere legato all’Europa “per un tempo indefinito” e questo May voleva tenerlo nascosto, ma il voto parlamentare l’ha costretta a rivelarlo. Il documento, 52 pagine, sostiene anche che i negoziati futuri tra Londra e Unione europea per i rapporti futuri potrebbero durare all’infinito, con uno “stallo” ingestibile, e che Londra non ha alcuna potere legale per uscire dall’accordo sull’Irlanda.
Tutte cose note, ma ora scritte nero su bianco dal più importante avvocato britannico, e dunque i brexiters hanno una carta in più da giocare contro May e contro l’accordo. Perché non va mai dimenticato che il tema formale è la Brexit, ma quello “vero” che anima la gran parte dei brexiters è il controllo del partito conservatore, ad ogni costo.
Dopo il periodo di transizione, se non ci sarà un accordo sul confine irlandese tra Londra e Bruxelles, si attiverebbe automaticamente il backstop (in sostanza il prolungamento della permanenza di Uk nell’Unione doganale, senza possibilità per Londra di dire “ora usciamo”) fino a quando non verrà trovata una soluzione stabile. La premier l’ha sempre definita una “soluzione d’emergenza”, ma questo rapporto ha confermato le preoccupazioni dei più pessimisti”. (aise) 

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