PROMUOVERE IL RISPETTO RECIPROCO CONTRO L’INTIMIDAZIONE, ANCHE IN ITALIANO – DI FABRIZIO INTRAVAIA

Promuovere il rispetto reciproco contro l’intimidazione, anche in italiano – di Fabrizio Intravaia

MONTREAL\ aise\ - “Il bullismo e l’intimidazione nelle scuole sono fenomeni purtroppo ancora troppo diffusi negli ambienti scolastici. A farne le spese sono spesso i bambini più sensibili, più timidi o più deboli che nelle classi o nei cortili delle scuole subiscono le angherie e le prepotenze di quelli più grandi o più forti. Tali metodi di sopraffazione possono assumere varie forme, dalla violenza verbale a quella psicologica fino a quella fisica e tutte queste forme di abuso possono avere delle serie conseguenze su chi le subisce. Proprio per contrastare questo triste fenomeno che “avvelena” le scuole, Nadia Laliberté, un’educatrice che risiede nella città di Québec, ha messo a punto un sito web in cui ha pubblicato dei disegni animati che parlano del bullismo e che suggeriscono piste di soluzione per risolvere il problema”. Ad intervistarla è stato Fabrizio Intravaia per il “Corriere italiano” che dirige a Montreal.
““È un progetto – spiega Nadia – nato nel 2016 per aiutare i bambini vittime dell’intimidazione. Ho pensato di creare dei disegni animati divisi per fasce d’età, destinati cioè ai bambini dai 5 ai 7 anni, dai 7 ai 9 e dai 9 ai 12 perché ogni fascia d’età ha bisogno del linguaggio più appropriato; i piccoli di 5 anni non recepiscono il fenomeno del bullismo allo stesso modo dei più grandicelli.
L’intimidazione – afferma – può cominciare sotto certi aspetti perfino nella scuola materna. Con un gruppo di insegnanti e di psicologi abbiamo creato delle “mise en situation” proprio per aiutare i bambini vittime di bullismo a sviluppare un senso di autostima, per sensibilizzarli e far prendere loro coscienza e conoscenza del fenomeno intimidazione che non è una condizione accettabile. Se i bambini non sviluppano tale autostima non potranno affermarsi e non potranno contrastarlo efficacemente. L’autostima è la chiave – aggiunge – per risolvere il problema non solo per coloro che subiscono la violenza ma anche per quelli che la fanno che non comunicano in maniera costruttiva e che non rispettano gli altri.
Inoltre, visto che il bullismo è un fenomeno diffuso in tutto il mondo, ho pensato di dare al progetto un respiro internazionale traducendo o facendo tradurre i disegni animati in quattro lingue: francese e inglese, ovviamente, ma anche in italiano e spagnolo”.
Io e l’Italia
Nadia Laliberté è una grande appassionata del Bel Paese. “Sono stata in Italia ben 9 volte – afferma – ed ho imparato l’italiano proprio così, viaggiando ed entrando in contatto con coloro che poi sono diventati i miei amici. Quando vado in Italia in genere vado a Castiglion del lago (sulle sponde del lago Trasimeno, in provincia di Perugia) e poiché in Canada risiedono molti italiani ho pensato di pubblicare i disegni anche nella vostra lingua”.
L’educatrice ha ricevuto per il suo lavoro diversi riconoscimenti che ne hanno salutato la grande utilità per le scuole e per la nostra società. Tra di essi una lettera di congratulazioni e di incoraggiamento da parte del Cardinale Gérald C. Lacroix, Arcivescovo di Québec e da parte del Ministero dell’Istruzione dell’Ontario. Prima che iniziasse la pandemia Nadia ha avuto contatti con diverse scuole dove ha potuto fare delle presentazioni ed ha messo a punto anche degli atelier sul fenomeno del bullismo.
“Il mio sito web è accessibile gratuitamente a tutti. Il mio obiettivo – conclude Nadia – è di aiutare gli altri. Io stessa da piccola ho vissuto il fenomeno dell’intimidazione ma grazie allo sviluppo del senso di autostima sono riuscita ad affermarmi e da quel momento nessuno è riuscito più ad intimidirmi. Sono partita da un’esperienza personale di cui mi sono servita, insieme ai miei studi, per mettere a punto degli strumenti utili a tutti””. (aise) 

Newsletter
Notiziario Flash
 Visualizza tutti gli articoli
Archivi