Quale cavallo cavalcare? - di Nello Gargiulo

SANTIAGO DEL CILE\ aise\ - “Amintore Fanfani e Aldo Moro venivano indicati come due cavalli di razza nella politica italiana dei primi decenni del dopoguerra. Entrambi formati nelle scuderie del Cattolicesimo Democratico italiano, fecero della politica un lavoro al servizio del bene comune. Anche l’esercizio del potere si sfilava da questa convinzione. Questo fu il cavallo che cavalcarono”. Così scrive Nello Gargiulo nell’editoriale del nuovo numero di “Presenza”, quindicinale edito a Santiago.
“La grande voglia di vivere, godere e proiettare la vita che rinasce in quegli anni dorati viene immortalata nella “Dolce Vita” di Fellini del 1960. L’Italia dei sogni e del buon vivere che Fellini racconta, vale la pena riguardarsela non tanto per nostalgia ma per trovare stimoli nel presente che già sfoggia sintomi di speranza. L’ammirazione per questo capolavoro di Fellini diventa ancora più emozionante e completa con la parodia della Doce vita di Toto e Peppino De Filippo, altri due grandi del cinema italiano che nel 1961 negli stessi luoghi, iniziando da Via Veneto, girano la loro versione dell’Italia che cambia.
Due facce di una stessa medaglia e di un’Italia che stava crescendo economicamente ma forse non del tutto coerente con l’essenza che la stessa carta costituzionale aveva sancito: l’Italia è una Repubblica Fondata sul lavoro. I due grandi comici preconizzano questa fase di benessere con le luci ed ombre degli anni che seguirono ed avvertono in qualche modo di non lasciarsi sopraffare dal lavoro, quello speculativo e della politica stessa quando si riduce a pezzi di potere.
Sul senso del lavoro, il Presidente Mattarella ha richiamato il primo maggio scorso l’attenzione di tutti, su quello buono che è la pietra angolare comune su cui ricostruire la vita del paese per riportarlo fuori da questa emergenza. È un messaggio di speranza, quello che lancia; un appello all'unità ed un invito a “non cavalcare lo sconforto” e a “non sprecare l'occasione” del Piano Nazionale di rinascita e resilienza per “perseguire il bene comune”.
Un piano dove anche le Bussines Community italiane all’estero possono trovare spazi perché al loro interno sono portatrici di interessi e di valori anche culturali e sociali. Nuove competenze e stimoli si possono allineare nel concetto di GLOBUS ET LOCUS coniato da Piero Bassetti.
Ecco il lavoro, il buon lavoro, il cavallo da cavalcare. Sono le briglie e non le parole con cui si stimola l’intelligenza del cavallo: per il galoppo, la corsa, il salto, il traino, ecc. Sono le braccia dell’uomo e della donna, l’intelligenza, la creatività e l’onestà si racchiudono in un quadrilatero virtuoso di ogni forma di lavoro.
La Rinascita economica e sociale dell’Italia, ma questo vale per tutte le società, passa con le parole del Presidente Mario Draghi, in Portogallo pochi giorni fa: troppe disuguaglianze ci sono ma non lasciare indietro gli ultimi.
Riprendere in mano le briglie del lavoro produttivo è più che mai urgente”. (aise)