TOMMASO, MODERNO RE MAGIO ITALIANO IN KENYA - DI FREDDIE DEL CURATOLO

TOMMASO, MODERNO RE MAGIO ITALIANO IN KENYA - di Freddie del Curatolo

MALINDI\ aise\ - “Tommaso Menini, trentasettenne milanese, è l’ennesimo “cervello in fuga” dall’Italia che ha scelto il Kenya per il suo business completamente sostenibile, che oltre a rispettare l’ambiente, aiuta le comunità pastorali del Nord e Nord Est del Paese. Ormai per Menini, trasferitosi giovanissimo in Australia dove si è laureato in Commercio Internazionale a cui ha aggiunto un master in comunicazione e marketing, di ritorno nella sua Milano. Solo un anno, per poi tornare all’estero e abbracciare l’Africa. Il Belpaese non è al momento un’opzione lavorativa”. Di lui scrive Freddie del Curatolo su “malindikenya.net”.
““Dopo gli studi in Oceania, ho lavorato come cooperante in Uganda, nella regione del Karamoja – racconta Tommaso – e lì ho iniziato ad interagire con le comunità locali, lavorando a progetti sulle microeconomie nelle zone aride e semiaride. Poi il trasferimento in Kenya, sempre inizialmente come cooperante ma anche per motivi affettivi”.
Casi della vita: a Sidney Tommaso ha conosciuto una donna keniana che sarebbe diventata la madre di suo figlio Dante, che oggi ha 5 anni ed è, come dice lui stesso, il suo stimolo più grande ad alzarsi tutti i giorni e lavorare al successo della sua azienda.
È nelle zone semi-aride del Kenya, come Isiolo, Moyale, Marsabit e Wajir, che l’italiano trasforma la sua passione in affari, mettendo sempre in primo piano la tutela dell’ambiente, già provato dalla deforestazione per fare delle poche piante presenti carbone, e l’aiuto alle comunità locali.
La sua intuizione è la raccolta di gomme e resine.
Un moderno Re Magio pronto a trasformare in oro l’incenso e la mirra.
“Ho deciso di fondare un’azienda, la Agar (African Agency for Arid Resources) – spiega Tommaso – che si concentra soprattutto sulla lavorazione della gomma arabica, di incenso e mirra che attraverso l’antichissimo processo della distillazione a vapore, vengono trasformati in olii essenziali. Lavorando con la gente di luoghi poveri e minati da tensioni etniche e da condizioni climatiche spesso difficili, allo stesso tempo svolgo campagne di sensibilizzazione per salvare piante che possono dare sostentamento attraverso la collezione di resine, che non è affatto invasiva”.
Il forte impatto sociale ed ambientale dell’azienda messa in piedi dal commerciante italiano, è una delle tante interessanti realtà in crescita in Kenya e sta attirando l’interesse di organizzazioni e partner internazionali.
“Ci siamo occupati di risorse grezze per quasi due anni, prima di focalizzarci sull'aggiunta di valore attraverso la distillazione di resine (incenso e mirra) e la lavorazione della gomma arabica. Abbiamo investito e ottenuto finanziamenti per macchinari che nel futuro prossimo potranno espandere la nostra attività ed includere tra i nostri prodotti anche piante grasse come Aloe, Agave e Opuntia, anche loro tipiche di zone aride e semi-aride”.
L’attività frenetica di Tommaso e l’esperienza accumulata nel settore, lo porta anche a lavorare anche come consulente per analisi, studi e valutazioni dirette ad attività nelle suddette zone, dove Agar è tra i pochi esponenti del settore privato ad avere una presenza regolare e concreta.
“Stimolando ONG ed istituzioni come ad esempio la FAO, che presto collaborerà con noi, possiamo dare una speranza in più ad aree particolarmente colpite dal cambiamento climatico – afferma Tommaso – d’altronde abbinare uno spirito imprenditoriale moderno con attenzione al sociale ed ecosostenibilità è la formula giusta oggi in Africa per un’attività sana e redditizia”.
Il Kenya ormai è casa per Tommaso e non solo perché non si separerebbe mai dal piccolo Dante. Qui c’è la possibilità di crescere e far crescere, anche se un occhio è sempre rivolto all’Italia dove un giorno gli piacerebbe tornare per aiutare il suo paese natale, mettendo a disposizione il suo talento.
“Mi sentirò sempre italiano per lo spirito di adattamento che riconosco in me ed in tanti miei connazionali – ammette – ringrazio il mondo anglosassone come palestra di vita e di business, e oggi benedico l’Est Africa come la mia casa, spero per ancora molti anni a venire”. (aise) 

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