UNIVERSITÀ UK: ANCHE GLI STUDENTI HANNO IL LORO "SINDACATO"

UNIVERSITÀ UK: ANCHE GLI STUDENTI HANNO IL LORO "SINDACATO"

LONDRA\ aise\ - "I giovani che iniziano un corso di laurea in Gran Bretagna in genere lo fanno lontano da casa. Quindi lasciano famiglia e amici, per imbarcarsi in un’avventura completamente nuova, sia per il tipo di insegnamento che devono affrontare sia per i rapporti sociali. Un mondo da ricostruire, che a volte finisce per preoccupare anche i genitori. In realtà, però", spiega un articolo pubblicato oggi in primo piano da LondraItalia.com, "nelle università inglesi, tutti gli studenti hanno a disposizione un’organizzazione che li aiuta a sentirsi meno soli.
Ad assisterli pensa la Students’ Union, ovvero l’Unione degli Studenti, che spesso diventa una seconda famiglia. Questa organizzazione studentesca è diffusa in tutte le università britanniche e fa riferimento a un coordinamento nazionale, che viene ascoltato anche dal Ministero e spesso fa le pulci alle decisioni del Governo in materia di educazione.
Gli obiettivi fondamentali dell’Unione degli studenti sono tre. Anzitutto si occupa della socializzazione tra gli studenti all’interno del campus, sviluppando numerose attività sportive, culturali e ricreative, che diventano occasione di incontro per chi si trova solo in una città sconosciuta. Ad esempio ci sono la Fresher Week, con eventi dedicati alle matricole, utili per entrare in contatto con il mondo accademico o il Graduation Ball, festa di fine anno per chi ha completato il ciclo di studi.
Il secondo obiettivo è quello di rappresentare gli studenti all’interno e all’esterno delle istituzioni, su questioni di carattere locale ma appunto anche di livello nazionale. Si tratta, in fondo, di una specie di “sindacato” degli studenti, che raccoglie le loro istanze e le sostiene, cercando di modificare quello che non funziona nell’ateneo.
A livello pratico le ricadute sono tantissime. Si va dalla richiesta di non pubblicare i nomi dei candidati che non passano gli esami o i loro voti, sostenuta per Oxbridge, fino alla pretesa di spostare i ritratti di ex alunni considerati rappresentativi di oppressione o simbolo di sessismo o di razzismo (diversi i casi recenti, registrati anche dalla stampa internazionale).
Le tematiche sono svariate ma il progetto è uno solo: assicurare agli allievi un ambiente favorevole nel quale mettere a frutto tutte le loro capacità per ottenere i risultati accademici migliori. La struttura organizzativa di una Students’ Union, peraltro, è completamente indipendente dalle gerarchie accademiche e questa libertà rappresenta una garanzia per i giovani, che avessero problemi da segnalare.
Infine l’organizzazione si occupa di fornire direttamente agli studenti una serie di servizi, dalla gestione dei bar fino all’attività di garanzia quando si cerca casa. Appena ci si iscrive all’università si riceve la carta dell’Unione degli studenti, che serve ad avere sconti e vantaggi. Gli allievi possono approfittare del calendario di eventi promosso nel loro ateneo oppure diventare volontari e lanciare direttamente delle proposte. Nessuno viene escluso e anche l’accesso alla "stanza dei bottoni" è aperto.
Ogni unione studentesca ha infatti un comitato esecutivo e degli organi direttivi, che vengono eletti in modo democratico. Le candidature per presidenza e vicepresidenza si accettano in genere all’inizio di ottobre e sono previsti comizi e dibattiti, dopo la stesura di un programma. Ma è possibile anche rendersi disponibili per altri incarichi, dall’Events Officer al Communications Officer fino all’Equality and Diversity Officer.
"Credo che la Students’ Union sia uno strumento utilissimo soprattutto per i ragazzi dei primi anni", spiega Giulio Olesen, che dopo la laurea a Roma si è trasferito all’università di Bournemouth per il Phd e adesso lavora nella facoltà di media dell’ateneo. "In Italia non esiste nulla di simile. – precisa – Qui invece gli studenti vedono l’Unione come un organismo di riferimento, cui rivolgersi anziché andare a parlare con i professori o con l’amministrazione".
Una specie di alleato pronto a difenderli. "La Student’s Union viene chiamata in causa anche quando gli allievi vogliono contestare un voto o, ad esempio, nei casi di plagio. Se si sospetta che uno studente abbia copiato in un compito, infatti, viene allestito un board di valutazione e lo studente spesso si presenta accompagnato da un rappresentante dell’Unione, che difende sempre la sua posizione". Quindi non solo un alleato, ma anche un avvocato, pronto a difendere ed assistere lo studente". (aise)


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