Belèm: intervista all’Ambasciatore Azzarello - di Paolo Carlucci

BELÈM\ aise\ - Ambasciatore italiano in Brasile, Francesco Azzarello ha partecipato lo scorso 22 novembre ha partecipato alla inaugurazione del Festival Italia Mia a Belèm. L’abbiamo incontrato in questa occasione.
D. Ambasciatore Azzarello, per la comunità italiana del Pará e della sua Capitale Belém, é stato un grande piacere ricevere la sua visita per l’inaugurazione del Festival Italia Mia e la Prima Edizione del Festival del Cinema Italiano in Brasile (2022), riceverla qui tra noi per l’inaugurazione dell’evento. Lo scorso mese di marzo, lei è stato qui per incontrare le autorità locali: il governatore dello Stato del Pará Elder Barbalho, il Sindaco di Belem Edmilson Rodrigues, per citarne solo alcune. Può parlarci delle Sue impressioni rispetto ai luoghi ed all’interesse riscontrato nelle autorità per la cooperazione con il nostro Paese?
R. Grazie per la domanda, inizio dalla fine. Ho incontrato anche il Rettore dell’Università Emmanuel Tourinho che si è dimostrato molto interessato a forme di cooperazione ed abbiamo anche cercato di organizzare qui a Belém una grossa mostra di Portinari, che poi per vari motivi non si è potuta concretizzare, ma che rimane comunque di grande interesse. Il Rettore, che ho anche visto ieri sera, mi ha parlato del Museo dell’Universitá Federale del Pará (UFPA) che andrò a visitare perché vorrei vedere un dipinto che ospita e del quale mi ha parlato: sarebbe di un pittore italiano giunto a Belém non so se nel ‘700, dunque il quadro è stato il primo dipinto da un pittore italiano venuto qui molto prima dell’epoca della grande immigrazione: non so se sia il primo dipinto italiano in Brasile ma potrebbe esserlo. Quindi, grande volontà di cooperazione con il Rettore, di fare cose insieme.
Il Sindaco di Belém è un italianista, persona squisita, interessatissima; con il Sindaco e con il Governatore non abbiamo avuto particolari seguiti. Da parte mia, sono aperto a proposte che mi devono necessariamente arrivare dalle autorità locali per cercare di rafforzare la cooperazione bilaterale fra l’Italia e lo Stato del Pará: per conoscere quali sono i settori dove si vorrebbe una cooperazione devono dircelo loro; noi come Ambasciata attiveremmo l’informativa specifica in Italia e otterremmo delle risposte. C’è comunque grande interesse in generale da parte italiana verso il Brasile; c’era prima ed è aumentato direi ora, perché l’America Latina, pur con le sue crisi politico-sociali cicliche direi purtroppo in quasi tutti i Paesi, è un’area di pace. Nel mondo sconquassato di oggi, il Brasile è il grande colosso che rappresenta più del 50% del PIL dell’America del Sud. C’è un’importante comunità italiana, gli italo-brasiliani. Dunque rimaniamo aperti a proposte, idee, suggerimenti per attivare l’interesse italiano per lo Stato del Pará. Il Parà dovrebbe essere pubblicizzato in Italia, ma la prima a muoversi dovrebbe essere la rete diplomatica brasiliana in Italia.
Quanto a questa mia seconda visita qui a Belèm, essa dimostra un interesse nel tentare di fare qualcosa di buono, in collaborazione con la comunità Italiana e con gli italo-brasiliani, ma anche brasiliani. Ieri sera (lunedì - ndr) ho avuto qualche contatto con il proprietario di un’enorme catena di supermercati locali che era interessato a fare una promozione locale dei prodotti italiani che lui già vende.
C’è poi la proposta di Rosangela Majorana, la nostra Vice Console Onoraria a Belém, di istituire una Camera di Commercio Italo-Paraense qui a Belém, l’idea mi sembra molto brillante come ho ribadito anche durante il mio discorso di apertura dell’evento e nell’intervista che ho rilasciato alla televisione locale. Sarebbe un importantissimo strumento di mobilitazione di risorse umane, mentali e culturali.
C’è poi la parte che riguarda il turismo: gli italiani sono viaggiatori curiosi e che spendono. Servono però infrastrutture all’altezza delle aspettative e serve promuovere questo territorio in Italia.
D. Ambasciatore, l’attrazione più importante tra le tante del Festival Italia Mia, è stata la prima edizione del Festival del Cinema Italiano in Brasile. All’inaugurazione dell’evento abbiamo visto la sala al completo e molta gente addirittura in piedi. Lei pensa che il Festival possa ripetersi con cadenza annuale?
R. Io credo assolutamente di sì; c’è una forte volontà da parte degli organizzatori ed in primo luogo del Gruppo mediatico O Liberal, con la sua Vice-Presidente Rosangela Majorana, che è la nostra Vice-Console Onoraria. Da parte dell’Ambasciata, dell’Ufficio ICE del Brasile, degli Istituti di Cultura siamo prontissimi a dare tutto l’appoggio necessario, magari contribuendo con qualche nuovo progetto, come ad esempio un volume sulla partecipazione degli italiani allo sviluppo ed alla crescita del Pará a partire dal 700, dall’Architetto Antonio Landi in poi, senza dimenticare religiosi, artisti. Il Festival del Cinema Italiano in Brasile è un progetto che mi entusiasma perché l’ho sviluppato insieme a Graziano Messana, il Presidente della Camera di Commercio Italiana di San Paolo, città che per 16 anni è stata unica sede della kermesse. Ora grazie all’esperienza passata e al contributo della rete diplomatico-culturale in Brasile si tiene in trentotto o trentanove città del Brasile, compresa Belém. Senza contare la piattaforma digitale a cui ci si può collegare per vedere la rassegna in casa propria, il tutto gratuitamente.
D. Nella storia dello Stato del Pará, quindi dell’Amazzonia Orientale del Brasile, l’influenza culturale italiana ha sempre avuto una certa importanza: pittori, musicisti, religiosi e artisti ispirati dal Rinascimento Italiano. Lei prevede un allargamento della cooperazione culturale tra i due Paesi?
R. Mi pare di aver già risposto ma lo ribadisco: da parte italiana siamo aperti a qualsiasi tipo di proposta. Noi valuteremo e cercheremo di mobilitare le risorse necessarie ma l’input deve venire dalla parte locale, dal livello statale e municipale. Magari con la collaborazione della comunità italiana, italo-paraense, ma anche della comunità paraense che può proporre anch’essa proposte ed idee. (paolo carlucci\aise)