CORONAVIRUS/ L’AMBASCIATORE FERRARI SUL “QUOTIDIANO DEL POPOLO”: L’ITALIA RESTA AL FIANCO DELLA CINA

CORONAVIRUS/ L’AMBASCIATORE FERRARI SUL “QUOTIDIANO DEL POPOLO”: L’ITALIA RESTA AL FIANCO DELLA CINA

PECHINO\ aise\ - “Nei secoli abbiamo vissuto e lottato assieme contro sfide ben più difficili di quella attuale e siamo sempre riusciti a superare ogni crisi. Non ho dubbi che anche questa volta Italia e Cina, se restano unite, prevarranno. Non c’è morbo o contingenza che possa recidere questo legame”. A scrivere è Luca Ferrari, ambasciatore italiano a Pechino, che per esprimere solidarietà alla Cina dinanzi all’emergenza coronavirus (COVID-19) ha scritto una lettera pubblicata ieri dal “Quotidiano del Popolo”.
Ne riportiamo di seguito il testo, tradotto in italiano.
“Sono grato al Quotidiano del Popolo per avermi offerto questa possibilità di rivolgere agli amici cinesi i miei sentimenti di vicinanza, solidarietà e incoraggiamento dinanzi all’attuale emergenza medico-sanitaria causata dalla diffusione del nuovo coronavirus nCOV-2019.
Il mio pensiero corre anzitutto alla coraggiosa città di Wuhan e all’intera provincia dello Hubei, gravemente colpita dal contagio, alle famiglie delle vittime e ai malati in via di convalescenza. Sono profondamente ammirato dalla perizia e dallo spirito di sacrificio di medici, infermieri, di tanti volontari e comuni cittadini che da settimane sono impegnati in un’opera senza precedenti per la salvaguardia della salute della popolazione cinese e di quella mondiale. Si tratta, per la Cina come per ogni altro Paese, di un’assoluta priorità.
Anche da queste colonne desidero, pertanto, farmi portavoce delle espressioni del Capo dello Stato e dei massimi vertici della Repubblica Italiana in sostegno degli eccezionali sforzi profusi dalle Autorità cinesi nel contenimento del rischio epidemico e nella definizione dei migliori protocolli terapici per la prevenzione e il trattamento di questa nuova malattia respiratoria acuta. A questo fine ritengo essenziale che siano mantenuti gli attuali, elevatissimi livelli di collaborazione internazionale nella ricerca medica, incentrata sul coordinamento dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, nella consapevolezza che la tempestiva condivisione di dati e risultati sia condizione necessaria per giungere al più presto a vaccini e cure efficaci.
L’Italia, tra i Paesi più all’avanguardia al mondo nel campo dell’infettivologia, non farà mancare il suo contributo alle iniziative della Cina e della comunità scientifica internazionale per fronteggiare e vincere questa temibile sfida posta dinanzi a tutta l’umanità. Sin da principio le istituzioni, la comunità d’affari, la società civile e il popolo italiani, a cominciare dalle decine di migliaia di connazionali residenti in territorio cinese, si sono resi disponibili e mobilitati per prestare immediata assistenza rispetto alle più impellenti esigenze di soccorso medico nell’epicentro del contagio.
Un primo carico di materiale sanitario dall’Italia (mascherine, guanti di lattice, tute protettive, respiratori forzati, e così via) è già stato consegnato a Wuhan la scorsa settimana. Nuove spedizioni sono in programma nei prossimi giorni e quotidianamente riceviamo in Ambasciata centinaia di segnalazioni di italiani desiderosi di far pervenire il proprio sostegno e il proprio aiuto. Si tratta, se ancora ve ne fosse bisogno, di minute ma significative testimonianze dell’empatia e della naturale affinità tra i popoli italiano e cinese.
La storia dei rapporti tra Italia e Cina, leggendari terminali della «via della Seta», che quest’anno festeggiano il cinquantenario dallo stabilimento delle relazioni diplomatiche dopo la fondazione della Repubblica Popolare, è una lunghissima narrazione di mutua comprensione, rispetto e amicizia. Le nostre due civiltà parlano da secoli lo stesso linguaggio di apertura, saggezza e umanità, ingredienti essenziali per colmare di significato e concretezza l’espressione, altrimenti vuota, di solidarietà tra le genti.
Nei secoli abbiamo vissuto e lottato assieme contro sfide ben più difficili di quella attuale e siamo sempre riusciti a superare ogni crisi. Non ho dubbi che anche questa volta Italia e Cina, se restano unite, prevarranno.
Non c’è morbo o contingenza che possa recidere questo legame. Abbiamo tanto da costruire assieme e lo costruiremo. Per questa ragione, nella consapevolezza che la Cina avrà presto la meglio in questa meritoria lotta per contenere la diffusione del coronavirus, desidero rinnovare l’augurio di buon lavoro a tutte le Istituzioni, le amministrazioni e gli operatori medico-sanitari cinesi impegnati nell’emergenza e i miei più sinceri auspici di pronta guarigione per tutti gli infermi colpiti dal contagio.
Cari amici cinesi, in questi giorni di tristezza, fatica e sofferenza l’Italia resta al vostro fianco: «Zhongguó jià yóu, Wùhàn jià yóu»!”. (aise) 

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