LA DIFESA DELL’ITALIANO IN EUROPA COMINCIA DAL BELGIO E L’AMBASCIATRICE BASILE NE PROMUOVE L’INSEGNAMENTO NELLE FIANDRE

LA DIFESA DELL’ITALIANO IN EUROPA COMINCIA DAL BELGIO E L’AMBASCIATRICE BASILE NE PROMUOVE L’INSEGNAMENTO NELLE FIANDRE

BRUXELLES\ aise\ - Nei giorni in cui un deputato italiano (Guido Germano Pettarin, FI) e un eurodeputato (Giannantonio Da Re, Lega) hanno chiesto conto, rispettivamente, al Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Luigi Di Maio, ed alla Commissione Europea dell’eliminazione della lingua italiana dalla Rete dei Comunicatori Anti-Frode (OAFCN) dell’OLAF (l’Ufficio Europeo per la Lotta alla Frode), l’Ambasciatrice d’Italia in Belgio, Elena Basile ha invece ospitato, il 24 settembre scorso, una colazione di lavoro dedicata proprio all’insegnamento della lingua italiana nella Regione fiamminga.
Alla riunione hanno partecipato i docenti di lingua e letteratura italiana dell’Università di Anversa, di Leuven e di Ghent, nonché Dirigenti Scolastici di alcune scuole primarie e secondarie del Limburgo e della Provincia delle Fiandre Orientali. Erano inoltre presenti i Presidenti della Società Dante Alighieri di Anversa, Ghent e Hasselt, insieme al Presidente del COSCIT, l’Ente che usufruisce di contributi del Ministero degli Affari Esteri per l’insegnamento della lingua italiana, il Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura e il personale dell’Ambasciata d’Italia a Bruxelles.
La colazione di lavoro ha fornito l’occasione per un momento di dibattito e confronto su come rafforzare l’insegnamento della lingua italiana nelle scuole primarie e secondarie, al fine di promuovere un processo di cosiddetta “verticalizzazione” dell’insegnamento della lingua italiana nel sistema scolastico belga.
L’obiettivo della verticalizzazione è di creare un continuum – dalle scuole primarie all’università – per l’apprendimento della lingua, e dunque per incentivare il numero di alunni che sceglieranno di seguire i corsi di italiano all’università.
Un analogo esercizio era stato realizzato nel mese di maggio con i Presidi dell’area francofona del Belgio.
Nelle Fiandre, data l’assenza di uno strumento simile alla Carta di Partenariato rinnovata nel 2017 con la Federazione Wallonie-Bruxelles, la presenza di corsi di lingua italiana è minore. Con questa riunione l’Ambasciatrice Basile intende sviluppare una maggiore cooperazione tra scuole ed Università e portare avanti alcune azioni mirate, quali l’individuazione di scuole-pilota secondarie in cui poter inserire l’italiano come lingua extra-curriculare, progetti di cooperazione tra scuole belghe ed italiane, nonché lo sviluppo di materiale didattico per l’insegnamento della lingua italiana nel contesto del mondo del lavoro (ad esempio l’italiano giuridico, l’italiano per le imprese ed il turismo).
Il “sistema Italia” (che se c’è deve battere un colpo) non deve mai dimenticare che la lingua è uno dei valori fondamentali della cultura di un Paese, con riflessi sulle sue capacità di penetrazione economiche all’estero ed attrazione di investimenti sul proprio territorio. E l’Italia, contrariamente a tanti altri Paesi, per molti anni sembra averlo dimenticato, nonostante il desiderio di tantissimi, in tutto il mondo, di parlare (oltre che mangiare) italiano.
I recenti sforzi dell’Ambasciata d’Italia in Belgio sembrano fare ben sperare. E per difendere l’Europa, e la sua necessaria costruzione, anche nella sua capitale, non bisogna mai dimenticare di difendere le proprie radici culturali, che sono anche, e soprattutto, linguistiche. (alessandro butticé\aise) 

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